Camminare d’inverno: i consigli indispensabili della coach per sfruttarne tutti i benefici, anche quando fa freddo

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Quando il termometro crolla, la voglia di mettersi le scarpe da ginnastica sembra svernare anche lei! Ma chi l’ha detto che il freddo debba rovinarci l’allenamento? Anzi, camminare d’inverno riserva più vantaggi di quanto pensiamo. E con i consigli pratici di Marianne Pantanella, coach medico-sportiva specializzata nella camminata nordica nella regione lionese, possiamo trasformare il gelo in un alleato… senza doverci trasformare in uomini Michelin!

I benefici nascosti della camminata invernale

  • Produzione di endorfine (buonumore assicurato!)
  • Rafforzamento delle difese immunitarie
  • Maggiore dispendio energetico rispetto ad altre stagioni

La tentazione di cedere a coperta e tisana è forte, vero? Ma se ci arrendiamo al letargo, rischiamo di perderci questi effetti positivi. E allora il punto non è se allenarsi, ma come farlo senza battere i denti… o congelarsi le orecchie.

Come vestirsi: Il metodo delle tre strati

Pantanella è chiara: basta vestirsi correttamente. La parola d’ordine? Sistema a tre strati. Ecco come procedere per restare al caldo senza sentirsi imbalsamati.

  • Strato interno: traspirante, per tenere lontano il sudore.
  • Strato intermedio: isolante, trattiene il calore.
  • Strato esterno: protettivo, contro vento e pioggia.

L’idea, spiega la coach, è quella di iniziare l’attività sentendo un leggerissimo brivido: “Come la corsa, si parte con un po’ di freddo. Quando i muscoli si attivano, il corpo brucia calorie e si riscalda pian piano.”

Ma attenzione! Una volta infilati i tre strati, non trascuriamo le estremità:

  • Testa e orecchie
  • Nuca e parte anteriore del collo
  • Mani e piedi

Per il collo, Pantanella consiglia una sciarpa in cotone o seta (la seta, tra l’altro, è termo-regolatrice e fa tanto chic). Per le mani, meglio le muffole dei guanti: l’aria che circola tra le dita aiuta a mantenere il calore.

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Una preparazione specifica per un comfort termico totale

E se pensavi di poter saltare il riscaldamento, ripensaci: è ancora più importante quando fuori si gela. La coach raccomanda:

  • Attivare spalle e, soprattutto, la parte superiore del corpo. Così si scalda l’aria tra i tre strati.
  • Un bel riscaldamento di gambe, psoas, cosce e in particolare i polpacci (mai sottovalutare le crampi invernali!).

Alimentazione e idratazione: la benzina giusta!

Ecco la domanda da un milione di euro: cosa mangiare prima di uscire a camminare? Marianne Pantanella rassicura: “Il corpo è davvero ben strutturato. Con una dieta equilibrata, attingerà automaticamente alle riserve di grassi.” Niente bisogno di barrette energetiche, ma un po’ di zuccheri se improvvisamente cala l’energia e, soprattutto, una colazione proteica la mattina prima della camminata. E perché non infilare in tasca qualche frutto secco? In caso di fame improvvisa, sono una fonte di grassi buoni che fanno comodo.

Ultima, ma non meno importante: l’idratazione. In inverno tendiamo a bere meno—e si sente! L’obiettivo minimo è 1,5 litri al giorno, prediligendo bevande calde o tiepide per coccolare stomaco e mani gelide allo stesso tempo.

Conclusione: Anche se il freddo sembra un avversario temibile, con i giusti accorgimenti ogni uscita può trasformarsi in una vittoria su pigrizia e inverno. Muniti di strati, riscaldamento, colazione e borraccia, sarete pronti a scoprire i benefici nascosti della camminata invernale. E ricordate: la vera sfida è solo trovare la voglia… il resto lo fa la natura!

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