Lewis Hamilton è finito sotto indagine per aver rallentato Liam Lawson durante le prove libere a Baku. La FIA ha ascoltato piloti e team, esaminato telemetria, radio e riprese onboard, e ha giudicato l’episodio significativo. La decisione e le parole del sette volte campione aprono un dibattito sulle regole tecniche del 2026 e sulla gestione del traffico in pista.
Decisione della FIA: le prove e il verdetto
I Commissari Sportivi hanno costruito il loro giudizio su elementi concreti. Sono stati analizzati:

- video a circuito
- telemetria delle monoposto
- registrazioni radio dei team
- riprese onboard dei piloti
- deposizioni dei rappresentanti dei team
Dalle verifiche è emerso che Hamilton era in un giro di uscita, mentre Lawson stava eseguendo un giro lanciato. La squadra di Hamilton lo aveva avvisato due volte della presenza del pilota dietro di lui. Nonostante questo, i commissari hanno ritenuto che il comportamento del numero 44 non rispettasse le indicazioni del Direttore di Gara.
Il motivo della reprimenda: regole e traiettorie a Baku
Le Note sulla Competizione impongono precise regole di comportamento nei giri lenti o di uscita. In particolare, le vetture devono rimanere completamente a sinistra tra l’uscita della Curva 16 e l’entrata della Curva 18. L’obiettivo è permettere a chi è in un giro veloce di mantenere la traiettoria tra le Curve 18 e 19 senza essere ostacolato.
I commissari hanno stabilito che Hamilton non si è tenuto a sinistra e, avvicinandosi a Curva 19, è rimasto sulla traiettoria ideale. Questa scelta ha costretto Lawson a ridurre l’andatura e a frenare leggermente.
Normalmente per un ostacolo in FP la sanzione è un warning. Tuttavia, i commissari hanno ritenuto l’episodio più serio a causa delle caratteristiche del tracciato e delle istruzioni specifiche del Direttore di Gara. Ne è conseguita una reprimenda formale.
Prove tecniche e fattori aggravanti
Elementi presi in considerazione
- configurazione del circuito: tratti ad alta velocità e cambi di ritmo
- note del Direttore di Gara con disposizioni sul comportamento in giri lenti
- telemetria che mostra differenze di velocità nei singoli settori
- dichiarazioni dei piloti sugli aspetti energetici
I commissari hanno segnalato la complessità nella gestione del rilascio di energia tra la Curva 16 e la 19. Questo fattore ha inciso sulle differenze di velocità tra le monoposto, incrementando il rischio di intralcio se un’auto non riesce a recuperare potenza in tempo.
Le ragioni tecniche: energia e regole 2026
Il confronto tra le monoposto in quel tratto dipende molto dalla disponibilità di energia elettrica e dal recupero batteria previsto dal regolamento 2026. Quando la potenza elettrica non è disponibile, la vettura si affida esclusivamente all’ICE, con cali prestazionali rilevanti.

Entrambi i piloti presenti all’udienza hanno sottolineato che, in certe fasi del giro, la differenza di velocità è determinante. I commissari hanno tenuto conto di questo nella valutazione dell’ostruzione.
Parole di Hamilton: problema delle nuove norme?
Prima che venisse ufficializzata la sanzione, Hamilton ha spiegato la sua versione. Ha ricordato che in uscita dell’ultima curva la vettura non disponeva più dell’assistenza elettrica necessaria per riprendere velocità. Secondo lui, il regolamento 2026 crea situazioni in cui è difficile evitare un ostacolo.
Hamilton ha anche definito la procedura di audizione difficoltosa, parlando di un’esperienza stressante davanti ai commissari. Ha chiesto che si chiariscano le regole e che si trovi una soluzione per evitare episodi analoghi in futuro.
Implicazioni pratiche per piloti e squadre
La reprimenda a Hamilton apre riflessioni operative per team e piloti. Tra le misure possibili ci sono:
- briefing più dettagliati sul comportamento in giri lenti
- miglior coordinamento radio per segnalare il traffico
- analisi più approfondita della gestione energetica nell’ultimo settore
- valutazioni comuni con la FIA su eventuali modifiche alle Note sulla Competizione
Molte squadre richiederanno chiarimenti ufficiali per ridurre l’incertezza in pista. La gestione del traffico nelle prove libere rimane un tema caldo, soprattutto con le nuove regole tecniche che influenzano il recupero di potenza e le velocità relative.
Come è andata l’audizione e cosa hanno detto i protagonisti
L’audizione ha coinvolto i due piloti, i rappresentanti dei team e i commissari. Sono emersi punti tecnici e spiegazioni sul comportamento in pista. Lawson ha segnalato di essere stato costretto a modulare la velocità per non impattare con Hamilton.
Dal canto suo, Hamilton ha ribadito la sua intenzione di non intralciare e ha sollevato il problema della limitata disponibilità di potenza nell’ultimo settore. I commissari hanno poi deciso per la reprimenda, motivandola con la gravità dell’impeding dato il contesto.
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Stefano Lombardi è giornalista Formula 1. Da dodici anni segue ogni Gran Premio, da Monaco a Suzuka. Le sue analisi tecniche e strategiche svelano i segreti di team e piloti. Il suo stile chiaro ti guida ad ogni curva.