Dopo il GP di Gran Bretagna, la Casa milanese ha condotto due giorni di test a Silverstone in condizioni asciutte, proseguendo lo sviluppo delle gomme per il 2026, focalizzandosi sulle mescole più dure C1, C2 e C3, mentre la fase di costruzione dello pneumatico è stata completata. Il prossimo test si terrà in Ungheria all’inizio di agosto.
Dopo il Gran Premio di Silverstone, caratterizzato da condizioni umide, Pirelli ha trattenuto la sua presenza sul territorio britannico per altri due giorni, dedicando tempo a test specifici per gli pneumatici destinati alla stagione 2026. Le sessioni si sono svolte sul medesimo circuito della gara, ma con tempo asciutto, permettendo alla compagnia di Milano di procedere ininterrottamente con i test sulle mescole slick.
L’attenzione di questi test è stata rivolta allo sviluppo delle mescole più resistenti – C1, C2 e C3 – poiché Pirelli ha già finalizzato gran parte del lavoro riguardante la struttura dei futuri pneumatici e ora si concentra sulle varie formulazioni delle mescole.
Le squadre Aston Martin e Sauber hanno collaborato durante i test, utilizzando gli stessi veicoli che hanno gareggiato a Silverstone pochi giorni prima, sebbene con modifiche specifiche per adattarsi alle esigenze del test. In particolare, sono stati impiegati assetti personalizzati e configurazioni aerodinamiche leggere, simili a quelle usate nei test su pista bagnata effettuati da Ferrari a Fiorano nel giugno scorso.
Per simulare i livelli di carico aerodinamico previsti dal regolamento del 2026, nettamente ridotti rispetto agli attuali, sono stati adottati setup molto scarichi, utilizzando il DRS in modo continuativo nei rettilinei. Dato il duro impatto del circuito britannico sugli pneumatici, la scelta è ricaduta sulle mescole più dure, mentre lo sviluppo di composti più morbidi sarà effettuato su circuiti meno esigenti come Budapest o Monza.
Il programma di test è stato organizzato in due sessioni: al mattino, i piloti si sono concentrati su run brevi per testare le prestazioni pure dei vari prototipi; nel pomeriggio, l’attenzione si è spostata sulle simulazioni di gara, con long run finalizzati a valutare l’usura, la consistenza e il comportamento dei prototipi più promettenti.
Nel secondo giorno di test, Lance Stroll ha guidato la mule car basata sull’Aston Martin AMR25, situata a breve distanza dal circuito, completando un totale di 126 giri con un tempo migliore di 1’30”195. Sauber, invece, ha affidato la propria C45, adeguatamente adattata per i nuovi pneumatici, a Gabriel Bortoleto. Il giovane pilota brasiliano, già presente il primo giorno, ha completato 110 giri, con un miglior tempo di 1’33”188.
“È stata un’esperienza incredibilmente positiva e produttiva, e correre a Silverstone – un circuito che amo – ha reso tutto ancora più speciale”, ha commentato Bortoleto. “Abbiamo portato a termine tutto il programma previsto senza intoppi. È stato fondamentale iniziare ad abituarsi alle mescole del 2026: sembra che offrano una trazione migliore rispetto alle attuali, permettendo un controllo più pulito e accurato sull’acceleratore in uscita di curva.”
In totale, sommando i giri effettuati da Aston Martin e Sauber nei due giorni, i team hanno completato 458 giri, equivalenti a oltre 8 GP. Mario Isola, Direttore di Pirelli Motorsport, ha confermato il completamento della fase di sviluppo della costruzione, con l’omologazione prevista per inizio settembre, e ha spiegato che ora l’attenzione si sposterà sulla definizione delle mescole.
“Abbiamo raggiunto una fase cruciale nello sviluppo degli pneumatici per il 2026. A Silverstone abbiamo concluso la parte di costruzione e ora ci concentreremo sull’analisi dei dati in vista dell’omologazione programmata per inizio settembre. Per quanto riguarda le mescole più dure, invece, abbiamo tempo fino a novembre, come previsto dal regolamento”, ha affermato Isola.
Il programma di sviluppo continuerà nelle prossime settimane, con la prossima sessione prevista all’Hungaroring il 5 e 6 agosto, subito dopo il Gran Premio d’Ungheria. Successivamente, ulteriori test si svolgeranno a Monza, al Mugello e a Città del Messico, tappe decisive per completare la definizione della gamma di pneumatici destinata a debuttare nella nuova era tecnica della Formula 1.
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Stefano Lombardi è giornalista Formula 1. Da dodici anni segue ogni Gran Premio, da Monaco a Suzuka. Le sue analisi tecniche e strategiche svelano i segreti di team e piloti. Il suo stile chiaro ti guida ad ogni curva.