L’EuroLega avvia una trasformazione strutturale: più squadre, un’organizzazione a conferenze e un modello sempre più vicino a quello statunitense. La novità mira a ridefinire calendario, diritti e attrattività, mentre sullo sfondo resta l’ipotesi di un dialogo con la NBA.
Il nuovo formato: 24 squadre e due blocchi regionali
Da una formula in cui tutte le formazioni si affrontano, l’EuroLega si muove verso 24 partecipanti. La competizione sarà articolata in due Conference da 12 club, un cambio netto rispetto alla stagione attuale.

- Non ci sarà più il girone unico a tutti contro tutti.
- Le Conference seguiranno un criterio di composizione ancora da definire.
- L’obiettivo dichiarato è aumentare stabilità e valore commerciale.
Perché un orientamento “alla NBA”?
La scelta richiama il modello delle franchigie nordamericane. Si punta a creare identità di lungo termine e prodotti televisivi più prevedibili.
Vantaggi attesi
- Maggiore appeal per sponsor e broadcaster.
- Calendario più semplice da valorizzare a livello mediatico.
- Possibile aumento del valore economico delle singole franchigie.
Chi può entrare: candidature e potenziali ingressi
Secondo quanto emerso, numerosi club hanno manifestato interesse. Le offerte arrivano sia da squadre che partecipano all’EuroCup, sia da realtà esterne.

- Club di EuroCup alla ricerca di promozione definitiva.
- Società con solidità finanziaria attratte dal modello franchigia.
- Progetti imprenditoriali che vogliono unirsi al formato più remunerativo.
Tra i nomi segnalati spicca quello di Napoli. La società, guidata dall’imprenditore Matt Rizzetta, ha già mosso passi verso la scena europea partecipando all’EuroCup.
Le parole del presidente Dejan Bodiroga
Il presidente dell’EuroLega, Dejan Bodiroga, ha confermato l’intenzione di espandere e professionalizzare il circuito. Ha spiegato che il passaggio coinvolgerà nuovi membri e che i criteri per formare le Conference non sono ancora stati fissati.
Ha inoltre ricordato che ci sono molte proposte formali per entrare nel sistema e che la selezione terrà conto di vari fattori sportivi e finanziari.
Impatto sui campionati nazionali e sull’EuroCup
Il nuovo assetto avrà ricadute sul resto del continente. Le federazioni nazionali e l’EuroCup dovranno adattarsi a un ecosistema diverso.
- Rischio di sovrapposizione di calendari con i tornei nazionali.
- Possibili cambiamenti nelle regole di qualificazione.
- Maggiore pressione per i club a investire per restare competitivi.
Aspetti commerciali e logistici
L’introduzione di Conference comporterà modifiche operative.
- Rinegoziazione dei diritti TV e dei pacchetti digitali.
- Maggiore attenzione a viaggi e pianificazione per limitare costi e stanchezza.
- Valorizzazione del brand delle singole franchigie per merchandising e hospitality.
Prospettive future e questioni aperte
Molte domande restano senza risposta: criterio di scelta delle squadre, calendario dettagliato e impatto sui tifosi locali. Il dialogo con la NBA, se confermato, potrebbe accelerare il processo.
Intanto, la scelta di passare a un formato a Conference segna una svolta ambiziosa. Le prossime settimane saranno decisive per definire regole e per completare la lista dei club ammessi.
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Davide Ricci è giornalista basket. Da nove anni copre NBA, EuroLeague e Coppa del Mondo FIBA. Le sue analisi strategiche e interviste alle star arricchiscono la lettura. Il suo stile chiaro illumina le dinamiche di ogni partita.