Ettore Messina, nome di spicco nel basket italiano, non figura oggi tra i protagonisti ufficiali del progetto NBA Europe. Libertà di parola e esperienza internazionale gli permettono però di esprimere dubbi e osservazioni sul futuro del basket continentale, mentre il progetto resta avvolto da molte incognite.
Perché Messina non è coinvolto e cosa significa
Il tecnico con un passato a Virtus Bologna e Milano era stato accostato al progetto come possibile punto di riferimento. Alla fine non ha preso parte all’iniziativa. Questo gli consente di commentare senza conflitti di interesse.
Messina ha parlato ai media presenti a Spalato durante gli Youth Games, sottolineando l’incertezza che circonda l’iniziativa. Le sue osservazioni vengono ascoltate con attenzione in Italia.
I punti oscuri del lancio di NBA Europe
Non esistono ancora informazioni certe sul modello operativo del torneo. Elementi chiave rimangono in sospeso:

- data di avvio ufficiale (si parla del 2027 ma nulla è definitivo);
- numero e identità delle squadre partecipanti;
- possibile collaborazione o sovrapposizione con l’EuroLega.
«Non sappiamo esattamente cosa sarà questo formato», ha rilevato Messina, evidenziando come la partecipazione richieda investimenti importanti. Ha aggiunto che progetti esclusivi e alti livelli di selezione comportano vincitori e esclusi.
Le due realtà romane: BC Roma e Maxima Roma sotto la lente
Tra i club osservati con maggiore attenzione ci sono BC Roma e Maxima Roma. Entrambe sono nate con l’ambizione di inserirsi nel nuovo circuito.
- Il rischio è che non tutte le realtà create ad hoc riescano a entrare.
- Selezione ristretta significa anche investimenti che potrebbero non ripagare.
- Per la FIP questo scenario solleva dubbi sulla sostenibilità dei progetti locali.
Già nelle scorse settimane il presidente della FIP, Gianni Petrucci, aveva espresso perplessità sulla sorte dei club capitolini. Le osservazioni di Messina confermano la possibilità che qualche iniziativa resti esclusa.
Reazioni del mondo cestistico e strategie possibili
Le parole di Messina hanno riacceso il dibattito tra dirigenti, allenatori e tifosi. Alcune reazioni chiave:

- timori per l’ulteriore concentrazione di risorse su pochi club;
- opportunità per chi saprà investire in strutture e prospettiva internazionale;
- necessità di chiarezza sui rapporti con le competizioni esistenti.
Come possono muoversi i club italiani
- puntare su giovani e sviluppo di base per non dipendere solo da ingressi straordinari;
- cercare alleanze economiche e sportive per aumentare le chance di ingresso;
- valutare il rischio finanziario prima di lanciare progetti ambiziosi.
Domande ancora aperte sul futuro del basket europeo
Il progetto resta in fase embrionale e molteplici scelte strategiche devono ancora essere prese. Tra queste, la definizione del numero di partecipanti e la governance della competizione.
Per ora, l’unica certezza è l’incertezza: il tempo fino al 2027 deciderà chi potrà davvero ambire a un posto nell’ipotetica NBA Europe e chi invece dovrà ripensare la propria strategia sportiva e finanziaria.
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Davide Ricci è giornalista basket. Da nove anni copre NBA, EuroLeague e Coppa del Mondo FIBA. Le sue analisi strategiche e interviste alle star arricchiscono la lettura. Il suo stile chiaro illumina le dinamiche di ogni partita.