Record mondiale: la carta di basket di Michael Jordan e Kobe Bryant venduta per quasi 13 milioni, è ufficiale la nascita di una nuova era nel collezionismo

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Non è un nuovo contratto da capogiro né un palazzetto scintillante: il mondo dello sport e del collezionismo è in subbuglio per un semplice – si fa per dire – rettangolo di cartoncino. Ma che cartoncino: una carta di basket con le firme di Michael Jordan e Kobe Bryant è appena stata venduta per la stupefacente somma di 12,932 milioni di dollari da Heritage Auctions. I vecchi standard? Spariti. Benvenuti in una nuova era del collezionismo sportivo.

Un oggetto unico, tra storia e leggenda

No, non si tratta della solita carta trovata accanto alle chewing gum. Parliamo di una rarità della collezione Upper Deck Exquisite 2007-2008, l’edizione «Dual Logoman». Questa carta è assolutamente unica nel suo genere: numerata 1 su 1, non ne esiste altra copia su tutto il pianeta Terra. Tra gli appassionati, è già considerata la più bella carta di basket moderna mai prodotta.

Sulla superficie brillano due autografi perfetti con pennarello blu, quelli di Michael Jordan e Kobe Bryant. Ma la vera magia sta nei due ritagli di logo NBA, direttamente prelevati dalle maglie indossate in gara dai due miti. I collezionisti li chiamano «Logoman»: una sorta di Santo Graal del settore.

  • Firmata da Jordan e Bryant
  • Due loghi autentici NBA dalle loro maglie
  • Unica esistente (1/1)

Il valore simbolico di questa carta è travolgente. Da un lato il Maestro, Michael Jordan; dall’altro l’allievo prediletto, Kobe Bryant, da lui stesso considerato come un «fratello minore». Il tragico incidente in elicottero del 2020 ha cristallizzato per sempre il loro rapporto. Questa carta, quindi, rappresenta l’ultimo, impareggiabile testimone della loro connessione: un passaggio di consegne reso fisico.

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Dettagli che raccontano storie

Osservando da vicino, la carta rivela piccole chicche che fanno la gioia dei collezionisti: il logo sulla maglia di Bryant sfoggia i classici colori patriottici della NBA, mentre quello di Jordan presenta una variante dorata. Questo dettaglio lo ancora alla gloriosa stagione 1996-1997, quando «His Airness» conquistò il penultimo titolo NBA con i Chicago Bulls. Insomma, ogni patch racchiude una storia epica.

Un nuovo re nel collettivo sportivo

Il prezzo realizzato è a dir poco straordinario: quasi il doppio rispetto all’estimazione di partenza (6 milioni di dollari). 12,9 milioni non sono solo un record per la categoria, ma superano monumenti storici del collezionismo come la mitica T-206 Honus Wagner del baseball e la Topps 1952 di Mickey Mantle, a lungo irraggiungibili. Non male per un «pezzo di cartone», vero?

Questo risultato segna una rivoluzione: una carta moderna con atleti del XXI secolo sorpassa in valore persino le reliquie vintage più venerate. È il segno che una nuova generazione di icone ha preso definitivamente il controllo nel mercato dei memorabilia sportivi. D’ora in poi, la carta di Michael Jordan e Kobe Bryant regnerà come nuovo sovrano.

Curiosità: con questa vendita è stato battuto anche il primato per una maglia sportiva. Il record precedente apparteneva alla maglia indossata da Babe Ruth nel celebre «called shot» del 1932, venduta per 12,6 milioni. Ora, la carta dei due campioni NBA fa pure meglio.

Dall’asta al caveau: un investimento d’élite

L’identità dei nuovi proprietari non è più un mistero: si tratta di un trio di investitori composto da Matthew Allen, Paul Warshaw e dal celebre personaggio TV Kevin O’Leary, grande appassionato del settore. E le loro intenzioni sono chiarissime: la carta non tornerà sul mercato finché O’Leary sarà in vita.

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Nell’ottica di O’Leary, questa carta non è solo un capolavoro da esporre, ma anche un asset finanziario di prim’ordine, come bitcoin, ethereum o lingotti d’oro. Il progetto è inserirla in un vero e proprio «indice» di oggetti da collezione insieme agli altri partner. Così, il semplice collezionismo si trasforma in una classe d’investimento alternativa, seria e – sì, avete capito bene – estremamente redditizia.

Il valore delle carte «Logoman» è ormai indiscutibile: sono il vertice assoluto per chi colleziona basket moderno. Il primato precedente per una carta NBA spettava a una Logoman di Stephen Curry (5,9 milioni in una trattativa privata) e le Logoman sono state già il top anche per Michael Jordan, Luka Dončić, Shohei Ohtani o Patrick Mahomes.

Punto d’orgoglio assoluto: questa è l’unica carta della serie «Dual NBA Logo Autographs» che unisce proprio Jordan e Bryant. Jordan figura su otto carte simili (anche con LeBron James o Scottie Pippen), ma quella in coppia con Kobe è la più ambita in assoluto. A renderla così speciale sono qualità estetica, unicità e il tandem leggendario che incarna.

  • Solo Logoman a unire Jordan & Bryant
  • Rarità estrema e fascino estetico
  • Immortalizzazione di due icone

Menzione d’onore va anche alla valutazione «EX-MT 6» assegnata da PSA (l’autorità di riferimento): una nota più che rispettabile dato lo spessore dei patch, che non ha minimamente frenato la febbre d’asta. Qui, più che la perfezione al micron, contano storia e leggenda.

Al funerale di Kobe, Michael Jordan – tra le lacrime – aveva giurato che non avrebbe mai dimenticato il suo «fratello minore». Questa carta non solo cementa quel legame nella memoria collettiva, ma offre anche un’ultima occasione per vedere due dei più grandi campioni e membri della Hall of Fame «volare» ancora una volta ai vertici assoluti. E magari, per i comuni mortali, un input: occhio ai cassetti, non si sa mai cosa vi aspetta nell’album di figurine!

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