È scomparso Enzo Osella, figura che ha lasciato un segno profondo nel motorsport italiano e nella storia della Formula 1. La sua vicenda personale parte da un’officina torinese e arriva fino ai palcoscenici internazionali, con una squadra che portava il suo cognome e che racconta un’epoca in cui i sogni tecnici erano alla portata di una manciata di appassionati.
Da Torino all’abitacolo: l’inizio di una passione per i motori
La carriera di Osella nasce tra le auto e le chiavi inglesi dell’officina di famiglia. Qui prendeva forma la conoscenza pratica delle macchine. Nel 1957 Enzo salì per la prima volta in macchina come navigatore nei rally.
Quell’esperienza lo avvicinò al mondo delle corse. Cresceva il suo interesse per tecnica e organizzazione. In pochi anni entrò in contatto con nomi importanti dell’automobilismo italiano.
Il passaggio decisivo: Abarth e la creazione di Osella Corse
Nel 1963 cominciò la collaborazione con Carlo Abarth. Il rapporto si consolidò in anni di lavoro comune.
Nel 1971 arrivò una svolta: Abarth trasferì alla Fiat alcuni diritti, ma cedette il reparto corse a Osella. Nasceva così Osella Corse, proseguendo un’eredità tecnica e sportiva.
L’ascesa nelle formule: dalla F2 alla Formula 1
Osella Corse partecipò a diverse categorie minori prima di tentare il grande salto. Il team sperimentò con vetture e motori, cercando di farsi notare in Europa.
Il sogno del Circus
All’epoca era ancora possibile a piccoli costruttori ambire al palcoscenico mondiale. Nel 1980 l’impegno culminò con l’esordio in Formula 1.
Piloti e risultati: i momenti top della squadra
- Eddie Cheever fu il pilota al volante nel debutto in F1.
- Il miglior piazzamento della scuderia arrivò nel 1982.
- Jean-Pierre Jarier centrò un importante quarto posto al GP di San Marino 1982.
Quel Gran Premio fu segnato da eventi drammatici e dal boicottaggio di alcune squadre. Nonostante tutto, la prestazione di Jarier resta tra le note più alte del team.
Carattere, gestione e il valore di un’identità italiana
Osella non era solo un proprietario. Era un tecnico e un manager che costruiva passo dopo passo. La sua filosofia univa esperienza d’officina e ambizione sportiva.
- Capacità di adattare risorse limitate.
- Attenzione ai dettagli meccanici.
- Coraggio di competere contro avversari più grandi.
Perché la storia di Osella conta ancora oggi
La vicenda di Enzo rappresenta un periodo del motorsport dove la passione poteva trasformarsi in progetto competitivo. Osella Corse è simbolo di quella possibilità.
Molti tifosi e addetti ai lavori ricordano quei giorni come esempio di artigianalità motoristica applicata alle corse internazionali.
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Stefano Lombardi è giornalista Formula 1. Da dodici anni segue ogni Gran Premio, da Monaco a Suzuka. Le sue analisi tecniche e strategiche svelano i segreti di team e piloti. Il suo stile chiaro ti guida ad ogni curva.