Svizzera 2038: pronta a lanciare la candidatura

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La Confederazione elvetica ha dato un segnale forte: il governo federale è pronto a mettere sul tavolo un contributo pubblico per sostenere la candidatura ai Giochi Olimpici Invernali del 2038. La proposta rilancia un progetto che punta a distribuire eventi e strutture su più regioni, celebrando le quattro lingue nazionali e cercando al tempo stesso partner privati per coprire la maggior parte dei costi.

Il sostegno federale: cifre e condizioni chiave

Il Consiglio federale ha proposto un contributo fino a 200 milioni di franchi svizzeri (circa 215 milioni di euro). Parte della somma servirebbe anche a ridurre i costi di logistica per il pubblico, con un fondo per i trasporti pubblici stimato a 50 milioni di franchi.

Il governo ha inoltre precisato che non assumerà responsabilità per eventuali deficit superiori a quanto previsto. Per ufficializzare il suo appoggio ha lanciato una consultazione pubblica aperta fino al 14 marzo.

Un modello diffuso: eventi su 10 cantoni per unire il Paese

La particolarità della candidatura è il suo disegno geografico. Non si tratta di una singola città, ma di un’organizzazione che coinvolge 10 cantoni e 14 comuni. L’obiettivo dichiarato è distribuire benefici e rischi su scala nazionale.

  • Crans-Montana per le gare di sci alpino;
  • St. Moritz per gli sport su pista e scivolamento;
  • Zurigo per l’hockey su ghiaccio;
  • Losanna per il pattinaggio artistico e possibile sede della cerimonia d’apertura;
  • Ginevra per il pattinaggio di velocità e il curling;
  • Lugano come polo per l’hockey a rappresentanza della regione italiana;
  • Graubünden per il biathlon, a coprire l’area romancia.

Budget operativo e ruolo del privato

Il Comitato Organizzatore ha definito un budget operativo di circa 2,2 miliardi di franchi svizzeri. Il piano non prevede la costruzione di nuovi impianti principali.

Secondo il dossier, circa l’82% dei costi sarebbe coperto da risorse private e ricavi commerciali. Le voci principali di entrata sono:

  1. sponsorizzazioni;
  2. vendita biglietti e merchandising;
  3. contributi da parte del Comitato Olimpico Internazionale.

Per tutelare il progetto è prevista una garanzia sul deficit fino a 200 milioni di franchi. Il CEO della candidatura ha dichiarato che aziende interessate sono già in contatto e che nelle settimane a venire potranno arrivare annunci ufficiali.

Consultazioni locali e possibile voto popolare

Negli ultimi anni, in Svizzera e all’estero, molte candidature olimpiche sono state respinte da referendum locali. I promotori sottolineano che il piano federale attuale non attiva di per sé un referendum nazionale.

Tuttavia, non è escluso che a livello cantonale o comunale vengano svolte consultazioni su singoli aspetti della proposta. Gli osservatori ricordano il clima di fiducia compromessa, soprattutto dopo casi come i Giochi di Sochi 2014.

Programma paralimpico e attenzione alla multidiversità linguistica

La candidatura include un programma paralimpico con eventi previsti a Ginevra, Losanna, Lenzerheide e St. Moritz. La scelta delle sedi è pensata per rispettare la distribuzione linguistica nazionale.

  • Zone francofone, italofone, germanofone e romanche avranno visibilità;
  • Le cerimonie principali potrebbero tenersi a Losanna e Berna;
  • L’obiettivo è creare cohesione nazionale attraverso lo sport.

Dialogo privilegiato con il Comitato Olimpico Internazionale

La Svizzera partecipa a un dialogo privilegiato con il CIO. Questo status consente di preparare un fascicolo di candidatura senza competere con altri Paesi fino alla fine del 2027.

Se il dossier soddisferà i requisiti su finanziamento, legacy e sostenibilità, il CIO potrebbe assegnare i Giochi al Paese. Fonti vicine al processo indicano un atteggiamento favorevole di alcuni leader del Comitato, basato su valutazioni tecniche e sull’adeguatezza delle infrastrutture esistenti.

Rischi, opportunità e prossime scadenze

La proposta punta a trasformare i Giochi in un motore di innovazione tecnologica, coesione sociale e promozione turistica sul lungo periodo. Allo stesso tempo, i promotori devono affrontare sfide politiche e finanziarie.

  • Rischi: possibili voti contrari a livello locale, variazioni dei costi, garanzie finanziarie;
  • Opportunità: rafforzamento dell’immagine internazionale, ricadute per il turismo, investimenti in mobilità sostenibile;
  • Scadenze: consultazione federale fino al 14 marzo e presentazione del dossier al CIO entro il 2027.

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