La cancellazione dei Gran Premi del Bahrain e dell’Arabia Saudita ha trasformato una pausa obbligata in un’opportunità. FIA, team e dirigenti stanno approfittando di quelle settimane per analizzare i primi tre appuntamenti e preparare interventi tecnici e regolamentari. Sul tavolo, questioni di sicurezza, prestazioni e l’equilibrio tra motore termico ed elettrico.
Perché lo stop ha cambiato il calendario dei lavori
La mancanza di due gare consecutive ha creato tempo e spazio per il confronto. Invece di correre senza sosta, le squadre possono valutare dati e simulazioni con calma.
- FIA e team convocano riunioni tecniche.
- Si studiano modifiche al regolamento in corsa.
- I piloti hanno sollevato criticità concrete in pista.
Questa pausa non nasce dalla volontà di rivoluzionare tutto. È un momento per capire cosa funziona e cosa no, prima che le scelte diventino definitive.
Il giudizio di Francesco Cigarini su questa F1 2026
Francesco Cigarini, ingegnere con 22 anni in Ferrari e presenza attiva sui social, definisce l’avvio di stagione come una vera prova di laboratorio. Secondo lui, i primi gran premi hanno avuto il valore di una fase sperimentale.
Cigarini osserva che la nuova era tecnica è stata impostata su obiettivi ambiziosi. L’intento era favorire innovazione e sostenibilità. Ma alcune scelte non hanno dato il risultato sperato subito.
Una stagione in versione “beta”
La metafora della «beta» indica che molte soluzioni sono ancora in fase di verifica. Team, regolatori e piloti dovevano vedere se i modelli teorici risultassero solidi anche in gara reale.
La pausa ha permesso di raccogliere feedback senza la pressione delle gare ravvicinate. I correttivi saranno discussi nelle prossime settimane e potrebbero tradursi in cambiamenti concreti durante l’anno.
Le criticità emerse: batteria, qualifica e sicurezza
La nuova architettura powertrain, con il 50% termico e il 50% elettrico, ha mostrato alcuni limiti pratici. I problemi sollevati più spesso sono legati a tre aspetti principali.
- Gestione delle batterie: vetture che rallentano vistosamente quando la batteria è scarica.
- Strategia in qualifica: difficoltà a sfruttare appieno le fasi decisive per il giro veloce.
- Sicurezza in pista: rischio creato da macchine molto più lente all’improvviso.
Se da una parte c’è stato un aumento netto dei sorpassi, dall’altra emergono frustrazione e timori tra i piloti. Molti segnalano la necessità di interventi rapidi per evitare situazioni pericolose.
Possibili interventi tecnici e regolamentari
Le soluzioni sul tavolo sono diverse. Alcune richiedono decisioni che coinvolgono tutte le squadre e la FIA. Altre possono essere sviluppate dai singoli team.
- Ricalibrare l’incidenza della componente elettrica.
- Modificare le regole sulle batterie e il recupero energia.
- Introdurre limiti diversi per le fasi di qualifica.
Secondo Cigarini, ripensare la ripartizione tra motore termico ed elettrico potrebbe essere la via più pragmatica. Un minor impatto della parte elettrica sulle prestazioni pure potrebbe ridurre i cali improvvisi in rettilineo.
Tempi e responsabilità delle scelte
Le decisioni non arriveranno da sole. Servono analisi approfondite e l’ok dei team. Chi oggi è al comando teme di perdere il vantaggio. Chi è indietro spinge per cambiamenti che possano livellare la competitività.
Parallelamente, le squadre continueranno a sviluppare le proprie evoluzioni aerodinamiche e meccaniche. Il risultato finale dipenderà dall’intreccio tra politica sportiva e sviluppo tecnico.
Effetti per gli spettatori e l’immagine della F1
Il nuovo regolamento ha già avuto un impatto visibile sulle gare. I sorpassi sono aumentati e lo spettacolo si è riavvicinato al pubblico. Tuttavia, i problemi di gestione energetica rischiano di offuscare questo miglioramento.
- Più sorpassi e gare più combattute.
- Rischio di episodi frustranti per i tifosi quando una vettura rallenta molto.
- Bisogno di chiarezza e comunicazione da parte della FIA.
Per Cigarini, l’obiettivo è preservare lo spettacolo senza compromettere la sicurezza. Le soluzioni adottate nelle prossime settimane saranno decisive per il prosieguo della stagione.
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Stefano Lombardi è giornalista Formula 1. Da dodici anni segue ogni Gran Premio, da Monaco a Suzuka. Le sue analisi tecniche e strategiche svelano i segreti di team e piloti. Il suo stile chiaro ti guida ad ogni curva.