Chi non ha mai finito una lunga pedalata chiedendosi se il ciclismo non sia, in fondo, una sottile forma di masochismo? Dolori al fondoschiena e alla schiena diventano spesso ospiti fissi delle nostre imprese su strada o gravel. Ma ecco che una sella dall’aspetto… particolare promette una rivoluzione: la SaddleSpur. Addio dolori? Scopriamolo insieme, sella ben ancorata!
Il problema dei dolori e la genesi di SaddleSpur
Chi ha mai percorso lunghi tragitti in bicicletta – come un impegnativo Paris-Dieppe su e-bike in due giorni – sa quanto possano diventare insistenti le sofferenze a sedere e zona lombare. Non importa quanto tu sia allenato: anche i compagni di viaggio più tosti hanno dovuto arrendersi a quei fastidi che solo una sella veramente scomoda può regalare.
Proprio per dare sollievo a questi tormenti, John Downing ha ideato la SaddleSpur. Non è un’invenzione dell’ultima ora: i primi brevetti risalgono al 2016. Dopo tentativi di finanziamento partecipativo – Kickstarter 2022 compreso, purtroppo senza successo – il progetto ha finalmente preso vita un anno dopo. Ed è subito chiaro: questa sella non è come tutte le altre. Anzi, per certi versi sembra provenire da un altro pianeta!
Cosa rende unica la SaddleSpur?
La sua caratteristica principale? Un supporto posteriore inedito, pensato per intervenire sia sulle prestazioni sportive che sul comfort del ciclista. Secondo il sito ufficiale, questa sella riesce a:
- Ridurre i dolori a fondo schiena e glutei, offrendo un appoggio corporeo naturale
- Fornire un supporto appena ci si raddrizza per alleggerire la pressione durante la guida
- Migliorare le performance: appoggiando la zona lombare, si riuscirebbe a scaricare più potenza sui pedali grazie alla stabilità che la sella offre
Insomma, la posizione di guida tipica delle bici da corsa e gravel – spesso faticosa – avrebbe finalmente un alleato, pronto a offrire non solo comfort ma anche qualche watt in più. Niente male, vero?
Limitazioni e specifiche tecniche
Tuttavia, anche le rivoluzioni hanno qualche difetto. Secondo Bikerumor, la SaddleSpur potrebbe limitare lo spostamento del peso verso il retro della bicicletta, operazione spesso necessaria per:
- Gestire meglio l’equilibrio, specialmente su terreni impegnativi
- Modificare l’aerodinamica, ad esempio in discesa quando si tende a indietreggiare sulla sella
Dal punto di vista tecnico, la SaddleSpur misura 130 mm in larghezza e 236 mm in lunghezza. È compatibile con i reggisella standard grazie alla certificazione ISO-4210-9. La struttura è composta da:
- Imbottitura in poliuretano
- Base flessibile per aumentare il comfort
- Peso complessivo di 310 grammi
Prezzo, disponibilità e la prova del nove… anzi, della sella
Per chi fosse curioso di provarla (o semplicemente stanco di camminare come John Wayne dopo ogni uscita!), la SaddleSpur è disponibile sul sito ufficiale del marchio. Il prezzo? 125 sterline britanniche, ovvero circa 143 euro al cambio attuale, spedizione esclusa. Una cifra importante, ma se dovesse davvero mantenere le promesse… potrebbe valerne la pena! Al momento non ci sono date precise di consegna; la casa invita a testarla personalmente prima di dare un giudizio definitivo.
Un consiglio pratico? Prima di innamorarsi sulla carta di ogni rivoluzione a misura di fondoschiena, meglio aspettare qualche parere reale e magari, se possibile, una prova diretta: ogni corpo (e sedere!) ha le sue esigenze e la sua sensibilità.
Quindi, amici ciclisti, la sella dei vostri sogni esiste? Forse. Ma la SaddleSpur ha sicuramente il merito di rimettere il comfort al centro della scena. Ora tocca a voi decidere… pedalando, ovviamente!
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Marco Rossi è giornalista calcio. Con dieci anni di esperienza, analizza trasferimenti, tattiche e successi dei club europei. Offre analisi precise e coinvolgenti. Il suo stile chiaro ti aiuta a comprendere i punti chiave di ogni partita.