La Ferrari non è salita sul gradino più alto ad Austin, ma il weekend del GP degli USA ha lasciato segnali concreti. Gli aggiornamenti portati in Texas hanno migliorato il rendimento della SF-26. Fred Vasseur ha visto progressi, pur mantenendo l’obiettivo della vittoria come unico vero parametro di soddisfazione.
Rendimento in pista ad Austin: passi avanti evidenti
La squadra si è presentata al Circuit of the Americas con un pacchetto aggiornato. Il risultato in gara è stato migliore della qualifica. Un secondo posto in rimonta di Charles Leclerc e un quarto posto per Lewis Hamilton hanno certificato il potenziale ritrovato.

Le difficoltà di partenza dalla griglia hanno limitato le ambizioni. La Virtual Safety Car nel finale ha poi complicato la rimonta di Hamilton, che forse avrebbe potuto giocarsi il podio. Nonostante ciò, il team ha sfruttato bene il passo gara.
Le parole del team principal e il bilancio tecnico
Fred Vasseur ha sottolineato che il risultato di Austin rappresenta il massimo ottenibile dal punto di vista operativo. Ha evidenziato l’importanza della strategia e della gestione gomme, rimarcando la necessità di migliorare le qualifiche.
- Strategia aggressiva: scelta per il doppio pit-stop quando necessario.
- Passo gara competitivo: la vettura ha mostrato ritmo nei long run.
- Qualifica cruciale: servono due giri perfetti in Q3 per sfruttare il potenziale.
Osservazioni sul weekend da parte di Vasseur
Il team principal ha ammesso che la vera variabile negativa è stata la performance in Q3. Condizioni variabili, vento e temperature differenti possono compromettere la temperatura e il grip degli pneumatici in curva-1. In quei frangenti si è notata la differenza rispetto ai concorrenti.
Cosa cambia con gli aggiornamenti alla SF-26
Il pacchetto portato in America ha migliorato la prestazione pura e la finestra operativa degli pneumatici. Questo si traduce in maggiore fiducia per i piloti e margini di sviluppo per le prossime gare.
- Maggiore stabilità nei long run.
- Risposta più convincente in termini di bilanciamento.
- Potenziale di crescita ancora presente, soprattutto in qualifica.
Incognite e preparazione per la Città del Messico
Il prossimo appuntamento mette sotto esame aspetti diversi. La Città del Messico presenta condizioni uniche che richiedono attenzione.

- Altitudine: l’aria rarefatta rende il raffreddamento del motore più difficile.
- Pacchetto a basso carico: per la prima volta si correrà con ali più sottili rispetto al passato.
- Gestione grip: i piloti dovranno adattarsi a una macchina con meno carico aerodinamico.
Le libere 1 saranno probabilmente dedicate alla ricerca di grip e a provare set-up che limitino la perdita di aderenza. Ci si aspetta che molti team si confronteranno con problemi simili di aderenza.
Scenari da monitorare in ottica campionato
Il progresso mostrato ad Austin offre un impulso utile per le ultime gare. Se le vetture riusciranno a tradurre il potenziale delle SF-26 in giri veloci in qualifica, la Ferrari potrà giocarsi traguardi più ambiziosi.
- Capitalizzare gli aggiornamenti tecnici è la priorità.
- Migliorare la sequenza in Q3 per evitare di dover rimontare in gara.
- Adattare il lavoro in pista alle caratteristiche estreme del Messico.
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Stefano Lombardi è giornalista Formula 1. Da dodici anni segue ogni Gran Premio, da Monaco a Suzuka. Le sue analisi tecniche e strategiche svelano i segreti di team e piloti. Il suo stile chiaro ti guida ad ogni curva.