Muzzarelli: “Modena pronta a ricevere i profughi dell’Afghanistan”

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Le immagini della caduta di Kabul stanno facendo il giro del mondo. Le riprese forti, diramate sui social, della disperazione degli afgani all’aeroporto della capitale e i loro drammatici tentativi di fuga, sono già state consegnate alla storia e anticipano una nuova ondata di profughi in cerca di asilo per scappare dai talebani. Modena di fronte a questo dramma, non vuole restare impassibile. Il segretario provinciale del Pd Davide Fava ammette di essere rimasto sconvolto, come tutti, dalle immagini che arrivano dall’aeroporto di Kabul. E di sentirsi agghiacciato, come padre di una figlia, al pensiero della sorte che attende le donne e le ragazze afghane. Nell’invocare la necessità di un corridoio umanitario, Fava chiama in causa l’Europa.
Alla necessità di creare subito corridoi umanitari si appella anche la Cgil,Proprio in queste ore il coordinatore provinciale dell’Anci e primo cittadino di Soliera, Roberto Solomita, si sta coordinando con gli altri sindaci e con il presidente della Provincia per attivare una rete di accoglienza. Una manifestazione di solidarietà, quella che sta raccogliendo il coordinatore provinciale dell’Anci, che auspica un’azione rapida e concreta, per non restare indifferenti ai pericoli che corre la popolazione afgana. Il pensiero va soprattutto alle donne, private in pochi giorni di diritti fondamentali. Il senatore modenese di Forza Italia Enrico Aimi si dice favorevole ad aiutare chi fugge dai talebani “purchè nel frattempo si blocchino gli sbarchi” di chi non fugge dalla guerra

IL SINDACO NELLA SUA PAGINA FB
“Le immagini della tragedia in Afghanistan, con migliaia di persone che scappano dal terrore, molte delle quali hanno collaborato in questi anni con i nostri militari e le nostre organizzazioni umanitarie, non possono lasciarci insensibili.
Insieme ai sindaci delle principali città italiane e del territorio ci stiamo dichiarando disponibili all’accoglienza dei rifugiati, ma ovviamente ciò dovrà avvenire nel quadro di un impegno nazionale ed europeo che è compito di Governo e Parlamento definire il più rapidamente possibile.
Tra qualche settimana ricorderemo l’11 settembre del 2001, gli attentati terroristici che portarono all’operazione militare in Afganistan. Mi auguro che al dolore per quelle vittime di allora non si unisca anche la vergogna per non essere riusciti a salvare oggi chi aveva creduto agli impegni che, come mondo occidentale, avevamo assunto con quelle popolazioni”.

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