Polizia di stato e Ausl insieme per prevenire e contrastare la violenza di genere

Firmato il protocollo Achille 22

Presso la Direzione Generale dell’Azienda USL di Modena, il Questore di Modena Silvia Burdese e il Direttore Generale AUSL Antonio Brambilla hanno rinnovato il Protocollo Achille, segno della collaborazione in atto volta a prevenire la violenza di genere.

La sottoscrizione rientra in un innovativo progetto rivolto non soltanto alla vittima di violenza di genere, ma anche all’autore – il soggetto maltrattante -. Propone un percorso di consapevolezza, che a Modena viene portato avanti dal Centro LDV (Liberiamoci dalla Violenza – Centro di accompagnamento al cambiamento degli uomini), con l’obiettivo di aiutare l’autore a riconoscere il disvalore sociale del proprio comportamento, avviando così anche un percorso di cambiamento.

Il documento, condiviso e aggiornato al 2022, rinnova un modello di collaborazione consolidato negli anni, tant’è che il Protocollo Achille nasce nel 2019, introducendo un percorso virtuoso a favore del soggetto maltrattante, che viene avviato già all’atto della notifica dell’ammonimento del Questore. Di norma, l’ufficiale di PS all’uopo delegato dal Questore – di solito il Dirigente della Divisione Anticrimine – svolge nella circostanza un delicato ruolo monitorio, cioè aiuta la persona a prendere consapevolezza di quelle condotte che hanno originato uno stato di ansia, di persecuzione nella vittima, gliele elenca così come descritte nel testo del provvedimento, ne spiega il disvalore ed infine invita l’ammonendo a mutare comportamento, pena la denuncia d’ufficio in caso di reiterazione. In tale fase, grazie al Protocollo Achille, il funzionario della Polizia di Stato procedente va oltre, illustra anche i servizi presenti sul territorio ai quali l’ammonito può rivolgersi per avviare un percorso psicoterapeutico di recupero. Previo suo consenso, con la persona presente in ufficio, il funzionario contatta il Centro LDV per fissare un primo appuntamento.

Proprio la mancanza o l’inadeguata cultura di genere è alla base di tanti atti di violenza domestica che si esplica oltre che su mogli, compagne, fidanzate, ed ex, anche sui figli. L’opera dell’AUSL per costruire questa crescita individuale è lo strumento primo per ridurre l’alto numero di recidive specifiche. Di norma, si osserva che il soggetto maltrattante, se lasciato a se stesso, non è in grado di mutare condotta, ma persevera nel metodo, mutando invece solo il soggetto su cui sfogare la sua fragilità, passando da una relazione ad un’altra.

Il servizio offerto dal Centro LDV permette di agire non più soltanto sulla repressione, bensì sul riconoscimento della violenza agita, l’assunzione della responsabilità e il lavorare per un cambiamento che conduce ad una e più lunga e consolidata azione di prevenzione, mettendo in condizione il soggetto maltrattante di riconoscere i suoi comportamenti devianti e la loro pericolosità.

Attualmente presso il Centro LDV dell’Azienda USL di Modena sono inseriti in un percorso di trattamento 50 uomini

1) Dal dicembre 2011 ad oggi sono stati conclusi 164 percorsi

2) Le nuove prese in carico nel 2021 sono state 30

3) Le persone che hanno contattato telefonicamente il Centro LDV dal dicembre 2011 ad oggi sono state 1403 di cui 601 uomini, per avere informazioni e/o richiedere un appuntamento, 124

donne, per avere informazioni per possibili invii dei compagni/mariti, e 678 tra professionisti invianti (assistenti sociali, avvocati ecc.) ed altre persone interessate a richiedere informazioni: giornalisti, studenti universitari, altri professionisti, ecc.

Il Centro dell’Azienda USL di Modena prevede anche il contatto con la donna che è stata vittima del comportamento violento, per informarla dei servizi a disposizione sul territorio a supporto suo e dei figli per l’uscita dalla violenza (Centri antiviolenza, servizi sociali territoriali … ecc.), comunicarle l’eventuale abbandono del percorso da parte del compagno e la necessità di rafforzare la propria sicurezza o ancora, ricontattarla nel caso in cui, durante il trattamento, vengano evidenziati particolari rischi per lei e per i figli.

L’adesione al progetto, rivolta ai destinatari di Ammonimento del Questore per reati di violenza domestica e stalking, come da Protocollo, avverrà su base volontaria. La partecipazione al percorso trattamentale sarà gratuita e prevede, al termine del percorso, così come stabilito dai professionisti del Centro LDV, una valutazione finale sui risultati ottenuti.

L’attualità del fenomeno è resa dai dati della Questura che, nel solo 2021, ha attivato 226 procedure di Codice Rosso. Si tratta della procedura avviata sin dal primo intervento di polizia, in genere in soccorso di una vittima maltrattata, nello specifico, 138 a cura delle volanti dell’U.P.G.S.P. a Modena, 20 a cura del Commissariato di P.S. di Sassuolo, 13 del Commissariato di P.S. di Carpi, 9 del Commissariato di Mirandola, 46 a cura della Squadra Mobile sul territorio provinciale.

All’esito di tutti gli interventi per violenza di genere, le posizioni soggettive sensibili vengono inserite dagli agenti nella piattaforma interforze relativa all’applicativo SCUDO – la cui denominazione richiama proprio lo strumento a difesa della persona – affinché i singoli eventi siano condivisi tra tutte le Forze di polizia e vengano tracciati gli scenari critici, cui le sale operative riservano massima urgenza in caso di nuove segnalazione di allarme, fermi restando i deferimenti all’Autorità Giudiziaria con eventuale richiesta di provvedimenti urgenti. In tali frangenti si provvede anche ad isolare le vittime, oltre che ad indirizzarle ai Centri antiviolenza locali. Nel corso del 2021, sono stati registrati complessivamente oltre 300 interventi confluiti all’interno dell’applicativo “SCUDO”.

Nel 2021, al temine di puntuali istruttorie curate dalla Divisione Anticrimine, sono stati emessi 39 Ammonimenti del Questore, 18 per violenza domestica e 21 per stalking. Dei soggetti ammoniti nel decorso anno, 3 hanno perseverato con le loro condotte violente/moleste, ovvero il 7,69% del totale, per cui si è reso necessario sottoporli alle misure cautelari coercitive, disposte dall’Autorità giudiziaria, dell’allontanamento dalla casa familiare e/o del divieto di avvicinamento alla persona offesa. In un caso gli agenti hanno dovuto procedere all’arresto, in quanto l’autore trasgrediva tali disposizioni e si avvicinava alla parte offesa entrando nell’area condominiale ove insisteva l’abitazione della vittima. In tutti i casi si è proceduto ad indirizzare gli ammoniti verso i percorsi antiviolenza del Protocollo Achille 2021 e le vittime ai centri della rete antiviolenza locale.

L’andamento del fenomeno a livello provinciale da inizio anno ha fatto registrare, per la Polizia di Stato, un minor numero di attivazioni di codice rosso, in totale 58, ed un aumento degli ammonimenti emessi dal Questore, n. 26, di cui 14 per violenza domestica e 12 per stalking.

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