Aggredito il gioielliere Borea, figlio di Paolo, ex diesse del Modena

I malviventi hanno spintonato e malmenato il gioielliere che ha tentato di reagire e dopo averlo immobilizzato hanno  arraffato gioielli e orologi dalla vetrina per un valore di decine di migliaia di euro.

Due anni fa aveva messo in fuga i banditi brandendo un machete, la riproduzione ornamentale di un pezzo d’epoca che ha sempre in negozio, per incutere timore. Stavolta ci ha provato ad afferrarlo per impaurire i rapinatori, ma lo hanno bloccato prima che potesse impugnare l’arma.

I tre rapinatori nella gioielleria di via D’Azeglio

Erano tre malviventi: mentre due lo immobilizzavano a terra, il terzo arraffava decine di orologi preziosi, valore di migliaia di euro, dalla vetrina che dà su via d’Azeglio. Intorno alle 18.30, nel cuore dello shopping e del centro, di fronte al tribunale di via Farini, nei giorni delle prime compere natalizie. Senza scrupoli o paura di essere visti dall’esterno, con un’azione fulminea, 3-4 minuti e la freddezza di evitare qualunque reazione da parte del proprietario. «È entrato il primo, aveva una barba finta e il cappello sugli occhi. Al punto che io, che non lo faccio mai, ho chiesto se per favore si poteva scoprire il viso. Non ho fatto in tempo a finire la frase» racconta Massimo Magnani Borea, il titolare di Retrò, la gioielleria presa nuovamente di mira dai ladri. Lui ha fatto entrare i complici che hanno bloccato il gioielliere prima di qualunque possibile reazione. «Ci ho provato a prendere il machete ma non me l’hanno lasciato fare, mi hanno bloccato le braccia e immobilizzato a terra. Per fortuna non erano armati e non mi hanno fatto male». Solo una piccola ferita alla testa.

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