Sinner rilancia la sua stagione: “Non penso al numero 1, ora voglio chiudere al meglio”

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Jannik Sinner si prepara a chiudere in bellezza una stagione da sogno: pochi pensieri sul numero 1 del mondo (per ora), tanta voglia di portare a casa ancora grandi risultati. Ed ecco come il campione altoatesino vive le ore che precedono il suo debutto al Masters 1000 di Parigi.

Una vigilia diversa per Sinner: Parigi come occasione di rilancio

Jannik Sinner sta vivendo una vigilia carica di aspettative a Parigi, dove mercoledì 29 ottobre affronterà, come terzo match a partire dalle 11.00, il suo esordio al Masters 1000. Il destino ha scelto per lui il belga Zizou Bergs nel secondo turno: obiettivo, superare e qualificarsi agli ottavi di finale, dove attende il vincente tra Miomir Kecmanovic e Francisco Cerundolo.

Non arriva nella capitale francese a mani vuote il 24enne: alle spalle il trionfo nel Six Kings Slam e la fresca vittoria nell’ATP 500 di Vienna. In ballo, anche se un po’ accantonata nei suoi pensieri, resta la remota chance di tornare n.1 del mondo. Per riuscirci, dovrà vincere il titolo e sperare che Carlos Alcaraz, il suo “amico-rivale” spagnolo, non vada oltre i quarti. Una possibilità che, tuttavia, non pare ossessionare Sinner. Anzi.

Sguardo sereno al presente: niente ansia per il numero 1

Durante la conferenza stampa nella suggestiva cornice di La Defense Arena di Nanterre, Sinner è stato chiaro sul tema vetta del ranking ATP:
“È impossibile e a dire il vero è una cosa a cui non sto pensando, sarà l’obiettivo della prossima stagione. Ora voglio solo chiudere al meglio questa. Dicembre, come già accaduto l’anno scorso, sarà un mese molto importante per me perché so che potrò sfruttarlo per lavorare molto e apportare alcuni cambiamenti. So bene quanto sarà cruciale in molte aree del mio gioco, ma sono al tempo stesso sereno e felice per quello che sono riuscito a fare quest’anno.”

Dunque basta conti, basta calcoli: Sinner pensa solo a finire bene e a gettare le solide basi per l’anno che verrà. Una mentalità “da pilota automatico”, ma col sorriso, che ha già fatto innamorare tantissimi tifosi.

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Una stagione straordinaria: Wimbledon il punto più alto

Il campione in carica di Australian Open e Wimbledon individua in Wimbledon il suo momento chiave di quest’annata da protagonista:

  • “Wimbledon, il torneo dove volevamo spingerci il più in fondo possibile e dove non potevo sperare di ottenere un risultato migliore.”
  • “Ho giocato quattro finali Slam, tantissime belle partite e non è ancora finita.”

L’orizzonte ora si chiama Torino, dove l’anno scorso ha vissuto un’ottima corsa e si sta preparando per dare ancora spettacolo:
“C’è un torneo a cui ancora guardo ed è quello di Torino: l’anno scorso feci un’ottima corsa e quest’anno ci stiamo preparando nel miglior modo possibile. Ma prima c’è questo torneo qui, che l’anno scorso non ho giocato e dove non sono mai riuscito a fare bene. Speriamo di riuscire a cambiare un paio di cose e vediamo come andrà.”

Insomma, partita dopo partita, sogno dopo sogno, il ragazzo non si pone limiti (ma qualche speranza verso Parigi sì, visto che qui non è mai riuscito a brillare).

Condizione fisica, novità e scelte senza rimpianti

Arrivare freschi a novembre non è mai semplice per nessun tennista di vertice. Sinner non fa eccezione:
“Il fisico sta bene, un po’ stanco perché non ho avuto il tempo per recuperare a pieno ma sono felice e sto recuperando giorno dopo giorno. Sono molto concentrato e speriamo adesso di riuscire a giocare un gran tennis.”

Il torneo, che si è trasferito ufficialmente da Bercy, offre un nuovo scenario e qualche comfort in più:

  • “Dopo Cincinnati è il secondo torneo così ristrutturato ed è bello per questo sport: c’è un Centrale più grande e anche gli altri campi sono molto grandi.”
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Ultima questione: la Coppa Davis e la scelta di non giocare le Finals di Bologna a metà novembre. Sinner è perentorio:
“La decisione è presa e su quest’argomento ho già detto tutto qualche giorno fa.”

Conclusione
Sinner si presenta lucido e centrato all’appuntamento con Parigi: desideroso di migliorare laddove finora non ha mai brillato e pronto a chiudere la stagione con la serenità di chi sa di aver già lasciato il segno. Per il numero 1 c’è tempo: adesso conta solo il tennis, quello vero. E noi tutti pronti a tifare, magari con una baguette sotto braccio – che siamo a Parigi, in fondo!

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