Ferrari, premio record ai dipendenti. Fim: “Giusto riconoscimento ai lavoratori”

È il più alto nella storia della Ferrari il premio di competitività che la casa di Maranello pagherà quest’anno ai suoi dipendenti.

Lo annuncia il sindacato Fim Cisl Emilia Centrale che oggi, insieme alle altre organizzazioni sindacali Uilm Uil e Fismic Confsal, ha incontrato l’azienda per analizzare l’andamento 2021, cioè i dati sulla produzione delle vetture, i risultati economici, della squadra corse e gli indicatori di qualità. Sono questi, infatti, i parametri con i quali si calcola il premio di competitività del Cavallino rampante.

«L’anno scorso Ferrari ha prodotto 11.155 auto, un livello mai raggiunto in passato – dichiara il segretario generale della Fim Cisl Emilia Centrale Giorgio Uriti –
Grazie anche agli eccellenti indicatori economici e di qualità, il premio sarà di 11.535,45 euro lordi, anche se quasi quattro lavoratori su cinque supereranno i 12 mila euro.

Poiché l’anno scorso ai lavoratori Ferrari è stato erogato un anticipo di complessivi 4.600 euro (2 mila a gennaio, 1.300 a giugno e 1.300 euro a ottobre), nel prossimo mese di aprile riceveranno un conguaglio di 6.935,45 euro (oltre 7 mila euro per quasi quattro lavoratori su cinque).

Nonostante la pandemia, – continua Uriti – il fatto che l’anno scorso la produzione non sia mai stata interrotta (mentre nel 2020 la produzione fu fermata per sette settimane a causa del lockdown), ha consentito all’azienda di raggiungere tutti gli obiettivi. Quello della Ferrari è un premio sfidante, ma più che soddisfacente per i lavoratori».

Va detto che c’è una leggera differenza (235 euro) tra il premio per gli addetti della gestione sportiva, che non ha raggiunto il target più alto (il titolo mondiale costruttori) e quelli della gestione tecnica.

Sull’ammontare del premio incide anche il numero delle assenze dal lavoro: con zero ore il premio aumenta del 7% (per un totale di 12.392,43 euro), da 1 a 64 ore è comunque garantito il 100% (11.535,45 euro).

«Tra i tanti risultati ottenuti attraverso la contrattazione, abbiamo concordato con l’azienda di non calcolare le assenze causate dalla pandemia – aggiunge il sindacalista Cisl –

Inoltre per il quarto anno consecutivo, come fortemente richiesto da Fim, Uilm e Fismic, Ferrari non ha assorbito gli aumenti del contratto nazionale. Questo si traduce in un’ulteriore erogazione alle maestranze.

A proposito di lavoratori, accogliamo con soddisfazione l’aumento dell’occupazione in Ferrari. Già nelle settimane scorse – conclude Giorgio Uriti, segretario generale della Fim Cisl Emilia Centrale – sono state stabilizzate decine di lavoratori in somministrazione».


(L’ingresso dello stabilimento Ferrari di Maranello (Modena)

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