Fernando Alonso vive una stagione che non somiglia alle attese: a 45 anni resta uno dei piloti più esperti del paddock, ma Aston Martin non è riuscita a consegnargli subito una vettura competitiva. Tra aggiornamenti tecnici, dubbi sul motore e riflessioni sul futuro, lo spagnolo mantiene alta la determinazione e valuta il prosieguo del rapporto con la scuderia.
Perché la partenza è stata così difficile: problemi della AMR26
L’AMR26 ha mostrato limiti evidenti fin dalle prime gare. Gli elementi che hanno penalizzato la squadra sono molteplici.

- Assetto e telaio poco bilanciati.
- Peso e inefficienze aerodinamiche.
- Performance della power unit al di sotto delle aspettative.
- Guidabilità complicata per i piloti nelle curve più impegnative.
Il risultato è stato uno scivolone nelle posizioni, con inevitabili ripercussioni sul morale del team. Nonostante questo, i tecnici hanno già avviato un piano di sviluppo per recuperare terreno.
Aggiornamenti e prime risposte in pista: il caso Zandvoort
Gli interventi introdotti a Budapest sull’aerodinamica e le modifiche al propulsore portate in Olanda hanno dato qualche segnale positivo.
Cosa è cambiato
- Revisioni alle superfici aerodinamiche per migliorare il carico in curva.
- Alterazioni alla mappatura motore, con risultati parziali.
Il nono posto ottenuto da Alonso a Zandvoort è stato preso come una piccola iniezione di fiducia. Lo spagnolo ha detto che il team sta seguendo una direzione più corretta e che si percepisce un miglior comportamento in curva.
La questione motore: aspettative su Honda e tempistiche
La partnership con Honda è uno dei dossier chiave. Alonso si è mostrato convinto della qualità delle risorse giapponesi.

Secondo lui, le strutture e il personale sono tra i migliori e il progetto è stato rafforzato.
Alonso ha però ammesso che la versione della power unit provata a Zandvoort non ha dato il salto atteso. Ha sottolineato la necessità di progressi rapidi: “non vogliamo aspettare cinque o sei anni”, e ha auspicato di accorciare i tempi a due o tre anni al massimo.
Obiettivi tecnici prioritari
- Ridurre il gap di potenza rispetto ai rivali.
- Migliorare la guidabilità e la risposta dell’acceleratore.
- Ottimizzare il telaio per sfruttare meglio la power unit.
Attaccamento alla F1 e aperture verso altri programmi
Nonostante le voci su possibili impegni extra, Alonso rimane focalizzato sulla Formula 1. Ha però lasciato la porta socchiusa ad altre attività motoristiche proposte da Aston Martin.
- Partecipazioni GT e inviti a manifestazioni come Portimão.
- Progetti legati alla Valkyrie e a Le Mans.
Per ora la priorità resta la F1, ma lo spagnolo non esclude esperienze alternative quando la programmazione lo permetterà.
Motivazione e futuro dentro il paddock
Alonso ha ribadito la sua ferma intenzione di non mollare. La sua esperienza è un valore per il team e per il dialogo sui prossimi regolamenti.
Ha espresso la speranza di poter contribuire ai cambiamenti regolamentari che riportino la categoria verso uno spettacolo più tradizionale e vicino alle aspettative di piloti e tifosi.
La determinazione di Alonso è chiara: continuerà a dare il massimo finché sarà in pista.
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Stefano Lombardi è giornalista Formula 1. Da dodici anni segue ogni Gran Premio, da Monaco a Suzuka. Le sue analisi tecniche e strategiche svelano i segreti di team e piloti. Il suo stile chiaro ti guida ad ogni curva.