Max Verstappen ha appena aggiunto un altro capitolo alla sua saga con Interlagos. Partito dalla pit lane per problemi di assetto, ha recuperato posizioni a ritmo serrato e ha chiuso al terzo posto, dietro a Lando Norris e a Kimi Antonelli. È una delle rimonte più notevoli degli ultimi anni in Formula 1.
Verstappen a Interlagos: perché questa pista gli sorride
Interlagos è una pista che sembra valorizzare il talento di Max Verstappen. Qui l’olandese ha spesso trovato performance di alto livello. I numeri parlano chiaro: molte vittorie, pole e podi negli anni. Le condizioni imprevedibili, specialmente la pioggia, sembrano esaltare il suo stile aggressivo e deciso.
In passato ha saputo vincere in situazioni difficili. Ha firmato riscatti sotto la pioggia e gare con sorpassi memorabili. Domenica scorsa, dopo una qualifica complicata a causa dell’assetto, la partenza dalla pit lane non lo ha fermato. Con un ritmo costante e strategie efficaci, ha guadagnato il podio.
Le rimonte dalla pit lane: i casi più celebri in Formula 1
Salire sul podio partendo dalla pit lane è un’impresa rara. Nel corso della storia della F1 ci sono però stati esempi che restano impressi. Eccoli raccontati con i fatti essenziali.
- Alain Prost a Kyalami: dopo un guasto prima del giro di formazione, tornò in pista con il muletto e centrò un sorprendente secondo posto.
- Nigel Mansell: in un weekend segnato da incidenti e ritiri, partì dalla pit lane con il muletto e rimontò fino al podio.
- Kimi Räikkönen a Melbourne: una scelta tattica su gomme durante il giro di formazione lo costrinse a ripartire dai box. La scommessa pagò e concluse tra i primi.
- Rubens Barrichello a Montreal: partito dalla pit lane per un problema al cambio, sfruttò ritiri e safety car per salire sul podio.
- Sebastian Vettel ad Abu Dhabi: penalizzato dopo le qualifiche, risalì fino al terzo posto grazie al passo della sua monoposto e a eventi di gara favorevoli.
- Lewis Hamilton in Ungheria: costretto a partire dai box dopo un principio d’incendio in qualifica, riuscì a rientrare tra i primi grazie a una gestione perfetta della gara.
Una sequenza cronologica delle rimonte più note
- 1984 – Prost: problema al sistema di alimentazione, poi secondo posto con il muletto.
- 1984 – Mansell: incidente in partenza, rientro dai box e piazzamento a podio.
- 2003 – Räikkönen: cambio gomme nel giro di formazione e grande salto di posizioni.
- 2005 – Barrichello: avvio difficile, ma podio grazie a imprevisti e penalità altrui.
- Anno successivo – altri esempi: comparse di rimonte clamorose e vari incidenti che hanno cambiato l’esito delle gare.
- 2014 – Hamilton: ripartenza dalla pit lane dopo i danni subiti in qualifica e recupero fino al terzo posto.
Elementi comuni nelle rimonte dalla pit lane
Più fattori possono trasformare una partenza dai box in un recupero epico:
- Guasti tecnici risolti all’ultimo minuto.
- Scelta di gomme azzeccata rispetto alle condizioni meteo.
- Incidenti, ritiri e safety car che rimescolano le carte.
- Velocità di esecuzione dei pit stop e strategie aggressive.
Casi sfiorati e controversie: quando la rimonta viene annullata
Non tutte le rimonte finiscono con la festa sul podio. Alcuni piloti furono vicinissimi, ma la bandiera nera o la squalifica hanno cancellato il risultato.
- Ayrton Senna a Jacarepaguá: rimontò dalla pit lane con la vettura di riserva, ma fu poi squalificato per una violazione procedurale.
- Juan Pablo Montoya a Indianapolis: tornò in gara dopo un problema prima del giro di formazione, ma la squalifica tolse ogni speranza di podio.
Regole e situazioni che portano alla partenza dai box
- Uso del muletto fuori dalla finestra consentita.
- Riparazioni importanti dopo le qualifiche.
- Penalità tecniche o sportive imposte dai commissari.
- Condizioni meteo improvvise che suggeriscono cambi tattici.
Quanto conta la strategia e il talento nelle rimonte
Una rimonta dalla pit lane è il risultato di più elementi combinati. Serve una vettura competitiva, ma anche lucidità del pilota e scelte strategiche impeccabili. In gare come il GP del Brasile, la capacità di adattamento può fare la differenza.
Verstappen lo ha dimostrato ancora: recupero veloce, gestione delle gomme e sorpassi decisi. Il risultato è un’altra pagina scritta nella storia di Interlagos.
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Stefano Lombardi è giornalista Formula 1. Da dodici anni segue ogni Gran Premio, da Monaco a Suzuka. Le sue analisi tecniche e strategiche svelano i segreti di team e piloti. Il suo stile chiaro ti guida ad ogni curva.