Il primo giorno di prove a Barcellona ha messo in luce fiducia e dubbi in vista del 2026. Tra giri ripetuti e qualche errore, il team della Red Bull ha raccolto dati importanti sul nuovo motore Ford. I tecnici sembrano soddisfatti dell’affidabilità, ma la questione velocità resta aperta e le riflessioni sul futuro di Max Verstappen non mancano.
Shakedown a Barcellona: come si è comportato il nuovo motore Ford
Durante lo shakedown sul tracciato spagnolo, la monoposto anglo-austriaca ha completato numerosi passaggi utili a rilievi e set-up. Il motore Ford non ha mostrato guasti evidenti.
- I test hanno privilegiato analisi termiche e gestione dell’elettronica.
- Un errore di guida ha rallentato parte del programma, ma non ha compromesso i dati raccolti.
- La squadra ha lavorato su mappature diverse per valutare consumi e trazione.
Il responso tecnico è positivo sull’affidabilità. Rimane però l’incognita sulla performance pura rispetto ai rivali.
Clima nel box: ottimismo controllato a Milton Keynes e Detroit
Nel quartier generale e in fabbrica a Detroit l’atmosfera è di cauta fiducia. Si percepisce lavoro serrato. Gli ingegneri cercano conferme prima dei test ufficiali a Sakhir.
Alcuni punti chiave monitorati:
- coerenza dei tempi sul giro in condizioni diverse;
- durata e comportamento del propulsore sui long run;
- integrazione del power unit con aerodinamica e telaio.
La direzione tecnica vuole evitare sorprese in Bahrain. I test di Sakhir saranno decisivi per capire se la Red Bull partirà favorita.
La posizione di Johnny Herbert e le possibili reazioni di Verstappen
L’ex pilota Johnny Herbert ha espresso scetticismo sull’idea che Red Bull parta automaticamente come favorita nel 2026. Secondo lui, tutto dipende dalla macchina con cui si inizierà la stagione.
Il ragionamento di Herbert in breve
- Herbert ritiene che la qualità della vettura iniziale peserà sulle scelte dei piloti.
- Se la Red Bull non dovesse essere la più veloce, potrebbero nascere tensioni.
- Per Herbert, un campione come Verstappen non rimarrà “per arrivare secondo”.
In sostanza, l’ex pilota afferma che la competitività immediata della monoposto influenzerà decisioni personali e strategiche.
La logica è semplice: un pilota pluricampione cerca la macchina che gli permetta di lottare per il titolo. Se non la trova, valuta alternative.
Cosa potrebbe accadere: scenari sul futuro di Verstappen e il mercato piloti
Il dibattito sulla possibilità di un addio di Verstappen dalla Red Bull è alimentato da vari fattori. Il suo contratto arriva fino al 2028, ma la volontà di vincere resta prioritaria.
- Scenario 1: Red Bull parte forte. Verstappen resta e punta a nuovi titoli.
- Scenario 2: Incertezze prestazionali. Trattative con altri team diventano plausibili.
- Scenario 3: Alternanza pista per pista. Decisioni prese gara dopo gara.
Tra gli interlocutori citati negli ultimi anni c’è la Mercedes, ma ogni mossa dipenderà dall’evoluzione tecnica e dai risultati iniziali.
Gli addetti ai lavori osservano soprattutto i prossimi test in Bahrain. Saranno quelli a fornire indicazioni concrete sulle gerarchie in pista.
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Stefano Lombardi è giornalista Formula 1. Da dodici anni segue ogni Gran Premio, da Monaco a Suzuka. Le sue analisi tecniche e strategiche svelano i segreti di team e piloti. Il suo stile chiaro ti guida ad ogni curva.