Alexander Zverev festeggia un altro trionfo nei Major: agli US Open il tedesco si è imposto in quattro set su Ben Shelton, conquistando il suo secondo titolo del Grande Slam stagionale. In conferenza stampa ha raccontato emozioni, tattiche e il percorso che lo ha portato di nuovo al successo.
Il significato della vittoria dopo la delusione del passato
Zverev ha definito la conquista dello US Open una rivincita personale. Dopo la sconfitta dolorosa del 2020, solleva il trofeo con una sensazione diversa. Ha colto l’occasione per chiudere un capitolo e godersi il momento, spiegando che la gioia di ottenere finalmente questo titolo è stata enorme.
Il curioso episodio sul punteggio: la calma nella tensione
Nel corso della finale si è verificato un episodio divertente: Zverev non si era accorto di avere già chiuso il game. Ha ammesso di aver contato male, pensando fosse 5-1 invece che 6-2. Questo piccolo errore lo ha paradossalmente aiutato.

- Mantenere la calma: l’errore di conteggio ha evitato il nervosismo nel servire per il match.
- Concentrazione totale: ha descritto uno stato di assorbimento, come se fosse in un tunnel senza percepire il pubblico.
Il piano tattico per limitare Ben Shelton
La strategia è stata chiara: variare l’altezza e la profondità dei colpi. Zverev ha spiegato che giocare piatto e veloce favorisce il rovescio di Shelton, mentre palle più alte e profonde lo mettono più in difficoltà.

- Altezza e profondità per interrompere il ritmo.
- Attenzione al dritto di Shelton, fonte di grande potenza.
- Ridurre i colpi a basso ritmo sul suo diritto per limitarne l’efficacia.
Come queste scelte hanno inciso sull’incontro
Applicando palle più alte e profonde, Zverev è riuscito a smorzare la velocità con cui Shelton costruisce i punti. Il risultato è stato un maggiore controllo degli scambi e la possibilità di sfruttare i momenti chiave.
Lavoro, allenamento e il ruolo del talento
Il tedesco ha ribadito più volte che il suo successo passa soprattutto dalle ore sul campo e dalla preparazione atletica. Non si considera il più talentuoso», ma il duro lavoro è la sua forza.
- Ore in campo e sessioni di palestra.
- Preparazione atletica costante.
- Umiltà nel riconoscere il valore del lavoro rispetto al talento naturale.
Ha però voluto riconoscere lo stesso atteggiamento di Shelton: giovane e talentuoso, ma altrettanto dedito all’allenamento con il padre e in squadra.
La questione del numero 1: che ruolo hanno gli avversari
Interrogato sulla possibilità di diventare il miglior giocatore del mondo, Zverev ha risposto con prudenza. Ha ricordato come lo stato di forma degli altri influisca molto sul quadro generale.
- La condizione di Jannik Sinner e Carlos Alcaraz è determinante.
- Con alcuni rivali infortunati, la sua posizione appare più solida.
- Se tutti fossero al massimo, Sinner resterebbe un punto di riferimento.
La tenuta mentale: dalle cicatrici alla serenità
Zverev ha spiegato come la vittoria a Parigi lo abbia aiutato a cancellare le paure legate alle finali. Prima si sentiva schiacciato dalla domanda se sarebbe mai riuscito a vincere; ora gioca con più leggerezza.
Ha imparato ad apprezzare l’esperienza delle finali, anche quando il risultato non è stato a suo favore. A Wimbledon, per esempio, ha detto di essersi goduto il palcoscenico nonostante la sconfitta.
Articoli simili
- Zverev trionfa agli US Open: secondo slam, battuto Shelton in 4 set
- Zverev-Shelton: titolo US Open in palio nella sfida tra giganti
- Shelton trionfa in Canada: rivela la sua forza mentale
- Zverev uomo dell’anno: Sinner torna ad allenarsi a Montecarlo
- Shelton-Zverev: finale US Open, esplosività contro esperienza per il sogno americano

Matteo Conti è giornalista tennis. Da cinque anni segue i Grandi Slam, i circuiti ATP e WTA. I suoi articoli offrono analisi tattiche e reportage esclusivi con i protagonisti. Il suo stile conciso ti porta nel vivo di ogni match.