Wafa Masghouni ha compiuto il salto che molti giovani sognano ma pochi realizzano: in meno di un anno è passata dal titolo juniores al trionfo assoluto ai Campionati Mondiali di taekwondo, conquistando l’oro nella categoria femminile -62 kg a Wuxi e scrivendo una pagina storica per la Tunisia.
La finale che ha cambiato la sua carriera
La serata decisiva ha avuto il ritmo di un film sportivo. Faccia a faccia con la campionessa olimpica dei -67 kg, Viviana Márton, Wafa si è ritrovata in svantaggio nella prima ripresa.
Il momento chiave
Nell’ultimo secondo della prima ripresa, Wafa ha lanciato un calcio al corpo che ha pareggiato il punteggio sul 7-7. Quel gesto le ha permesso di aggiudicarsi il round grazie alle connessioni e ha ribaltato l’inerzia della gara.
La giovane atleta ha ricordato che l’input decisivo è arrivato dal suo staff. «Ho sentito il mio allenatore urlare di provare quel calcio. Non avevo nulla da perdere, così l’ho fatto» ha spiegato, mostrando umiltà e sangue freddo.
Strategia e difesa: come ha stretto la vittoria
Nel secondo round Wafa ha adottato un approccio più conservativo. L’obiettivo era chiaro: impedire a Márton di trovare punti facili.
- Posizionamento attento e gambe alte.
- Blocchi efficaci per neutralizzare gli attacchi.
- Gestione del tempo per mantenere il controllo psicologico.
La strategia ha funzionato: la ripresa è stata vinta sul conteggio delle connessioni, senza segnare nuovi punti. Un piano difensivo che ha mostrato maturità tattica.
Il percorso fino al titolo: resilienza e carattere
La campionessa non ha avuto una strada semplice. Nel turno degli ottavi ha rischiato di uscire.
La rimonta contro la thailandese
Contro Sasikarn Tongchan, campionessa asiatica, Wafa è tornata da una ripresa di svantaggio. Ha ribaltato il match con pazienza e determinazione, dimostrando che la solidità mentale è il suo punto di forza.
Il ruolo della famiglia e del team tecnico
Dietro all’atleta c’è un sostegno costante. Wafa ha più volte dedicato il successo ai suoi cari.
- Supporto emotivo prima e dopo ogni incontro.
- Presenza del team tecnico nelle scelte tattiche.
- Una rete che trasforma la pressione in motivazione.
«Prima di combattere pensavo solo alla mia famiglia», ha confidato, sottolineando come quel legame sia stato il carburante dei suoi sogni.
Un trionfo che scrive la storia della Tunisia
Il titolo di Wafa, insieme all’oro conquistato da Mohamed Khalil Jendoubi nei -63 kg, ha regalato alla Tunisia i primi due ori nella storia dei Campionati Mondiali di taekwondo.
Questi successi rafforzano un movimento nazionale che, pur avendo già ottenuto podi olimpici dal 2016, non ha ancora visto una donna salire sul podio olimpico.
Obiettivi immediati e sogni per il futuro
Wafa non si accontenta. Nel breve periodo punta a due appuntamenti importanti.
- Campionati Mondiali Under-21 di taekwondo.
- World Taekwondo Women’s Open Championships.
Il suo orizzonte più ambizioso resta però il grande palcoscenico olimpico. «Il mio obiettivo è arrivare sul podio a Los Angeles 2028», ha detto, annunciando allenamenti più intensi e quattro anni di lavoro per ripetersi a livello ancora più alto.
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Andrea Fontana è giornalista atletica leggera. Con sette anni di esperienza, segue Diamond League, Mondiali e Giochi Olimpici. I suoi articoli esaltano prestazioni, record e storie di atleti di fama mondiale. Il suo stile preciso ti immerge in ogni impresa.