La guida definitiva per la tua prima avventura in bici: tutto quello che avrei voluto sapere prima di partire

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Se l’idea di lanciarti nella tua prima grande avventura in bici ti fa sentire come se stessi preparando una spedizione sulla Luna, tranquillo: sei in ottima compagnia! Equipaggiamento, forma fisica, itinerario… Le domande sembrano infinite. Ma, parola di César Bygodt e Martin Bouffange, fondatori del collettivo di cicloviaggiatori Colybride, tutto (o quasi) si risolve con due semplici parole d’ordine: ingegno e libertà.

Quale bici? La semplicità regna sovrana

Il panorama delle “bici da viaggio” è diventato sempre più ampio: gravel, bici da randonnée, modelli griffati “grande escursione”… Insomma, un vero labirinto! Ma attenzione, scegliere la bici perfetta non deve essere la scusa per rimandare la partenza. Secondo César, ogni bici può viaggiare, anche quella che sonnecchia nell’angolo del garage. Meglio iniziare con l’essenziale: revisione dal meccanico, portapacchi montato e un bel paio di borse – unico acquisto davvero necessario. Nessun bisogno di farsi sedurre subito dall’ultimo modello da 2.000 euro; una due ruote robusta e funzionante ti porterà lontano. Solo dopo che avrai vissuto le tue prime pedalate potrai decidere se investire in una bici più specifica.

Preparazione fisica: niente maratone, sì al piacere

Se sono anni che non sali sui pedali, qualche uscita vicino casa ti aiuterà a riprendere confidenza con la bici e le buone abitudini del ciclista. Come spiega Martin, se riesci a pedalare un’ora di fila a tuo agio, puoi stare sereno: la stessa cosa vale anche per un’intera giornata in viaggio! E non credere che dovrai restare nove ore consecutive in sella… L’importante è ascoltare il proprio corpo e affrontare tutto senza forzare. Se hai dubbi sulla resistenza, inizia progressivamente: 30 km il primo giorno, 50 il secondo, 80 il terzo. Nessuna pressione, ripete César: “Lo scopo è godersela, non soffrire.” La chiave del successo? Divertirsi e prendersi tempo.

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Distanze, itinerario e spirito d’improvvisazione

Quanti chilometri al giorno? Anche tra esperti, ogni viaggio fa storia a sé, ma secondo il team Colybride l’ideale per una prima avventura sono i 50-70 km. Un bel compromesso che consente di avanzare senza rinunciare a una pausa pranzo in un ristorante invitante o a un tuffo in qualche lago di passaggio. Niente panico se alla fine della giornata hai percorso più o meno di quanto previsto: la bici è maestra di libertà e spazio alle deviazioni! Lascia spazio all’improvvisazione: se lungo la strada scopri una montagna o un lago sulla mappa che ti attira, perché non fare una deviazione?
La meta, spesso, è più un pretesto che un traguardo: serve per iniziare, ma non deve condizionare tutto il viaggio. Spesso, confessa César, si arriva da tutt’altra parte rispetto ai piani iniziali… ed è perfetto così!

Le ciclabili e le “voie verte” – itinerari segnalati e facilmente individuabili online – sono l’alleato ideale: inseriscine il più possibile nel percorso giornaliero. E se programmi giorno per giorno, app utili come Komoot o Geovelo indicano percorsi e dislivelli suggeriti da altri utenti, ma da veri “viaggiatori a pedali” non rinunciate alla vecchia cara mappa cartacea e alla vostra intuizione. E un ultimo (ma fondamentale) consiglio: chiedete sempre ai locali! Nessuno meglio di loro conosce le strade più affascinanti.

Borse, essenziali e piccole astuzie da pro

Per il trasporto: due borse posteriori (totale 40 litri) sono più che sufficienti all’inizio. Lascia perdere il mega zaino: le spalle ti ringrazieranno! Organizza il carico mettendo in fondo ciò che pesa di più e ciò che usi meno spesso: la bici sarà più stabile e agile. Per una gestione tipo Tetris evoluto, usa sacchetti di cotone per raggruppare ricambi, oggetti da notte, cibo… Così saprai sempre dove mettere le mani anche a occhi chiusi (letteralmente, dopo una lunga giornata sul sellino!).

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Nell’arsenale non devono mancare:

  • kit antiforatura con colla e toppe
  • levagomme, pompa e almeno una o due camere d’aria di scorta
  • coltellino multifunzione
  • lubrificante per la catena
  • smartphone (per mappe, chiamate, saluti ai nonni…)
  • abbigliamento antipioggia e caldo “che non si sa mai”
  • e, per il morale, una cassa per la musica o un bel libro di carta

Non serve essere un mago della meccanica: secondo César, la pazienza e la capacità di arrangiarsi contano quanto una trousse attrezzi. Se non sai cambiare una camera d’aria, puoi sempre contare su un po’ di fortuna… o sull’aiuto di altri ciclisti (succede più spesso di quel che pensi!).

Dove dormire e come muoversi: libertà senza stress

I “ciclisti puri” adorano piantare la tenda ogni sera e cenare con pasta sul fornelletto, immersi nella natura – un’esperienza unica, anche se talvolta piove o il vento vuole portarsi via la tenda! Se ami un po’ più di comfort, hotel e campeggi sono alternative valide; in ogni caso, non dimenticare mai un solido lucchetto per la bici. Per una formula intermedia, esiste Warmshowers: una rete di ciclisti che ospitano altri pedalatori – ospitalità gratuita e spesso consigli preziosi sugli itinerari della zona.

Se non puoi partire da casa, i mezzi pubblici sono la soluzione ideale. In Francia, il TER accetta gratuitamente le bici non smontate; sugli Intercités serve prenotazione e un piccolo supplemento, mentre sui TGV le cose si complicano. In caso estremo, smonta la bici e infilala in una sacca! E se punti a viaggi oltreconfine, puoi affidare la bici all’aereo: togli pedali, sgonfia le gomme, piega il manubrio e imbusta tutto; o, come fanno César e Martin, avvolgi la bici con la pellicola. E ricorda, persino se la bici arriva danneggiata, ogni pezzo si può riparare o sostituire ovunque!

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Conclusione pratica: prima di buttarti sulla strada, ricordati che l’avventura comincia ancor prima di salire in sella. Osare, improvvisare, lasciarsi sorprendere… in fondo, il vero viaggio è la libertà che regala. Buon vento!

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