La rivincita di Play: 40mila presenze in tre giorni. Il Festival del Gioco segna un +70%

Il Festival del Gioco – che si chiude stasera a ModenaFiere – torna ai numeri pre-pandemia, con 40mila presenze: un aumento del 70% rispetto all’edizione dello scorso anno. Oltre all’ottimo risultato di pubblico Play ha centrato il suo obiettivo: coniugare al meglio il gioco giocato con la riflessione culturale
Play è diventato ufficialmente “grande”. Il Festival del Gioco, a poche ore dalla chiusura della sua 13esima edizione presso il quartiere fieristico di Modena, traccia un primo bilancio e i numeri fotografano un evento in crescita non solo rispetto allo scorso anno – edizione in versione ridotta causa pandemia – ma anche rispetto al 2019: 24mila metri quadri di superficie espositiva – ottomila in più rispetto allo scorso anno – oltre 150 espositori (+5%), sforato il tetto dei 700 eventi in tre giorni, 70 classi in visita e 40mila presenze, dato quest’ultimo che sfiora quello pre-covid.

Ha funzionato bene anche il rapporto con la città, coinvolta con il ricco Fuori Salone: “Siamo finalmente tornati con un’offerta a pieno regime dopo il periodo pandemico anche fuori dal quartiere fieristico – sottolinea Marco Momoli, direttore generale di ModenaFiere – Play ha invaso pacificamente Modena con eventi di alto livello coinvolgendo numerosi partner culturali del territorio. In fiera è stato particolarmente apprezzato il “padiglione family”, la tensostruttura di quasi 3mila metri quadrati con proposte per le famiglie con bambini e ragazzi di tutte le età”.

Un festival per tutti, non solo per gamer e appassionati, anche grazie alla partecipazione di alcuni dei più importanti enti di ricerca italiani che hanno scelto il medium ludico per divulgare conoscenza: l’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), l’Istituto Nazionale di Fisica Nucelare (INFN) e l’OGS di Trieste, ovvero l’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale; presente anche l’area umanistica con l’Associazione Italiana di Public History (AIPH). Queste collaborazioni sottolineano come stia aumentando la consapevolezza del valore educativo del gioco: “I giochi “analogici” a cui è dedicato Play – da tavolo, di ruolo, di miniature, dal vivo, di carte – offrono uno stimolo in più a incontrarsi di persona, ad aggregarsi, in tempi in cui tutto si fa online; ma soprattutto stimolano la fantasia, la creatività e impegnano la mente – spiega Andrea Ligabue, ludologo, game designer e direttore artistico di Play – Se ne sono accorti anche gli insegnanti, che sempre di più scelgono Play come meta delle gite d’istruzione: in questi tre giorni abbiamo accolto ben 70 classi per un totale di 1.300 studenti non solo dalla provincia, ma addirittura da fuori regione”.

Play – Festival del Gioco è una manifestazione organizzata da ModenaFiere in collaborazione con Ludo Labo, con il supporto di Club Tre Emme, La Tana dei Goblin, La Gilda del Grifone e con il patrocinio del Comune di Modena, Regione Emilia-Romagna, Università di Modena e Reggio Emilia, Azienda USL di Modena. E’ stata sponsorizzata da BPER Banca e Conad con la media partnership di Gioconomicon, Io Gioco, Tom’s Hardware Cultura Pop.

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