Monza, Spa, Baku: ecco le piste più voraci di energia

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Le prime gare stagionali hanno già mostrato quanto la gestione dell’energia sia un fattore decisivo in Formula 1. Melbourne e Suzuka hanno evidenziato criticità notevoli, ma il calendario contiene tracciati che possono rivelarsi ancora più insidiosi per le power unit. Qui analizziamo i parametri che contano e segnaliamo quali circuiti richiederanno la massima attenzione ai team.

Perché alcune piste complicano la gestione dell’energia

La difficoltà nella gestione dell’energia dipende da due variabili principali. La prima è il tempo passato con l’acceleratore a fondo, che determina quanto a lungo le vetture consumano energia senza poterla recuperare. La seconda è il tempo e l’intensità delle frenate, che danno la possibilità di rigenerare energia elettrica.

  • Se il tempo in full gas è elevato, si esaurisce prima la carica disponibile.
  • Se la rigenerazione in frenata è limitata, occorre ricaricare in rettilineo usando il motore termico.
  • La combinazione di questi fattori può provocare clipping del motore elettrico e perdita di performance.

Classifica dei tracciati più impegnativi (dati 2025)

I dati pubblici del 2025 consentono di confrontare i circuiti sotto due aspetti: secondi di full gas per giro e megajoule teoricamente recuperabili in frenata. Di seguito la tabella che mette a confronto le piste ritenute più critiche.

Tracciato Tempo full gas (2025) Ricarica teorica in staccata (MJ)
Spa 66 s 4.2 MJ
Monza 60 s 3.3 MJ
Silverstone 58 s 3.9 MJ
Qatar 55 s 3.2 MJ
Melbourne 53 s 2.9 MJ
Barcellona 50 s 3.0 MJ
Austria 42 s 2.9 MJ

Da questi numeri emerge che Spa e Monza sono fra i peggiori in assoluto per la gestione dell’energia. Entrambi presentano lunghi tratti in pieno gas e una ricarica in frenata limitata. Anche circuiti come Qatar e Barcellona possono mettere in difficoltà chi fatica a recuperare MJ in frenata.

Strategie e rischi per i team sui tracciati duri

  • Necessità di risparmio elettrico in fase di scia o in difesa.
  • Maggiore dipendenza dal recupero tramite MGU-H e MGU-K.
  • Possibile peggioramento del clipping del motore elettrico in rettilineo.
  • Impostazioni aerodinamiche e di gestione della potenza più conservative.

Tracciati più favorevoli alla gestione dell’energia

Non tutte le piste impongono lo stesso stress alle batterie. Alcuni circuiti offrono molti punti di frenata e pochi secondi in full gas, facilitando il recupero e la continuità di potenza.

Tracciato Tempo full gas (2025) Ricarica teorica in staccata (MJ)
Monaco 30 s 5.9 MJ
Singapore 42 s 6.0 MJ
Città del Messico 32 s 5.5 MJ
Zandvoort 39 s 4.4 MJ
Budapest 40 s 5.3 MJ
Interlagos 41 s 5.5 MJ
Shanghai 50 s 5.7 MJ
Baku 61 s 7.1 MJ
Las Vegas 62 s 5.2 MJ

Tra i circuiti più “gentili” spicca Monaco, grazie ai continui punti di frenata e ai pochi secondi in accelerazione piena. Singapore presenta un alto potenziale di recupero in staccata. Questi elementi rendono la gestione dell’energia meno critica per i motori elettrici e termici.

Casi particolari: Baku e Las Vegas

Baku e Las Vegas sono due eccezioni interessanti. Entrambi mostrano oltre 60 secondi di acceleratore a fondo per giro. Tuttavia, l’Azerbaijan permette un recupero in frenata molto elevato, vicino ai 7 MJ, compensando in parte il lungo tratto in pieno gas. A Las Vegas la situazione è simile, ma con diverso bilanciamento tra recupero e consumo.

Impatto delle scelte regolamentari e cosa monitorare

La classifica delle piste migliori o peggiori può cambiare se la FIA modifica i parametri di recupero o i limiti di energia. Per questo è fondamentale osservare:

  • Variazioni nei limiti di MJ per giro.
  • Aggiornamenti sulle mappe di potenza e sul clipping.
  • Dati telemetrici pre-gara durante le prove libere.

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