Bilancio, il Comune di Modena punta sul Pnrr e sulle… sanzioni.

Previsti 18 milioni di multe

Un Bilancio che punta sul Pnrr e sulle… multe, con una previsione di incasso per le violazioni del codice della strada che torna i livelli pre-Covid. La manovra previsionale 2022-2024 del Comune di Modena è stata presentata ieri in Consiglio comunale dal sindaco Giancarlo Muzzarelli e dall’assessore al Bilancio Gianpietro Cavazza.

UN BILANCIO PER LA “NUOVA NORMALITÀ” CHE PUNTA SUL PNRR

Presentato in Consiglio comunale il previsionale 2022-2024 che guarda al post Covid con lo stop a tasse e tariffe, consolidamento dei servizi e investimenti

Punta decisamente sul Pnrr il Bilancio del Comune di Modena che propone investimenti in grado di creare occupazione e garantire un’adeguata manutenzione del patrimonio pubblico, proseguendo anche gli interventi di riqualificazione e rigenerazione della città sfruttando ogni opportunità di intercettare finanziamenti nazionali ed europei a partire, appunto, dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. Gli obiettivi della manovra finanziaria, inoltre, sono quelli di consolidare i servizi che rappresentano un sistema efficace di protezione sociale per persone e famiglie (con un welfare integrato che comprende, tra gli altri, scuola, sociale, cultura, pari opportunità, sport) e nello stesso tempo rilanciare il sostegno al lavoro e allo sviluppo economico, con il blocco di tasse e tariffe, la conferma del piano occupazionale e un’ulteriore spinta per la digitalizzazione e semplificazione della pubblica amministrazione.

Sono questi i principali elementi della proposta di Bilancio previsionale 2022-2024 del Comune che è stata illustrata al Consiglio comunale oggi, giovedì 3 febbraio, dal sindaco Gian Carlo Muzzarelli e dal vice sindaco e assessore al Bilancio Gianpietro Cavazza sottolineando come l’emergenza Covid non sia ancora superata “ma con questo bilancio solido muoviamo i primi passi nella nuova normalità” nella consapevolezza che serviranno ulteriori interventi economici per rispondere alle necessità di famiglie e imprese create dall’emergenza sanitaria, che ha acuito le diseguaglianze già esistenti e ne ha create di nuove, così come alle esigenze dettate dalla crisi energetica per affrontare la quale servono misure urgenti del Governo: “Garantiremo il funzionamento delle strutture comunali e dei servizi – ha assicurato il sindaco – e siamo al lavoro per sostenere famiglie e associazioni, ma il tema energia va affrontato a livello nazionale. Spero, comunque, che il Governo ci consenta di dirottare su questa emergenza una parte del Fondo funzioni fondamentali creato per il Covid: sarebbe un passo avanti”.

Il volume delle spese correnti per il 2022 è fissato in 252,5 milioni di euro, consolidando e sviluppando il dato nel bilancio iniziale dello scorso anno (250,7) al quale poi si sono aggiunte le risorse straordinarie dell’emergenza sanitaria. Per il 2023 e il 2024 le previsioni di spesa corrente tornano sui valori pre Covid, intorno ai 231-232 milioni di euro “ma dobbiamo muoverci con prudenza e flessibilità – ha affermato il sindaco – per non correre il rischio di incespicare in un gradino muovendo i primi passi nella nuova normalità. E serve maggiore sostegno agli enti locali da parte del Governo: non sono state accolte le richieste presentate da Anci”.

L’obiettivo del 2022 è il mantenimento del volume e della qualità dei servizi erogati (62 milioni di euro la cifra assegnata al welfare integrato), adattati anche alle nuove esigenze e ai vincoli determinati dall’emergenza sanitaria. Come negli anni scorsi, si prevede già l’applicazione dell’avanzo presunto 2021: circa 5 milioni per la spesa corrente, quasi 3,5 milioni per il conto capitale, con una particolare attenzione a destinare risorse per i cofinanziamenti necessari agli investimenti finanziati dal Pnrr o da altri contributi nazionali ed europei.

Insieme ai documenti finanziari e al Piano triennale degli investimenti (quasi 200 milioni nel triennio, 150 già previsti nel 2022) è stata presentata anche la nota di aggiornamento al Dup che descrive le strategie di governo e gli obiettivi indicando le misure economiche, finanziarie e gestionali necessarie a realizzarli.

L’approvazione del bilancio è in programma tra un mese, mentre ora parte il percorso di approfondimento nelle diverse commissioni consiliari e con i Quartieri, per la definizione di emendamenti (15 giorni il termine per presentarli) e ordini del giorno che saranno discussi nella seduta in programma giovedì 3 marzo.

Le tariffe del canone unico patrimoniale introdotte lo scorso anno sono confermate, ma è già in programma un emendamento per recepire in bilancio il ristoro statale per l’esenzione Covid del primo trimestre dovuto per le occupazioni di suolo pubblico dei pubblici esercizi e degli ambulanti. Nello stesso emendamento è previsto anche l’adeguamento delle indennità degli amministratori previsto dalla Legge di bilancio che dovrebbe essere coperto da trasferimenti statali e verrà applicato con gradualità.

STOP A TASSE E TARIFFE, SI CONTRASTA L’EVASIONE

Confermata la riduzione per i nidi. Anche per la Tari obiettivo zero aumenti. Si recuperano risorse da Imu e Tari non versate. Invarianza di gettito per l’Irpef

Cresce l’impegno nel contrasto all’evasione fiscale da parte del Comune di Modena che non prevede nuove tasse e congela le tariffe relative ai servizi educativi, scolastici e socioassistenziali confermando, però, le riduzioni delle rette dei nidi introdotte nel 2020, con il contributo della Regione, fino ai 26 mila euro di Isee. Anche per la Tari l’obiettivo è confermare le tariffe 2021 (ferme dal 2017) ma si attende il Piano economico finanziario di Atersir.

Bloccate anche le tariffe dell’imposta di soggiorno (sarà recepito il ristoro statale per l’esenzione trimestrale previsto dal Governo), si confermano le aliquote dei tributi sugli immobili, le agevolazioni Imu e l’abolizione della Tasi sull’abitazione principale.

L’attività di contrasto all’evasione fiscale, per ragioni di equità e per finanziare i servizi per i cittadini, continua a essere una delle priorità d’intervento dell’Amministrazione comunale allo scopo di garantire l’emersione di base imponibile e il miglioramento della capacità di riscossione dell’ente. Aumentano le previsioni di recupero di Imu (da 9,8 milioni nel 2021 a 10,6 milioni quest’anno) e della Tari (da 1,5 a 2,1 milioni) e nel corso dell’anno riprenderà a ritmo normale anche l’emissione di atti di accertamento, attività rallentata con l’emergenza sanitaria in analogia alle misure prese a livello nazionale per l’operatività di Agenzia Entrate delle Riscossioni.

La riforma dell’Irpef potrebbe incidere sulle addizionali comunali, per via dei nuovi scaglioni e delle detrazioni che riducono la base imponibile. Non appena sarà possibile, cioè quando sarà aggiornato il portale del federalismo fiscale, si potrà stimare l’effetto sulle entrate della riforma e valutare eventuali interventi sulle aliquote (con emendamento o con variazione di bilancio entro marzo) con l’obiettivo dell’invarianza di gettito e mantenendo il principio della progressività.

“In termini di equità – ha spiegato l’assessore Gianpietro Cavazza – risulterebbe efficace l’introduzione del reddito familiare al posto di quello individuale, sull’esempio di come funzione l’Isee: si tradurrebbe in una significativa diminuzione delle imposte per i redditi medi e bassi”.

Aumenta la previsione dei proventi da sanzioni, in particolare dal Codice della strada, dopo la diminuzione del traffico anche a causa del lockdown, e la cifra complessiva torna sui livelli 2019, intorno ai 17,8 milioni. Cresce anche la quota dei proventi delle sanzioni destinati a interventi sulla sicurezza stradale: sarà di 1,9 milioni all’anno per il triennio.

È in aumento anche la cifra complessiva dei fondi crediti di dubbia esigibilità, passando da 15,8 a 18,2 milioni di euro. Sono risorse accantonate per legge a fronte di rischi potenziali di mancata riscossione delle entrate e ora, dallo scorso anno, devono essere calcolate al 100 per cento degli accantonamenti minimi determinati dai principi contabili per il prossimo triennio.

INVESTIMENTI PER NEXT GENERATION MODENA

Nel 2022 in programma interventi per 150 milioni di euro grazie anche alle risorse del Pnrr. Oltre 20 milioni per gli accordi quadro sulla manutenzione

Nel 2022 il Comune di Modena prevede investimenti per 149 milioni e 627 mila euro a cui si aggiungono oltre 36 milioni di investimenti finanziati negli anni precedenti ma esigibili quest’anno. Il Piano triennale raggiunge i 200 milioni di euro (41,5 milioni nel 2023, 8,4 milioni nel 2024), ma la programmazione tiene conto solo delle risorse Pnrr già assegnate e potrà essere integrata con le prossime candidature che saranno destinatarie di finanziamenti nell’ambito del piano Next Generation Modena con filo conduttore caratterizzato dall’obiettivo del completamento delle opere già avviate e dalla rigenerazione urbanistica, in coerenza con il Piano urbanistico generale che il Consiglio comunale ha assunto nelle scorse settimane.

Nel frattempo, proseguono gli interventi di riqualificazione avviati nell’area nord con il Progetto Periferie, nel comparto ex Amcm, all’ex Ospedale Estense, in centro storico, mentre viene finanziato un piano di manutenzione straordinaria di strade, verde, segnaletica ed edifici pubblici da 13 milioni di euro da realizzare con la modalità degli accordi quadro. Con lo stesso strumento si prevedono 9 milioni di euro per la manutenzione straordinaria dell’edilizia scolastica.

Per raggiungere questi obiettivi, in continuità con gli scorsi anni, gli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria saranno utilizzati esclusivamente per finanziare le spese d’investimento (non verranno quindi utilizzati per la spesa corrente) e al cofinanziamento di investimenti che utilizzano contributi nazionali ed europei vengono destinate risorse dell’avanzo di bilancio.

Tra i principali interventi del Pnrr c’è il Pinqua, il Programma innovativo nazionale qualità dell’abitare che si sviluppa nell’area nord della città con un valore complessivo di 36 milioni di euro di investimenti e finanziamenti per circa 15 milioni di euro: 13 iniziative per rigenerare un’ampia fascia urbana realizzando anche 119 alloggi di edilizia residenziale, rinnovare spazi pubblici, con attenzione all’illuminazione e alla videosorveglianza, oltre che potenziare la mobilità sostenibile e costruire il nuovo Centro per l’impiego.

Con i 20 milioni del bando rigenerazione, inoltre, si interviene per completare la riqualificazione di ex Fonderie ed ex Enel, mentre entro l’anno partiranno anche i lavori per oltre 4 milioni di euro del nuovo teatro delle scuole Carducci a completamento dell’intervento in corso sulla palestra.

Per l’attuazione del Pnrr, sfruttando le opportunità concesse dal Governo, sono previste assunzioni a tempo determinato per cinque profili di istruttore tecnico e due direttori amministrativi. “L’intervento si aggiunge al consolidamento del piano occupazionale – ha spiegato l’assessore Gianpietro Cavazza – per compensare al massimo possibile i pensionamenti e favorire percorsi di ricambio generazionale e di qualificazione del personale, anche valorizzando quello interno e sviluppando politiche di conciliazione vita-lavoro”.

Non si prevede nuovo indebitamento dopo i mutui accesi nel 2021 per finanziare il secondo degli interventi degli impianti sportivi della Fratellanza, la ristrutturazione di Palazzo Solmi e l’opzione per l’acquisto di locali per uffici comunali che consentiranno di dismettere gli uffici di via Galaverna attualmente in locazione. Nel frattempo, si interviene con lavori di riqualificazione sul Palazzo comunale e sulle sedi di via Santi. Il debito passerà dagli attuali 14,7 milioni di euro (78,91 euro ad abitante) a 12,2 milioni a fine 2024 (65,62 euro ad abitante).

OK A COMMISSIONE VIGILANZA LOCALI DI PUBBLICO SPETTACOLO

Istituito l’organismo comunale, il Consiglio ha approvato il Regolamento: si riducono i tempi delle procedure per autorizzazioni e sopralluoghi

Il Comune di Modena istituisce la Commissione di Vigilanza sui locali di pubblico spettacolo che ha il compito verificare le condizioni di solidità e la sicurezza dei luoghi e degli impianti sede di attività, appunto, di spettacolo e trattenimento. Previsto dalla normativa nazionale, il nuovo organismo consentirà, tra l’altro, di ridurre i tempi delle procedure necessarie per fare sopralluoghi e rilasciare le relative autorizzazioni.

Il Regolamento della Commissione è stato approvato giovedì 3 febbraio dal Consiglio comunale, su proposta dell’assessora alla Città smart e alle Politiche economiche Ludovica Carla Ferrari, mentre sarà il sindaco a nominarne i componenti, in quanto per legge la presiede, e la giunta dovrà determinare tariffe e modalità di pagamento per chi chiederà l’intervento dell’organismo che sarà gestito dal Suap, lo Sportello unico delle attività produttive. È previsto il ricorso a tecnici esterni come consulenti della Commissione e saranno individuati attraverso appositi avvisi ricognitivi.

La delibera è stata approvata con il voto dalla maggioranza (Pd, Sinistra per Modena, Modena civica, Europa Verde – Verdi), con il voto contrario di Lega Modena, Movimento 5 Stelle, Forza Italia, Fratelli d’Italia – Popolo della famiglia e Modena sociale

La competenza della Commissione comunale, definita dal Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (Tulps), riguarda cinema e teatri fino a una capienza di 1.300 persone, auditori e sale convegni per iniziative aperte al pubblico fino a una capienza di 5 mila persone. Per le capienze superiori, così come per i parchi di divertimento e le attrezzature da divertimento meccaniche o elettromeccaniche, la competenza è della Commissione provinciale di vigilanza nominata dalla Prefettura.

La Commissione comunale si occupa anche di una serie di altre situazioni, sempre fino alla capienza di 5 mila persone: locali di trattenimento, sale da ballo e discoteche, teatri tenda, luoghi all’aperto attrezzati per spettacoli, circoli privati con spettacoli e possibilità di accesso per la pluralità dei cittadini (biglietto o acquisto tessera), sale polivalenti e impianti sportivi, piscine pubbliche o private. Fanno riferimento alla Commissione comunale anche circhi e spettacoli viaggianti, fino a una capienza di 1.300 persone.

I compiti della Commissione sono di tipo preventivo rispetto ai pareri da esprimere sui progetti di nuovi locali o impianti oppure su modifiche sostanziali di quelli esistenti. Quando si tratta, invece, di verificare le condizioni di solidità, sicurezza e igiene dei locali o degli impianti oppure di accertarne la conformità alle disposizioni vigenti i pareri vengono espressi in seguito a verifiche e sopralluoghi per stabilire l’idoneità dei luoghi e la capienza, con la possibilità di impartire prescrizioni. Locali e impianti, inoltre, possono essere controllati con frequenza per verificare l’osservanza delle norme e delle cautele imposte, oltre al regolare funzionamento dei meccanismi di sicurezza. Alla Commissione compete anche di richiedere e determinare il servizio antincendio.

Il Regolamento indica puntualmente anche le situazioni escluse dalla normativa dal campo di attività della Commissione (luoghi all’aperto con determinate tipologie, circoli privati, pubblici esercizi con capienza non superiore a cento persone e diverse altre) e precisa le modalità di verifica degli allestimenti temporanei.

La Commissione, presieduta dal sindaco o da un suo delegato, rimane in carica tre anni ed è composta dal comandante della Polizia locale, dal dirigente medico dell’organo sanitario pubblico competente per territorio, dal dirigente del Suap, dal comandante provinciale dei Vigili del fuoco, da un esperto in materie elettrotecniche. Di volta in volta, possono essere aggregati alla Commissione, in relazione alle dotazioni tecnologiche da verificare, esperti in discipline tecniche. Per gli impianti sportivi è prevista la partecipazione a titolo consultivo di un rappresentante del Coni. Su specifica richiesta possono partecipare ai lavori, esprimendo pareri non vincolanti, anche rappresentanti degli esercenti locali di pubblico spettacolo e delle organizzazioni sindacali dei lavoratori.

IL DIBATTITO IN CONSIGLIO

Gli interventi in aula prima dell’approvazione della delibera che istituisce l’organismo comunale

I criteri per quantificare il compenso dei componenti della Commissione di Vigilanza sui locali di pubblico spettacolo, definiti dopo la modifica che, anche su sollecitazione dei gruppi consiliari, ha interessato il testo del Regolamento, sono stati tra gli argomenti principali del dibattito che ha preceduto, nella seduta di giovedì 3 febbraio del Consiglio comunale, l’approvazione della delibera sull’organismo istituito dal Comune di Modena. Diversi consiglieri, infatti, sono intervenuti sulle variazioni che hanno interessato, nel corso delle sedute dell’Assemblea, la delibera.

Aprendo il dibattito per il Movimento 5 stelle, per Giovanni Silingardi sarebbe stato “opportuno” individuare un tetto economico per il compenso degli esperti “per evitare eccessiva discrezionalità della giunta”. Inoltre, sul fronte dell’individuazione da parte del sindaco dei componenti della commissione di vigilanza, il riferimento “non ha senso visto che se ne occupa già il Tulps”. Il consigliere, infine, ricordando gli emendamenti presentati dal gruppo M5s e poi ritirati, ha fatto presente che il parere tecnico degli uffici comunali sulla regolarità degli stessi, “così come previsto dal Tuel, deve limitarsi a valutarne la coerenza rispetto alle norme”.

Dello stesso tenore l’intervento di Elisa Rossini (Fratelli d’Italia – Popolo della famiglia): “I membri delegati della commissione sono individuati già dagli stessi componenti identificati dalla legge in base alla carica – ha affermato –. Il sindaco ha il potere di nomina della commissione ma non, appunto, dei componenti”. Inoltre la consigliera ha richiamato “un parametro di riferimento per definire i compensi”. Infine, ha suggerito di redigere i documenti “in maniera più comprensibile per i cittadini, osservando anche maggiore aderenza ai testi normativi”.

Annunciando il voto contrario di Lega Modena alla delibera, Giovanni Bertoldi ha invitato gli uffici comunali a “limitarsi alle questioni e competenze tecniche” quando si tratta di valutare la regolarità di documenti, come, per esempio, gli emendamenti agli atti dei consiglieri. “È inconcepibile – ha affermato – che la considerazione tecnica sfoci in una questione politica” e che i documenti vengano valutati, appunto, da prospettiva diversa dalla conformità tecnica “come è accaduto per i compensi degli esperti della commissione”.

Ilaria Franchini (Pd) si è concentrata sul significato della delibera: “Al di là degli aspetti tecnici, che pure fanno chiarezza sulle modalità di definizione dei compensi – ha precisato –, il documento aiuta a semplificare alcune delle procedure legate a un settore che è stato tra i più colpiti dall’emergenza sanitaria”. Il regolamento, quindi, “ha il merito” di agevolare i percorsi burocratici per quei soggetti del mondo della cultura, che, “rispettando le regole e normative, devono ripartire”.

Anche Camilla Scarpa (Sinistra per Modena) ha sottolineato la funzione della commissione che favorisce “la sburocratizzazione delle procedure necessarie che riguardano i luoghi della cultura e dello spettacolo”. Il sostegno al settore “fortemente colpito dagli effetti del Covid”, infatti, passa anche da percorsi più agevoli per effettuare gli accertamenti sui locali: “Si faccia tutto il possibile per garantire maggiore efficacia rispetto ai tempi e alle modalità di risposta sugli iter da seguire”.

Nella replica, l’assessora alle Politiche economiche Ludovica Carla Ferrari ha innanzi tutto segnalato “il rispetto della separazione, nella delibera, tra i pareri tecnici e le valutazioni politiche”. L’assessora ha quindi invitato a concentrarsi sul merito: “Il settore della cultura e degli spettacoli è al centro delle attenzioni dell’Amministrazione – ha affermato – e l’introduzione della commissione comunale consentirà di presidiarlo ancora meglio. Da una parte si garantisce la sicurezza delle attività e quindi si sostengono i lavoratori; dall’altra, si favorisce la scelta dei modenesi di assistere agli spettacoli, anche per riprendersi la libertà dopo l’emergenza sanitaria”.

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