SU DISCRIMINAZIONI E VIOLENZA “SERVE LEGGE PIÙ FORTE”

Il sindaco Muzzarelli risponde a interrogazione (Fratelli d’Italia-Popolo della famiglia) sul disegno di legge Zan e sull’uso della fascia tricolore: “Sempre corretto”. Il ricordo di Maria Grazia Badiali delegata internazionale dell’associazione Regina Elena onlus. Il resoconto del dibattito sulla sicurezza. “In calo le notizie di reato nel 2021, ma l’attenzione e impegno restino alti”: il sindaco Muzzarelli risponde a un’interrogazione presentata da Katia Parisi (Modena civica)

“Serve una legge nazionale più forte in materia di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità”. Lo ha affermato il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli rispondendo in Consiglio comunale giovedì 20 gennaio all’interrogazione sull’uso corretto della fascia tricolore da parte dell’assessora alle Pari opportunità Grazia Baracchi partecipando alla manifestazione a favore del disegno di legge Zan lo scorso 30 ottobre, dopo la decisione del Senato di bloccarne il percorso di approvazione.
L’interrogazione, presentata da Elisa Rossini, capogruppo di Fratelli d’Italia-Popolo della famiglia, infatti, citando provvedimenti normativi e circolai ministeriali, metteva in dubbio la correttezza della partecipazione alla manifestazione di protesta da parte di un assessore con fascia tricolore, per il valore simbolico che questa assume, anche in ragione del fatto che “parte della comunità locale vedeva con sfavore il contenuto del disegno di legge Zan”.

Il sindaco ha chiarito che “non c’è stato alcun utilizzo della fascia tricolore contrario alla legge: essa è sempre stata indossata in maniera consona e corretta”; per poi precisare che la normativa è chiara nello stabilire il principio della rappresentatività per l’uso della fascia tricolore da parte del sindaco o di un suo delegato in modo che in una specifica iniziativa sia “visivamente notata la presenza dell’autorità comunale in rappresentanza della municipalità”.

La partecipazione alla protesta di piazza, democratica e pacifica, contro lo stop al disegno di legge Zan, che si è svolta a Modena come in tante altre città, è una scelta politica coerente con i valori e i principi dell’Amministrazione comunale; “Abbiamo detto da tempo – ha affermato il sindaco – da che parte stiamo in materia di diritti civili e lotta alle discriminazioni”.

Muzzarelli ha poi ricordato di aver sfilato di aver sfilato con la fascia tricolore al Modena Pride del 2019, manifestazione con il patrocinio del Comune al qualche hanno preso parte poco meno di 20 mila persone, e ha sottolineato che il Comune “è impegnato quotidianamente a sostenere progetti concreti e azioni di sensibilizzazione contro la violenza e le discriminazioni di genere; a sostegno della inclusione sociale, contro l’odio, il bullismo, il razzismo ed i pregiudizi verso il mondo LGBT”.

Sono temi su cui serve una legge nazionale (“senza fronzoli o retaggi ideologici di qualunque matrice”), così come serve una legge che sui diritti di cittadinanza (ius soli e ius culturae) che “colmi il vuoto da tanti punti di vista inspiegabile e insopportabile”.

Nel dibattito che si è aperto dopo la trasformazione in interpellanza, Barbara Moretti (Lega Modena) ha affermato che “sfilare con la fascia tricolore in una manifestazione di protesta è una strumentalizzazione politica e un comportamento di parte. La fascia dovrebbe essere usata in situazioni ufficiali e istituzionali perché rappresenta tutti i cittadini, qui, invece, si è piegata l’istituzione a una visione politica di parte”. Anche Giovanni Bertoldi (Lega Modena) ha osservato che la manifestazione “era legittima ma di parte e per di più contestava una decisione presa dal Parlamento. Gli assessori avrebbero potuto partecipare a titolo personale ma non a nome dell’amministrazione che dovrebbe rappresentare tutti i cittadini e non solo una parte”.

Per il Pd, Alberto Bignardi ha sottolineato che “la partecipazione dell’assessora alle pari opportunità a una manifestazione contro la discriminazione è coerente con il suo mandato”. Il consigliere ha anche ricordato che la proposta di legge Zan “non si riferiva solo alla discriminazione di genere e a causa dell’orientamento sessuale ma anche, per esempio, a quella causata dalla disabilità: mi piacerebbe una destra con una visione più aperta della società, che porta diritti a tutti”. Irene Guadagnini ha ribadito che la fascia tricolore “è un simbolo che viene utilizzato nelle occasioni che interessano tutta la comunità. E anche in questo caso è stato così perché, lo ricordo, il Comune fa parte da anni della rete Ready contro la discriminazione e questo Consiglio aveva approvato un ordine del giorno a sostegno della legge Zan”.

Antonio Baldini (Fratelli d’Italia-Popolo della famiglia) ha commentato che l’uso che è stato fatto della fascia tricolore “non appare conforme alle disposizioni di legge per quanto riguarda la forma. Nella sostanza, il sindaco deve utilizzare la fascia correttamente, rispettandone il valore simbolico: presentarsi in piazza in quella situazione non è corretto dal punto di vista istituzionale e rientra più nella propaganda politica e genera confusione nei cittadini, visto che c’è chi è contrario alla legge Zan”. E in replica la consigliera Rossini ha affermato che “anche volendo applicare un’interpretazione estensiva dalla legge che regola l’utilizzo della fascia tricolore, rimane il fatto che deve rappresentare la comunità: indossarla in una manifestazione contro un atto parlamentare che ha prodotto un grande dibattito è un atto fortemente divisivo e di grande irresponsabilità”.

Il sindaco Muzzarelli ha concluso ribadendo la correttezza sull’utilizzo della fascia tricolore: “Ho sentito opinioni, tutte legittime, ma si tratta di opinioni sull’opportunità o meno di partecipare a un’iniziativa. E questo rappresenta una scelta politica”.

SCOMPARSA DI MARIA GRAZIA BADIALI, IL CORDOGLIO DEL SINDACO

Muzzarelli sulla delegata internazionale dell’associazione Regina Elena onlus: “Modena perde una donna di grande impegno e generosità verso i più bisognosi”

“La città di Modena, con la scomparsa di Maria Grazia, perde una grande donna che fino all’ultimo ha sempre messo grande impegno, attenzione e generosità verso i più deboli e bisognosi attraverso l’associazione Regina Elena onlus di cui in città era l’anima”.

Il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli esprime così il cordoglio per la scomparsa di Maria Grazia Badiali, avvenuta oggi, venerdì 21 gennaio, all’età di 79 anni, in seguito a una lunga malattia, esprimendo vicinanza al marito e alla famiglia, ai componenti dell’onlus e a tutte le persone a lei vicine.

“Ogni anno – ricorda il sindaco – in occasione delle festività natalizie e pasquali, Maria Grazia era in prima linea con l’onlus di cui faceva parte per far arrivare, con un piccolo dono, panettoni o uova pasquali, un po’ di calore a ogni anziano e bambino accolto nelle strutture comunali di Modena e di altri Comuni della provincia, un appuntamento che era divenuto ormai una tradizione. A lei va la gratitudine di tutta la comunità modenese”.

Nel febbraio 2016 il sindaco aveva consegnato a Maria Grazia Badiali la statuetta della “Bonissima” come riconoscimento per il suo impegno instancabile nelle attività di beneficenza e di promozione dell’educazione, della cultura e della pace. Maria Grazia Badiali era delegata internazionale per gli aiuti umanitari dell’associazione “Regina Elena Onlus”, attiva a Modena dal 1994 e operativa in 56 Paesi occupandosi di beneficenza e promuovendo l’educazione, la cultura, la pace e la tutela dell’ambiente e del patrimonio. Tra gli interventi all’estero in particolare è attiva in Libano, dove è presente dal 1994.

SICUREZZA, “LE ISTANZE DEI CITTADINI PRIMA DEI DATI STATISTICI”

“In calo le notizie di reato nel 2021, ma l’attenzione e impegno restino alti”: il sindaco Muzzarelli risponde a un’interrogazione presentata da Katia Parisi (Modena civica)

Il riconoscimento del lavoro svolto ogni giorno da Forze dell’ordine e Polizia locale attraverso indagini, arresti, sequestri, sostenuto dal calo delle notizie di reato così come comunicato dalla Prefettura, l’auspicio che nel 2022 arrivino gli ulteriori rinforzi attesi, ma soprattutto la consapevolezza che sul tema delle sicurezze l’attenzione deve rimanere molto alta: “Non può mai essere solo una questione di statistiche – ha affermato il sindaco – a maggior ragione in questo particolare triennio caratterizzato dal Covid; bisogna andare oltre i dati e prendere seriamente in considerazione tutte le istanze dei cittadini, delle imprese e delle associazioni”.

Sono gli elementi principali sottolineati dal sindaco Gian Carlo Muzzarelli rispondendo a un’interrogazione di Katia Parisi di Modena Civica nella seduta del Consiglio di giovedì 20 gennaio. L’istanza, ricordando che “Modena da anni spicca sempre nella parte alta della classifica dei reati (al 12° posto in quella pubblicata lo scorso ottobre da “Il Sole 24 Ore”) in particolare di natura predatoria”, sottolineava “la propensione dei cittadini a denunciare in considerazione del grande senso civico” e chiedeva quanti i reati commessi nel 2021 a danno di persone e cose in città e nelle frazioni, oltre a informazioni sull’attività del Tavolo tecnico, del posto integrato di Polizia, delle associazioni di volontariato che partecipano all’attività di prevenzione dei reati e sulla situazione aggiornata dei minori stranieri non accompagnati presenti in città.

Il sindaco ha innanzitutto evidenziato il clima di grande collaborazione istituzionale con cui lavora il Comitato Ordine Pubblico e Sicurezza, di cui lui stesso fa parte, non solo per quanto riguarda le strategie di medio-lungo periodo ma anche nella operatività quotidiana, oltre che “il riferimento certo costituito dal Patto Modena Città Sicura” e, rispetto a questo, ha ricordato l’aggiornamento del Piano delle Sicurezze del Comune “con impegni che stiamo mantenendo: dall’assunzione di agenti al potenziamento della videosorveglianza”.

I dati sulle notizie di reato nel 2021, trasmessi dalla Prefettura e fatti avere in forma scritta all’interrogante, confermano il trend registrato già l’anno precedente, quando però ha pesato il lockdown (13.545 reati nel 2019; 10.785 nel 2020; 10.452 nel 2021) soprattutto per le fattispecie più comuni, cioè furti (7.524 nel 2019; 5.308 nel 2020; 5.001 nel 2021) e rapine (194 nel 2019; 164 nel 2020, 141 nel 2021). In particolare, i furti in abitazione sono passati da 1.271 nel 2019 a 893 nel 2020 a 719 nel 2021; i furti su auto in sosta da 1.620 nel 2019 a 980 nel 2020 a 840 nel 2021; i furti in esercizi commerciali da 571 nel 2019 a 347 nel 2020 a 431 nel 2021 e i furti di autovetture da 192 nel 2019 a 136 nel 2020 a 112 nel 2021. In calo anche le notizie di reato relative a estorsioni, ricettazione, percosse, minacce e omicidi; mentre restano in aumento i reati legate allo spaccio di stupefacenti: 191 (furono 162 nel 2019 e 183 nel 2020). In crescita anche i danneggiamenti che, pur inferiori al 2019 (1.433) passano da 1.211 (nel 2020) a 1.387. Infine, truffe e frodi informatiche sono diminuite rispetto al 2020 (furono 748) quando si è registrato un’esplosione dell’utilizzo di servizi on line, ma comunque in aumento rispetto al 2019 (563) arrivando nel 2021 a quota 619.

Per quanto riguarda le altre questioni sollevate dall’interrogazione, Muzzarelli ha spiegato che la presenza della sede distaccata della Polizia locale (Zona 1) presso la Stazione delle Autocorriere consente un presidio continuativo dell’area e fornisce servizi ai cittadini: oltre a Ufficio Denunce e Ufficio Cassa per pagare le sanzioni, vi si può ottenere il pass per l’ingresso in Zona a Traffico Limitato, ricevere informazioni e assistenza. Nella zona viene svolta una significativa attività sul disagio giovanile e anti-bullismo che nel 2021 ha visto 473 servizi specifici. Nell’ambito del progetto regionale che ha interessato l’area di piazzale Primo Maggio, via Cittadella e parco Novi Sad, la sede del Posto Integrato di Polizia ha rappresentato un punto importante dell’attività con 332 controlli.

Nel corso dell’anno è stata consolidata anche la presenza e la collaborazione con il presidio integrato della Polizia di Stato ivi collocato, “collaborazione che ha rafforzato quella già attuata nell’ambito dei Tavoli Tecnici, coordinati dalla locale Questura, e nei conseguenti servizi coordinati di controllo del territorio”.

Il Tavolo Tecnico della sicurezza si riunisce con cadenza settimanale e nel corso del 2021 ha organizzato 446 i controlli congiunti, a cui partecipano Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza e Polizia Locale, su diversi temi: dall’emergenza sanitaria e controllo del territorio alla prevenzione e repressione di fenomeni di illegalità, dal contrasto allo spaccio di stupefacenti e aggregazioni moleste alla vendita e somministrazione di alcool a minori all’identificazione di persone in luoghi segnalati come critici.

Infine, sono 176 i minori stranieri non accompagnati arrivati nel 2021, ben 142 tra luglio e dicembre: “Un aumento di flusso assolutamente non gestibile che mi ha spinto a scrivere al Governo per denunciare pubblicamente quanto stava accadendo”, ha detto il sindaco precisando che a fronte di 167 minori attualmente in carico ai Servizi sociali, i posti programmati Sai sono solo 60: “quindi molto oltre la copertura e la garanzia offerta dallo Stato”.

NELLE FRAZIONI TELECAMERE E UFFICIO MOBILE

Oltre 1.250 i servizi svolti dalla Polizia locale nel 2021, di cui circa 250 con il camper. Potenziamento videosorveglianza: in programma l’installazione di circa altri 20 apparecchi

Rispondendo all’interrogazione di Katia Parisi su “Sicurezze a Modena e frazioni” il sindaco ha inoltre sottolineato il rilevante investimento dell’Amministrazione comunale sulla videosorveglianza non solo in città ma anche nelle frazioni dove, ad oggi, sono complessivamente attive 24 telecamere pubbliche specificatamente installate per coprire Quattro Ville, Albareto, San Damaso, Portile/Paganine, Baggiovara, Cognento, Cittanova e Marzaglia. A questi apparecchi si aggiungono sette telecamere di lettura targhe inserite nel sistema nazionale Scntt posizionate a Villanova, Lesignana, Ganaceto e Albareto.

Sono inoltre in programma ulteriori implementazioni al sistema di videosorveglianza nell’ambito del progetto finanziato dal Ministero dell’interno per l’area Nord-Ovest e, in particolare: tre telecamere a Cittanova, quattro a Marzaglia, cinque a Cognento, cinque alla Bruciata, una a Tre Olmi e tre lungo via Emilia Ovest.

Nel corso 2021 nelle frazioni, come nelle zone urbane più distanti dal centro storico, è stata potenziata anche l’attività dell’Ufficio Mobile soprattutto per raggiungere la popolazione più fragile, come gli anziani. Nell’ambito della Campagna per la Sicurezza delle persone anziane, sono aumentati i servizi condotti attraverso questa specifica modalità, anche al fine di divulgare materiale informativo specifico con consigli per prevenire truffe e raggiri e difendersi da malintenzionati, ma anche per far conoscere gli Sportelli non da soli e le azioni in atto per sostenere le vittime di reato. In totale, nel 2021, sono stati 248 i servizi svolti attraverso l’Unità mobile e, più in generale, 1.257 i servizi specifici della Polizia locale nelle frazioni.

Per quanto riguarda le Associazioni di volontariato che da anni collaborano con il Comando di Polizia Locale tramite specifiche convenzioni, sono 323 i volontari impegnati e 7.926 le ore di attività che hanno complessivamente svolto nel 2021 a servizio della comunità e pur con tutte le difficoltà che la pandemia ha comportato e ancora comporta. La collaborazione è attiva nelle aree verdi, per prevenirne un utilizzo improprio e in materia di polizia ambientale per prevenire abbandoni di rifiuti o conferimenti errati e sensibilizzare i frequentatori a comportamenti corretti. I volontari coadiuvano la Polizia locale nell’attività di vigilanza in occasione del Mercato settimanale del lunedì per garantirne un ordinato svolgimento e fungere da punto di riferimento per i cittadini; inoltre preziosa è la collaborazione in occasione della commemorazione dei defunti presso i cimiteri. Tutta l’attività svolta dai volontari viene rendicontata attraverso schede di intervento in cui sono annotati i percorsi e le attività, gli elementi raccolti, anche tramite il contatto con gli utenti incontrati e periodicamente si svolgono momenti di incontro e di scambio con l’Ispettrice responsabile della Polizia locale incaricata.

IL DIBATTITO IN CONSIGLIO COMUNALE

Gli interventi dei consiglieri dopo la trasformazione in interpellanza dell’interrogazione presentata da Katia Parisi (Modena civica)

L’interrogazione presentata dalla consigliera Parisi (Modena civica) sulle sicurezze è stata trasformata in interpellanza su richiesta di Barbara Moretti (Lega Modena) che ha affermato che “Modena da tempo non è una città sicura a causa dell’alto numero di reati predatori. Ci sono, inoltre, troppi stranieri, irregolari e senza fissa dimora, e troppi soggetti che delinquono nelle aree nomadi. E il Comune non sembra voler affrontare la situazione con decisione: chiediamo che si faccia nella seconda parte della legislatura”. Giovanni Bertoldi si è concentrato sul tema delle aree nomadi sostenendo che, “se anche ci sono ricorsi e istanze che rendono inefficaci alcuni atti del Comune, si può agire facendo una sorta di pressing, per esempio aumentando i controlli su chi entra e chi esce, in modo da creare un ambiente ostico per chi vive nei campi e migliorare la vita dei residenti”.

Per il Pd, Stefano Manicardi ha ribadito che il trend dei reati è calante rilevando che “molte cose sono state fatte, la vigilanza della Polizia locale è visibile e la videosorveglianza permette un monitoraggio costante, ma ancora di più serve il fatto di poter contare su un territorio vivo e attivo, grazie alla partecipazione della cittadinanza al controllo e ai luoghi di aggregazione che aumentano la sicurezza. Abbiamo ancora molto da fare ma la strada intrapresa è giusta”. Per Antonio Carpentieri è necessario “avere chiaro fino a dove può arrivare l’azione dell’ente locale e quando invece deve intervenire lo Stato. Per questo dobbiamo insieme ribadire la necessità di un rafforzamento della nostra Questura per avere più agenti e rafforzare le azioni di indagine e di intelligence contro i reati. Puntiamo, quindi, su una Questura più forte e continuiamo nelle azioni intraprese”.

Piergiulio Giacobazzi (Forza Italia) ha sottolineato il dato dei minori stranieri non accompagnati, “già nove arrivati nel 2022. Va bene segnalare la situazione agli organi competenti come il ministero, ma dobbiamo anche chiederci come mai solo a Modena e in poche altre città italiane questo flusso di arrivi sia così costante e continuo. Forse dovremmo migliorare i controlli, se vogliamo rallentare il flusso”.

In replica, la consigliera Parisi ha affermato che “sulla sicurezza c’è ancora da fare. È necessario riacquistare fiducia, i cittadini devono sentirsi liberi di vivere in tranquillità gli spazi pubblici: il Consiglio comunale, quindi, deve assumere l’impegno di adoperarsi per restituire alla comunità una città più sicura rispetto a quella che abbiamo trovato a inizio mandato”.

Intervenendo a conclusione del dibattito, il sindaco Muzzarelli ha ricordato che “i dati sui reati in calo sono chiari, ma dobbiamo andare oltre i numeri e mantenere un impegno massimo ogni giorno per garantire le sicurezze: continueremo a collaborare con le Forze dell’ordine e con tutti i gruppi di Controllo di vicinato a cui va il nostro grazie, sono antenne importanti sempre connesse con la nostra Polizia locale”. L’Amministrazione, ha proseguito, “assicurerà tutti gli interventi necessari per avere dal ministero dell’Interno le risposte che abbiamo chiesto sia sulle scelte fatte rispetto al potenziamento della Questura sia sulla situazione dei minori stranieri non accompagnati”.

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