Il venerdì del Gran Premio d’Ungheria ha preso una piega tesa fin dalle prime ore, con radio serrate, manovre controverse e prestazioni altalenanti che hanno acceso il paddock. Tra accuse in pista e ricerche di set-up, i team si sono trovati a rincorrere risposte tecniche e regolamentari prima delle qualifiche.
Telemetria e lamentele: Verstappen irrequieto nelle FP1
Durante la prima sessione di prove libere, Max Verstappen ha manifestato frustrazione via radio per il cambio di marcia della sua RB22. La giornata è peggiorata quando un episodio di traffico con Carlos Sainz ha costretto l’olandese a rallentare.
- La manovra di Sainz è stata esaminata dai Commissari.
- Sainz ha ricevuto un’ammonizione per l’episodio e per le comunicazioni via radio inefficienti.
- Verstappen ha dovuto adattarsi rapidamente al traffico e al comportamento della vettura.
Il caso ha messo in luce come la coordinazione tra pilota e squadra sia cruciale, soprattutto quando le traiettorie si incrociano in un circuito stretto come quello di Budapest.
Difficoltà di assetto e tempi: il confronto con le Ferrari
Le simulazioni sul passo gara e i time attack hanno evidenziato un divario con le vetture di testa. Nelle FP1 Verstappen si è piazzato alle spalle delle Ferrari. Nelle FP2 la situazione non è migliorata, con un distacco che ha messo pressione sul team.
Il pilota ha spiegato che trovare un buon bilanciamento è stato complicato. Ha sottolineato la necessità di lavorare durante la notte per recuperare velocità e fiducia.
Numeri e riferimenti
- FP1: Verstappen vicino alle Ferrari ma non primissimo.
- FP2: un passo indietro, gap più netto rispetto ai leader.
- Obiettivo: set-up per ottenere un buon giro secco in qualifica.
Vento, modifiche e la giornata difficile di Isack Hadjar
Isack Hadjar ha mostrato segnali contrastanti: un buon risultato in FP1 seguito da una FP2 meno convincente. Il vento ha cambiato le condizioni e ha reso instabile il comportamento della vettura.
Il francese ha ammesso che le regolazioni apportate tra le sessioni non hanno dato i risultati sperati e che i dati raccolti sono stati meno affidabili del previsto.
- FP1: prova promettente con passo interessante.
- FP2: peggioramento delle sensazioni dopo le modifiche.
- Piano del team: analizzare telemetria e individuare interventi mirati.
Il gruppo concorda che le Ferrari appaiono particolarmente performanti su questo tracciato, aumentando l’urgenza di recuperare sul giro secco.
Strategie notturne e possibili interventi tecnici
Tra i compiti del box per le ore successive c’è una lista precisa di verifiche. L’obiettivo è trovare più grip e migliorare la stabilità in curva.
- Revisionare i set-up delle sospensioni per ridurre il sottosterzo.
- Analizzare i dati delle scalate e della trasmissione segnalati da Verstappen.
- Testare variazioni al bilanciamento aerodinamico per le FP3.
- Rafforzare le procedure radio per evitare altri problemi di comunicazione.
Queste misure serviranno a preparare qualifiche e simulazioni di gara, sperando di ottenere risposte più chiare dalle prossime sessioni.
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Stefano Lombardi è giornalista Formula 1. Da dodici anni segue ogni Gran Premio, da Monaco a Suzuka. Le sue analisi tecniche e strategiche svelano i segreti di team e piloti. Il suo stile chiaro ti guida ad ogni curva.