Dal Consiglio Comunale / RIPARTENZA POST-COVID, I GIOVANI NELLE SCELTE DEL COMUNE

Ok del Consiglio alle nuove linee guida delle Politiche giovanili: al centro dei progetti il lavoro, la partecipazione e il sociale. Bortolamasi: “Diamo gli strumenti per emanciparsi”

Una città sempre più “a misura di giovani”, da costruire col contributo delle nuove generazioni e mettendo al centro, nella fase di ripartenza post-Covid, la partecipazione, il lavoro e il sociale. Sono i punti principali delle linee guide delle nuove Politiche giovanili del Comune di Modena, il cui documento di indirizzi è stato approvato dal Consiglio comunale di Modena nella seduta di giovedì 15 luglio. Il provvedimento, illustrato dall’assessore alle Politiche giovanili Andrea Bortolamasi, ha ottenuto il voto a favore dei gruppi di maggioranza (Pd, Sinistra per Modena, Modena civica ed Europa Verde – Verdi) e del Movimento 5 stelle. Astenuti Lega Modena e Forza Italia, mentre Fratelli d’Italia – Popolo della famiglia ha espresso voto contrario.

La delibera col documento è arrivata in Consiglio comunale alla conclusione di un percorso avviato un anno fa, insieme al sindaco Gian Carlo Muzzarelli, che ha coinvolto realtà del volontariato e dell’associazionismo, centri di aggregazione giovanile, Forum del terzo settore, Unimore, Camera di commercio, Arter, Er.Go, enti di formazione professionale, società di selezione del personale e aziende legate all’associazione per la Responsabilità sociale d’impresa; inoltre, sono stati interessati i Quartieri e il Tavolo comunale per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva. Il dialogo con i soggetti attivi sul territorio caratterizza, infatti, l’approccio dell’Amministrazione, che, mantenendo il ruolo di coordinamento, intende sviluppare la presenza dei temi dei giovani nelle diverse politiche dell’Ente, “incrociando” e integrando documenti come il Pug, il Pums, il Patto Modena città universitaria e il Patto per Modena competitiva, sostenibile e solidale e recependo le indicazioni dell’Assemblea; in maniera, quindi, da prendere in carico le istanze dell’universo giovanile con un’azione trasversale e con un’interlocuzione più diretta.

“L’obiettivo – ha affermato l’assessore Bortolamasi in aula – è quello di cambiare l’approccio da un’attenzione alle politiche del ‘disagio’ a quelle del cosiddetto ‘agio’, ovvero un impegno, da parte dell’Amministrazione, a favore degli strumenti che permettano ai giovani di emanciparsi e sviluppare un protagonismo giovanile diffuso. Allo stesso modo, accorciando le distanze tra il palazzo e le piazze, di avvicinare i giovani all’Amministrazione sia negli spazi pubblici, ripensati per e con loro, sia nella voglia di mettersi in gioco: auspichiamo che le giovani generazioni continuino a trovare a Modena le condizioni per costruirsi un percorso di vita e di lavoro, sperimentando quella contaminazione generazionale che dopo l’emergenza sanitaria ci impone di ricucire pezzi di città e di società per superare le fratture causate dal Coronavirus”.

In particolare, il contesto in cui il documento di indirizzi è maturato è quello dell’emergenza-ripartenza legata al Covid, che ha fatto emergere la necessità di individuare luoghi di aggregazione e occasioni in cui i giovani, supportati e affiancati da un numero crescente di operatori “youth worker” formati per agire in modo proattivo, possano sperimentare percorsi di socializzazione, informazione, formazione e inclusione; contribuendo, dunque, a incidere sullo sviluppo dei percorsi personali di autonomia dei ragazzi agendo innanzi tutto sulla promozione dell’orientamento formativo e professionale, sull’incentivo all’autonomia abitativa – quasi un terzo dei modenesi tra 25 e 34 anni vive in famiglia – e sul rafforzamento delle attività di educativa di strada. Le diverse azioni incrociano i temi del sociale, dell’impegno e della cittadinanza attiva: si tratta di obiettivi da perseguire, come definito nel provvedimento, anche col sostegno al servizio civile volontario e con la valorizzazione della Younger card nell’ottica della creazione di una “comunità” collegata a percorsi di volontariato, anche professionalizzante.

INFORMAGIOVANI 4.0, CASA ED EDUCATIVA DI STRADA

La struttura di piazza Grande offrirà anche servizi di consulenza. Col progetto “Antenne” incentivi all’autonomia abitativa: sconti sull’affitto a fronte di attività di volontariato

Il lavoro, da ricercare anche col sostegno di un servizio Informagiovani sempre più radicato nel territorio, l’autonomia abitativa e l’educativa di strada rappresentano alcune tra le principali azioni previste dal documento di indirizzi sulle nuove Politiche giovanili dell’Amministrazione al centro della delibera approvata dal Consiglio comunale di Modena nella seduta di giovedì 15 luglio.

Tra le priorità definite dalle linee guida dell’Ente c’è infatti la promozione dell’orientamento formativo e professionale per sostenere l’accesso al mercato del lavoro e la creazione di impresa, anche a favore dei “Neet”, ovvero i giovani con minori opportunità sia di studio sia economiche, che non studiano, non lavorano né seguono corsi di formazione o aggiornamento professionale: in quest’ottica, l’Informagiovani di piazza Grande si appresta a diventare 4.0 evolvendosi dall’attività di tipo informativo a un’offerta di servizi di consulenza, accompagnamento e orientamento ai giovani, sul fronte del lavoro ma non solo. Attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie, quindi garantendo un accesso digitale, il nuovo centro sarà collegato in maniera strutturata a una rete di partner in grado di garantire supporto qualificato di “secondo livello” (Camera di commercio, Centro per l’impiego, Er.Go, enti di formazione professionale, istituti tecnici alta formazione, centro servizi per il volontariato, Copresc). Allo stesso modo, i canali di accesso al servizio dovranno essere molteplici, superando il tradizionale contatto in presenza con mail, telefono, chat, web, social e videochiamate con gli operatori. In parallelo, l’affiancamento alla ricerca del lavoro col progetto “Comunità maiuscole” vede, da parte del Comune, la costruzione di un’infrastruttura sociale che include aziende interessate a sostenere le competenze emergenti, un sistema creditizio disponibile a finanziare le imprese e organizzazioni disposte a intercettare le domande dei giovani.

L’approccio multilivello adottato dell’Amministrazione si concretizza pure nell’incentivo all’autonomia abitativa – quasi un terzo dei modenesi tra 25 e 34 anni vive in famiglia – da realizzare attraverso il coinvolgimento dei privati, il sostegno diretto all’affitto, le sinergie con i fondi senza finalità di lucro, il finanziamento diretto a proprietari che affittano ai giovani a prezzi calmierati e lo sviluppo dell’efficienza energetica degli immobili in maniera da abbattere le spese condominiali. In questo contesto, l’innovativo progetto “Antenne” offre ai giovani la possibilità di vedersi ridurre il canone di affitto di casa a fronte di un’attività di volontariato svolta in diversi ambiti e in contesti di fragilità socioeconomica o educativa: sostegno e accompagnamento per persone fragili, piccola manutenzione delle parti comuni di contesti abitativi, organizzazione di momenti di socialità, aiuto compiti, apertura di un info point – portierato sociale. Nel dettaglio, l’Amministrazione metterà a disposizione, attraverso la società di trasformazione urbana CambiaMo, sei appartamenti di recente costruzione nel complesso R-Nord con dimensioni che vanno da 45 a 86 metri quadrati (destinati a ospitare fino a 12 ragazzi); la stessa opportunità, con l’attivazione di agevolazioni sull’affitto, verrà offerta ai giovani universitari già collocati in uno studentato con 30 posti letto. Contando sulla disponibilità di questi alloggi, dunque, sarà possibile sperimentare un modello innovativo, per poi eventualmente estendere la ricerca di appartamenti sul mercato privato degli affitti.

Riceveranno nuovo impulso anche le attività di educativa di strada: avviato nel mese di settembre 2020 nell’area del parco Novi Sad, per poi svilupparsi nei principali luoghi dell’aggregazione giovanile in città grazie pure all’utilizzo di un camper per gli spostamenti degli operatori, il progetto consiste in un’articolata attività di prevenzione contro l’abuso di alcol e l’assunzione di droghe, nella promozione di servizi e opportunità rivolti ai giovani, anche per l’orientamento professionale e scolastico, nel monitoraggio dei comportamenti dei ragazzi per intercettarne necessità ed eventuali devianze e in un’azione di sensibilizzazione sul rispetto delle condotte socio-sanitarie per contrastare la diffusione del Covid, come, per esempio, l’importanza di evitare gli assembramenti.

IL DIBATTITO IN CONSIGLIO COMUNALE

Gli interventi dei consiglieri prima dell’approvazione della delibera sulle nuove Politiche giovanili dell’Amministrazione

Sono intervenuti consiglieri di diversi gruppi nel dibattito che ha preceduto la votazione della delibera sulle nuove Politiche giovanili dell’Amministrazione approvata dal Consiglio comunale di Modena nella seduta di giovedì 15 luglio.

Aprendo il dibattito per il Pd, Stefano Manicardi ha sottolineato l’importanza di coinvolgere i giovani nelle scelte dell’Amministrazione “come fece già anni fa la Circoscrizione 4 con la Commissione giovani”. Scelte come queste, ha osservato, “danno slancio e attivismo perché si ragiona insieme sulla città di domani su diversi fronti, come, per esempio, quello urbanistico”. Irene Guadagnini ha precisato che la spinta a istituire politiche giovanili è efficace “quando questa categoria astratta viene calata nel concreto e nella quotidianità e, soprattutto, nel momento in cui questo sguardo rivolto alle giovani generazioni si allarga a tutti i settori dell’ente, in dialogo continuo e proficuo tra loro”. Federica Venturelli ha messo l’accento su diversi “temi a cui le Politiche giovanili danno risposte come il lavoro, il rafforzamento dell’Informagiovani, i centri di aggregazione giovanile, il servizio civile”. Sul diritto alla casa ha sollecitato “la promozione dell’emancipazione abitativa anche con progetti specifici come ‘Abitare sociale’ in via Forghieri e il sostegno alle giovani coppie”. Sul tema dell’autonomia abitativa è intervenuto anche Alberto Bignardi, secondo cui “il progetto ‘Antenne’ consentirà di incrementare e migliorare il livello di frequentazione dell’R-Nord, contribuendo anche a presidiarlo attivamente”. I giovani, ha aggiunto, “hanno bisogno di luoghi facili da raggiungere e l’R-Nord lo è. Inoltre, si interviene sul problema degli affitti”. Dopo aver rilevato che “le Politiche giovanili ambiscono a disegnare una città per i giovani”, Federica Di Padova ha detto che il documento rafforza il tema dell’accesso alle conoscenze: il Comune può mettere in campo misure per arricchire il bagaglio culturale dei giovani”, oltre a incentivarne l’emancipazione “intervenendo sui fronti del lavoro dell’abitare”.

“Gruppi di lavoro tematici, incontri informali, questionari” sono alcuni degli strumenti proposti da Camilla Scarpa (Sinistra per Modena) per coinvolgere i giovani “nelle politiche che li riguardano direttamente: è importante mettere al centro la partecipazione e i bisogni e i sogni dei ragazzi”. Dopo la fase del Covid “di cui i giovani fragili hanno subìto pesantemente gli effetti – ha osservato la consigliera – occorre concentrarsi sui temi della scuola, della socialità, della precarietà lavorativa”. Scarpa ha sollecitato anche “attenzione al tema dei diritti dei lavoratori della cultura”

“Lavoro, casa, spazi, trasgressione, cultura e istruzione sono alcuni dei punti chiave del documento, ma vorremmo puntare l’attenzione sul lavoro di qualità collegato alla transizione ecologica”, ha affermato Paola Aime (Europa Verde – Verdi). Per la consigliera il documento di indirizzi “rappresenta un processo, non solo un progetto, lascia fluidità in un confronto e in una sorta di patto con i giovani che ha necessità di ripartire con intenti e strumenti più moderni”.

“È interessante il metodo di lavoro che prevede il coinvolgimento dei giovani”, ha detto Enrica Manenti (Movimento 5 stelle), focalizzandosi su alcuni punti: “La prossimità degli spostamenti che aiuta a vivere la città; l’essenzialità delle abitazioni come risposta al problema degli alloggi; la polifunzionalità degli spazi pubblici; la contaminazioni tra culture, idee e generazioni; le competenze per ‘cucire’ le conoscenze e dare gli strumenti per muoversi nel mondo dell’informazione”. La consigliera ha poi suggerito di attivare “un accordo con Unimore per tenere aperte le biblioteche aperte di sera”.

Segnalando che “in commissione consiliare non è stato possibile avviare una riflessione sui contenuti”, Elisa Rossini (Fratelli d’Italia – Popolo della famiglia) si è dichiarata “delusa” da un documento “generico e poco chiaro nella definizione di obiettivi e iniziative”. La consigliera ha osservato che “si parla di giovani da 16 a 35 anni senza proporre specificità per le fasce di età: per esempio, i ragazzi da 16 a 19 anni richiedono un’attenzione particolare ed è indispensabile il coinvolgimento della famiglia, che rappresenta il grande assente da queste linee guida del Comune”. Rossini ha criticato la scelta di mettere a disposizione dei giovani che arrivano da fuori città gli alloggi all’R-Nord, “un luogo brutto e degradato”.

Anche Giovanni Bertoldi (Lega Modena) ha parlato di un “documento che manca di concretezza”. Precisando di sostenere il coinvolgimento dei giovani nella società, il consigliere ha suggerito “di creare spazi e condizioni, come il lavoro e l’abitazione, in cui i ragazzi possano apprendere autonomia e senso di responsabilità per diventare cittadini integrati ed esprimere le proprie potenzialità”. Bertoldi ha definito “strumentale” la scelta di far vivere i giovani nei quartieri problematici “per limitare il degrado”; inoltre ha spiegato che “il Comune tende a intercettare solo una parte dei giovani, quelli più attivi e impegnati, mentre ci si dovrebbe rivolgere a tutti, a partire da quelli che non hanno rapporti con le istituzioni, che sono la maggioranza”.

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