New York ha consegnato emozioni, sorprese e qualche amarezza. Dalle stelle che hanno brillato a pieno alti, fino ai favoriti che hanno deluso, ecco una lettura ragionata delle pagelle degli US Open pensata per chi cerca un colpo d’occhio rapido ma approfondito.
Vincitori e top assoluti: Rybakina e Zverev al centro del torneo
- Elena Rybakina — un torneo da manuale. Ha tolto il trono a Sabalenka e messo in bacheca il suo terzo major. Dopo l’infortunio di Cincinnati, in molti avevano dubbi sulla sua presenza. Invece è tornata più solida e potente.
- Alexander Zverev — due titoli dello Slam in pochi mesi cambiano la carriera. Ha sfruttato le occasioni e le assenze di alcuni rivali per tornare protagonista. A New York ha dimostrato controllo e maturità nei momenti chiave.
- Ben Shelton — la rivelazione americana. Non ha portato a casa lo Slam, ma la vittoria su Alcaraz è stata la prova del suo salto di qualità.
- Aryna Sabalenka — finale e grande torneo, ma il confronto con Rybakina ha messo in evidenza alcuni limiti. Ha perso lo scettro dopo 99 settimane in vetta.

Giovani emergenti: nuovi nomi che pesano nel circuito
Il torneo ha messo in vetrina talenti che potrebbero segnare il futuro del tennis.
- Trevis Blockx — classe 2005, il belga ha mostrato colpi importanti e personalità. Ha battuto giocatori solidi e si è fermato per limiti fisici più che tecnici.
- Quinwen Zheng — il ritorno dopo l’operazione è serio: dalle qualificazioni ai quarti, con una palla break per il 5-3 al terzo contro Rybakina. Una conferma dopo l’oro olimpico.
Giocatori solidi: buone prestazioni e segnali di crescita
- Carlos Alcaraz — il sorriso e il dritto sono tornati. Ha giocato bene e ha perso fisicamente contro Shelton. Rimane una speranza per duelli futuri con i rivali più quotati.
- Matteo Darderi — conferma i progressi con un buon quarto turno. Ha pagato qualche blackout nei momenti iniziali contro Zverev, ma è cresciuto nel ranking.
- Karen Khachanov — ottime prestazioni contro nomi importanti e la terza semifinale Slam. Errori cruciali nei tie-break ne limitano, però, l’evoluzione verso lo status di top assoluto.
Delusioni clamorose: favorite e teste di serie che non hanno reso
Non sono mancati flop pesanti, tra uscite premature e partite inspiegabili.

- Novak Djokovic — eliminazione shock già al primo turno ad opera di Navone. Per un campione di 39 anni questo episodio ha sollevato molte domande.
- Cameron Norrie e altri outsider mancati — giovani come Musetti e Cobolli non hanno sfruttato l’occasione in un tabellone aperto. Rimandati a nuove chance.
- Jannik Sinner e Carlos Alcaraz — pur non brillando sempre, hanno mostrato segnali di ritorno. Alcaraz, in particolare, ha raccolto consensi per il passo in avanti generale.
Giudizi severi: chi esce con il voto più basso
- Arthur Fils — da vincitore a eliminato presto. Atteso protagonista dopo Cincinnati, si è arreso a Tsitsipas nonostante un vantaggio iniziale.
- Pablo Jodar — sconfitta pesante per numeri e contenuti contro Bu. Un tonfo inatteso dopo un periodo di buone prestazioni.
- Felix Auger-Aliassime — testa di serie n.3 a cui è mancata continuità. Troppo breve il suo cammino rispetto alle attese.
- Madison Keys e Amanda Anisimova — due nomi dal passato brillante, stavolta fuori per mano di avversarie meno attese. Entrambe perdono posizioni importanti.
Impatto sulle classifiche e prossimi appuntamenti
Le settimane a venire vedranno scorrere la Race e il ranking mondiale. Alcuni giocatori guadagnano posizioni, altri perdono terreno.
- Zverev è balzato nelle posizioni alte della Race grazie ai titoli recenti.
- Shelton entra stabilmente tra i nomi da seguire per le Finals.
- Rybakina completa il trittico di major vinti e ora manca solo Parigi per un percorso quasi perfetto.
Osservazioni tecniche
I match hanno confermato tendenze nette: servizio pesante, ricerca della profondità e recuperi atletici decisivi. Le superfici e il calendario breve hanno inciso sulle condizioni fisiche di molti atleti.
Cosa aspettarsi dalla chiusura di stagione
Le prossime settimane saranno decisive per piazzamenti e fiducia. Molti giocatori cercheranno risposte prima delle Finals e dei tornei indoor.
- Monitorare la condizione fisica dei big.
- Valutare l’impatto delle assenze e dei rientri sugli equilibri del circuito.
- Seguire i giovani emergenti per capire chi potrà scalare il ranking.
Articoli simili
- Us Open 2026: il torneo delle serie spezzate
- Sinner e Noskova incantano, Cobolli e Gauff sprecano: la favola di Fery, crac Swiatek
- Fils domina a Wimbledon: Jodar cresce, Cobolli accende speranze
- Alcaraz in crisi, Sinner in ascesa: chi difende più punti tra Washington e New York
- Zverev trionfa agli US Open: secondo slam, battuto Shelton in 4 set

Matteo Conti è giornalista tennis. Da cinque anni segue i Grandi Slam, i circuiti ATP e WTA. I suoi articoli offrono analisi tattiche e reportage esclusivi con i protagonisti. Il suo stile conciso ti porta nel vivo di ogni match.