In Austria, l’inglese ha ottenuto un quarto posto, distanziato di nove secondi dal suo compagno di squadra, ma ha identificato anche alcuni aspetti positivi, in particolare riguardo al ritmo in qualifica. Durante la gara ha riscontrato problemi di bilanciamento, principalmente di understeer, e difficoltà con i freni, una problematica di cui si era già lamentato e che sta cercando di risolvere.
In Austria, l’inglese non è riuscito a raggiungere il livello del suo compagno di squadra, Charles Leclerc, su un circuito che ha evidenziato alcune delle sue principali debolezze, in particolare una mancanza di fiducia in certi tipi di curve veloci. Tuttavia, ci sono stati punti di forza, specialmente in qualifica, dove un piccolo errore in una curva potrebbe avergli permesso di conquistare la prima fila.
Durante la competizione, alcuni problemi si sono aggravati, specialmente in gare con elevato degrado come quella al Red Bull Ring, dove le gomme molto morbide, le zone di trazione e le lunghe curve, unite a un asfalto abrasivo, hanno messo sotto pressione gli pneumatici.
Nel corso del Gran Premio, Hamilton ha avuto a che fare con diversi problemi di sottosterzo e, come ha ammesso lui stesso nelle interviste post-gara, si sente più competitivo in qualifica che nelle gare di lunga durata, dove il degrado degli pneumatici e i problemi di bilanciamento si fanno più evidenti.
Questo lo ha effettivamente escluso dalla lotta con il suo compagno di squadra; i due piloti della Ferrari, avendo un notevole vantaggio sugli avversari, in particolare sulla Mercedes distanziata di mezzo minuto, hanno corso piuttosto isolati, senza incidenti degni di nota. Per Hamilton, l’unico vero duello è stato quello all’inizio della gara con George Russell, anche se alla fine è riuscito a mantenere il quarto posto.
“Ho avuto un bel duello con George all’inizio, che ho vinto, dalla prima alla sesta curva. Sono riuscito a passare all’esterno, il che è stato veramente spettacolare. Dopo di che, la macchina non sembrava andare troppo male. Ho resistito per un po’, ma poi ho davvero lottato con il bilanciamento”, ha detto il sette volte campione del mondo descrivendo i momenti iniziali della gara.
Durante la corsa, proprio come il suo compagno di squadra, anche Hamilton ha dovuto monitorare i freni per evitare il surriscaldamento già nelle prime fasi. Su un circuito come quello del Red Bull Ring, la gestione delle temperature è sempre cruciale, sia per la Power Unit che per l’impianto frenante.
Parlando dopo la gara, l’inglese ha evidenziato come da tempo stia spingendo per apportare modifiche ai freni, poiché è un problema che lo affligge da tempo: “Abbiamo problemi con i freni, quindi ho dovuto gestirli già all’inizio, e questo mi ha sicuramente fatto perdere un po’ di tempo. È qualcosa su cui sto realmente insistendo per farli sistemare, perché non è affatto l’ideale”.
In precedenza, durante il weekend di Imola, Hamilton aveva lamentato i freni, descrivendoli come una vera e propria lotteria, poiché in alcune circostanze funzionavano senza problemi, mentre in altre compromettevano completamente il feeling con la vettura, limitandolo notevolmente: “È come tirare i dadi: metti un set [di freni] che funziona, e poi ne metti un altro che non va”, aveva commentato l’inglese all’epoca.
Nel weekend la Ferrari si è dimostrata la seconda forza in pista, specialmente rispetto a una Red Bull che, nonostante l’impossibilità di completare il secondo tentativo in qualifica e il ritiro di oggi, ha sofferto con il caldo. Questo è un aspetto significativo per una squadra che cerca soprattutto maggiore consistenza in termini di performance, lottando anche per il secondo posto nel campionato costruttori.
“In primo luogo, come team credo che abbiamo fatto progressi ed è molto bello vedere questo. Grazie a tutto il team, sono veramente grato a tutti. Penso sia positivo aver fatto un passo avanti”, ha dichiarato Hamilton.
“Questo weekend siamo stati i secondi più veloci. Terzo e quarto posto sono risultati davvero buoni. Ci sono molte cose positive da cui prendere spunto dal weekend, e molte aree su cui lavorare. Le qualifiche sono andate meglio”.
“Abbiamo identificato un problema che avevo nel mio giro di qualifica, che mi è costato quasi un decimo. Devo trovare un miglior ritmo in gara, ed è fondamentale”. Infatti, come poi ammesso dallo stesso britannico, nonostante si stia avvicinando a Leclerc, anche a livello di setup il monegasco rimane distante: “No, ho perso ancora tanto, qualcosa come otto o nove secondi rispetto a Charles”.
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Stefano Lombardi è giornalista Formula 1. Da dodici anni segue ogni Gran Premio, da Monaco a Suzuka. Le sue analisi tecniche e strategiche svelano i segreti di team e piloti. Il suo stile chiaro ti guida ad ogni curva.