Esce monossido da una caldaia, 41 intossicati, 13 ricoverati in iperbarica

E’ accaduto a Modena in uno stabile tra le vie Muratori e Prampolini: il primo a sentirsi male il medico dello studio al pian terreno della palazzina.

Sono 41 in tutto gli intossicati da monossido di carbonio soccorsi tra ieri pomeriggio e stamattina nella palazzina tra le via Muratori e Prampolini a Modena: 25 erano stati presi in carico dalle ambulanze dopo i controlli, terminati alle 22.30 di lunedi, mentre altri si sono rivolti in mattinata agli ospedali avvertendo malessere, vertigini e nausea. L’allarme era scattato alle 14.00 dopo che il medico dello studio al piano terra e la sua infermiera si erano sentiti male, mentre domenica erano stati moglie e figlio del medico ad accusare i primi malori. Ieri pomeriggio i Vigili del Fuoco e i tecnici Hera hanno spento la centrale termica nell’attesa di capire da dove sia fuoriuscito il micidiale gas – incolore e inodore – diffusosi tra gli appartamenti dei cinque piani soprastanti al punto da richiedere l’intervento in forze del 118 proseguito fino a tarda sera. Più che un bollettino medico, quello del giorno dopo sembra un bollettino di guerra: a Baggiovara sono stati soccorsi 7 adulti, tutti dimessi; al Policlinico 5 adulti sono stati trattati in camera iperbarica, due dei quali restano in osservazione, 12 i dimessi; a questi si aggiungono 3 bambini, inviati al centro intossicati di Fidenza e rientrati, ma 2 di questi sono ancora in osservazione, mentre altri 2 sono in ossigeno terapia; a Sassuolo 5 gli adulti curati con terapia iperbarica e 5 i dimessi; a Vignola infine 5 adulti tutti dimessi. La speranza è che a breve vengano tutti dichiarati fuori pericolo, inclusi i primi due intossicati gravi – il medico e l’infermiera – ma una cosa è certa: poteva andare molto peggio. Il monossido di carbonio è un nemico invisibile che può uccidere, se satura un ambiente chiuso, senza che la vittima se ne accorga neppure. Molte delle famiglie residenti nella palazzina di viale Muratori sono rientrate in casa ma lo stabile resta al freddo finché la falla non verrà individuata: operazione che potrebbe richiedere l’invio di un drone con telecamera lungo le tubazioni. Parallelamente procede l’indagine sulle cause del pericolosissimo incidente: sul posto, ieri, c’erano anche i Carabinieri assieme a Vigili del Fuoco e tecnici Hera, e con loro la polizia giudiziaria.

Sull’intervento sanitario il comunicato dell’Aou

Nel primo pomeriggio, intorno alle 14, il 118 è intervenuto in seguito ai primi malori e ha trasportato subito due persone al Policlinico, per cui si è reso poi necessario il ricorso alla camera iperbarica. Sempre nell’arco del pomeriggio, si sono recati in ospedale, sempre al Policlinico, altri due residenti del palazzo. Anche per loro, dopo gli approfondimenti medici del caso, è stato ritenuto necessario il trattamento in camera iperbarica. In serata i Vigili di Fuoco hanno disposto l’evacuazione dell’edificio con conseguente intervento del 118, che ha trasportato in vari ospedali della provincia diversi condomini rimasti nel palazzo per sottoporli a gastro-analisi. Sul posto sono intervenuti 1 automedica, 5 ambulanze, 2 pulmini e un mezzo di coordinamento.

Otto persone sono state portate all’Ospedale di Sassuolo e 4 a Vignola. In tutto 20 persone (15 adulti e 5 bambini) sono state trattate al Policlinico, sette di queste giunte con mezzi propri. In tutto 7 persone sono state seguite all’Ospedale di Baggiovara. Le persone ricoverate in camera iperbarica (comprese anche quelle trasportate dal 118 nel primo pomeriggio) sono state complessivamente 13.

Queste le condizioni attuali dei pazienti

Pronto Soccorso Baggiovara: 7 persone – tutte dimesse
Pronto Soccorso Policlinico: 15 adulti – 5 inviati in camera iperbarica, di questi 2 ancora in osservazione, 10 in osservazione e poi dimessi
Accettazione Pediatrica Policlinico: 5 bambini – 3 bambini inviati in iperbarica e rientrati, 2 bambini in ossigeno terapia ancora in osservazione in OBI.
Sassuolo: 8 adulti – 5 in iperbarica, 3 dimessi
Vignola: 4 adulti – tutti dimessi

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