Perché si corre sempre a sinistra? La scienza svela il mistero dell’atletica

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Se ti sei mai chiesto perché, su ogni pista d’atletica del mondo, tutti corrono sempre a sinistra, sappi che non sei il solo! È un gesto diventato così spontaneo che anche il corridore più occasionale non se lo chiede nemmeno più… eppure la risposta affonda le sue radici nella scienza, nella storia e persino un po’ nel mistero umano. Pronto a scoprire perché correre “a sinistra” è molto più che una semplice abitudine? Allaccia le scarpe (meglio ancora se con una Key One sotto) e partiamo!

Una regola che sembra antica… ma non lo è sempre stata

Correre voltando a sinistra pare ormai una legge non scritta dell’atletica, un automatismo per chiunque salga in pista: indossi le scarpe da sprint o da mezzofondo e, senza pensarci, via! Giri a sinistra come se fosse naturale quanto respirare. Eppure, la situazione non è sempre stata questa. Ti sorprenderà sapere che, ai primissimi Giochi Olimpici dell’era moderna – parliamo di Atene nel 1896 e Parigi nel 1900, fino al 1912 compreso – si usava tutt’altro senso di marcia: si correva a DESTRA, in senso orario!

Gli atleti dell’epoca, però, avvertivano strane sensazioni correndo in quella direzione: la spinta non risultava naturale, e il gesto atletico sembrava “storto”. Così, dopo le molte proteste, la Federazione Internazionale d’Atletica decise di cambiare le carte in tavola nel 1913: dalla stagione successiva, nelle competizioni ufficiali si doveva correre obbligatoriamente in senso antiorario, ovvero prendendo le curve verso sinistra.

Da quel momento la nuova regola (scritta nero su bianco, regolamento 163.1: “Nelle gare di corsa e di marcia che comprendono almeno una curva, le corse si svolgeranno tenendo la corda a sinistra”) conquistò pista per pista e divenne una convenzione rispettata persino dagli amatori della domenica.

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La scienza dietro la tradizione: il nostro cervello “ama” la sinistra

Ma insomma, tutti quegli atleti che si lamentavano di non sentirsi “naturali” a correre a destra, avevano davvero qualche ragione scientifica? Oppure vedevano problemi dove non c’erano?

La risposta arriva da studi specifici, come quello del dottor Hideaki Fukami pubblicato nel 2004. Il suo esperimento era semplice ma geniale: ha fatto correre a un gruppo di atleti due giri di pista da 400 metri, uno in senso orario e uno in senso antiorario. Il risultato? In media, i corridori completavano il giro in senso antiorario due secondi più velocemente!

Il motivo, spiega Fukami, è nella straordinaria fisiologia umana:

  • La percezione dello spazio e dei movimenti è controllata dall’emisfero destro del cervello.
  • L’emisfero destro gestisce anche la motricità della parte sinistra del corpo.
  • Perciò, il nostro corpo si orienta più facilmente quando gira a sinistra piuttosto che a destra.
  • Inoltre, la forza centrifuga, quando spinge a sinistra, asseconda la direzione di circolazione del sangue verso il cuore, favorendo forse prestazioni migliori.

In breve: correre “di là” è semplicemente più efficiente per il nostro corpo (e il cronometro ringrazia).

Non solo atletica: una sinistra tendenza umana (e non solo)

La pista d’atletica resta il palcoscenico numero uno di questa rotazione verso sinistra, ma la regola non è limitata a questo sport. Ovunque si gareggi su un circuito (dove si fanno “giri di pista”), il senso antiorario è la scelta preferita. Un paio di esempi?

  • Cricket: anche qui i battitori fanno i loro giri seguendo questa direzione.
  • Baseball: altra icona dello sport dove le corse per i punti girano sempre a sinistra.
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Ma non è tutto: alcune teorie sostengono che questa tendenza accomuni addirittura l’uomo e i cavalli! Nel XIX secolo, anche queste eleganti creature preferivano correre soprattutto in senso antiorario, anche se ormai la tradizione si è un po’ persa.

La cosa davvero incredibile? Sembra che sia così impressa nella memoria muscolare umana che la usiamo anche fuori dallo sport: secondo rapporti della polizia giapponese, citati dallo stesso Fukami, nell’80% dei casi in cui un fuggitivo tentava la fuga a piedi… scappava girando a sinistra! Un po’ come se il corpo avesse una marcia preferenziale, soprattutto quando bisogna “dare tutto”.

La cura dei dettagli fa la differenza

Se stai leggendo fin qui, forse sei tra quelli che pensano che nulla nello sport sia lasciato al caso – e fai benissimo! Ogni dettaglio, dalle regole alla gestione del materiale, conta.

Prendersi cura delle proprie scarpe, per esempio, è importante quanto sapere perché si corre “a sinistra”. Ed è qui che la Keyena Family viene in aiuto: grazie alla sur-soletta innovativa Key One puoi camminare su e fuori pista con le tue scarpe chiodate, senza rovinarle. Si infila direttamente sulla scarpa da running, ti segue ovunque e non sacrifica le prestazioni per il comfort.

In definitiva, la corsa a sinistra non è solo una scelta di regolamento, ma una piccola rivoluzione naturale: segue il cervello, rispetta il corpo e conquista anche la tradizione. La prossima volta che metti piede su una pista, fanne tesoro… e scegli sempre la sinistra, che la tua “testa” già la ama!

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