Il pilota di Monaco ha conquistato il terzo posto in una competizione in solitaria, essendo superato all’inizio da Oscar Piastri. Un podio che non soddisfa completamente le ambizioni del pilota della Ferrari, ma che fornisce un importante supporto morale al team, che sta lavorando intensamente per portare innovazioni che possano migliorare le prestazioni della SF-25.
“Un terzo posto non ci basta.” Queste sono state le parole di Charles Leclerc al termine del Gran Premio d’Austria, che esprimono il sentimento prevalente all’interno della scuderia Ferrari, soprattutto considerando le alte aspettative all’inizio della stagione. Tuttavia, ciò non toglie che il weekend abbia avuto dei risvolti positivi, tra cui un podio e la conferma come seconda forza del campionato.
Per un pilota ambizioso come il monegasco, un terzo posto non rappresenta un traguardo, ma serve comunque come stimolo e riconoscimento per l’impegno profuso dal team di tecnici, che sono costantemente al lavoro per risolvere le debolezze evidenziate dalla vettura in questa prima parte di stagione.
Il vice team principal della Ferrari, Jerome d’Ambrosio, ha ribadito il concetto, ma è stato Leclerc a sottolineare come sia il podio che il secondo posto ottenuto in qualifica il giorno prima abbiano un significato importante per tutti. Anche se la posizione in griglia è stata favorita da un tentativo finale mancato di Piastri, la Ferrari ha dimostrato di essere chiaramente la seconda forza in pista.
Charles Leclerc, Ferrari, Lando Norris, McLaren, Oscar Piastri, McLaren
Durante il weekend, è stato cruciale testare l’efficacia delle nuove soluzioni tecniche e cercare di ottenere un risultato migliore rispetto agli altri due team di vertice, obiettivo che è stato raggiunto con un podio per Leclerc e un quarto posto per Lewis Hamilton in una gara piuttosto isolata per i due, con un ampio margine sulla Mercedes.
Commentando gli aggiornamenti introdotti in Austria, Leclerc ha evidenziato come questi abbiano avuto un impatto positivo, anche se rappresentano solo il primo passo verso ulteriori miglioramenti futuri.
“Abbiamo fatto progressi. Credo che le innovazioni che abbiamo introdotto qui ci abbiano aiutato a conquistare questo podio oggi. Dobbiamo continuare a spingere al massimo, sicuramente”, ha dichiarato Leclerc ai microfoni di Sky Sport F1 dopo la gara.
“Nessuno è contento del livello attuale di performance e un terzo posto non ci soddisfa, ma in una stagione come questa è qualcosa che fa bene al morale di tutti, perché dietro le quinte c’è un grande impegno per cercare di migliorare la situazione. Stiamo lavorando intensamente. Spero che i futuri aggiornamenti ci permetteranno di fare il passo successivo”, ha concluso.
Charles Leclerc, Ferrari
Un tema rilevante durante la gara è stato il ‘lift and coast’, una tecnica che prevede di ridurre l’accelerazione prima della frenata per limitare lo stress termico sulla vettura. Questo approccio è ben noto in Ferrari e viene utilizzato anche in altri circuiti, ma in Austria rappresenta una sfida particolare per tutti i team, dato che si tratta di uno dei Gran Premi più impegnativi, non solo per le Power Unit, ma anche per i sistemi di frenata.
Per mantenere sotto controllo le temperature dei freni, ai piloti è stato spesso richiesto di moderare la frenata, evitando di forzare fin dai primi giri. “È molto complicato guidare in questo modo, ma comprendo la necessità. Siamo in una situazione in cui, per sfruttare al massimo il potenziale della macchina, dobbiamo adottare questa strategia durante la gara”, ha spiegato.
Tuttavia, anche senza il ‘lift and coast’, la McLaren si è dimostrata irraggiungibile, specialmente quando ha spinto al massimo mostrando il proprio vero potenziale. L’obiettivo della Ferrari era comunque di confermarsi come seconda forza, e questo è stato ampiamente realizzato, soprattutto rispetto a una Mercedes che ha vissuto uno dei suoi peggiori weekend della stagione.
“Oggi abbiamo risentito molto di questa strategia [del lift and coast], specialmente io, perché con il bilanciamento che avevo, non era compatibile con tale approccio, quindi è stato molto difficile. Ma anche se avessimo disputato una gara perfetta, non credo che saremmo riusciti a raggiungere la McLaren”, ha concluso Leclerc.
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Stefano Lombardi è giornalista Formula 1. Da dodici anni segue ogni Gran Premio, da Monaco a Suzuka. Le sue analisi tecniche e strategiche svelano i segreti di team e piloti. Il suo stile chiaro ti guida ad ogni curva.