La Polizia di Modena fa il bilancio di un anno di attività

Più controlli, più arresti, più espulsioni. Massima attenzione anche nel 2023 per reati di violenza di genere e in famiglia, baby gang e furti. E più attenzione per edifici occupati abusivamente con eventuale coinvolgimento del sindaco e richiamo ai proprietari. Sempre più prevenzione e programmazione di interventi e operazioni investigative mirate e brevi per colpire aspetti specifici del crimine più diffuso. Il questore di Modena Silvia Burdese ha presentato quattro pagine di dati sull’operato della polizia di stato nel 2022 che mostrano una crescita costante delle attività e la presenza di criticità sociali diffuse, come la delinquenza giovanile. Controllo del territorio: l’identificazione è arrivata a quota 65.153 persone. Una crescita del 20% per tutta la provincia e addirittura del 40% per l’area urbana. Denunciate 1631 persone, di cui 683 stranieri e 256 minori ed arresto o fermo di 295 persone, di cui 189 stranieri e 5 minori. Sono 295 gli arrestati di cui 189 stranieri e 5 minorenni, una crescita del 32%. E 319 gli stranieri espulsi con una +203%. Infine, sequestrati 376 chili di stupefacenti con una crescita del 190%. Dati che indicano, secondo il questore, l’effetto positivo di una programmazione a tappeto attraverso 65 tavoli tecnici del Comitato per la sicurezza provinciale e altro. È evidente il grave problema sociale della delinquenza minorile: baby gang, spaccio e gesti violenti hanno prodotto 256 denunce e 5 arresti ai quali si aggiungono 246 minori stranieri non accompagnati e rintracciati, altri fenomeno preoccupante.La sicurezza è percepita anche da chiamate e interventi che nel 2022 sono stati in forte crescita non solo rispetto al 2021, anno di Covid, ma anche del 2019, anno preCovid. Il dato parla di 102.980 chiamate arrivate alla sala Operativa di via Palatucci alle quali si sommano 38.149 ai commissariati di Sassuolo, Carpi e Mirandola per un totale di circa 140mila chiamate. Che si sono risolte, per Modena, in 6.419 interventi di polizia. A questi vanno aggiunti controlli, pattugliamenti ordinari e straordinari e “uscite tematiche” come i controlli di clandestini o contro lo spaccio, anche col reparto Prevenzione Crimine di Reggio. Parlano i dati dei documenti della Divisone Anticrimine, dopo questi interventi. Sono 112 i fogli di via obbligatorio, 81 gli avvisi orali, 2 i sorvegliati speciali in città, 3 Daspo sportivi e 7 quelle urbani, 78 ammonimenti per atti persecutori e stalking più controlli ai domiciliari e altre verifiche simili per persone sottoposte a misure cautelari. E a proposito di stalking e violenze di genere, purtroppo resta molto elevate i numero di interventi di Codice Rosso: 221. A questi dati vanno aggiunti i provvedimenti e le sanzioni della polizia amministrativa – importanti quelli contro i locali irregolari e gli sforamenti di orari per le videolottery. Anche l’Ufficio immigrazione ha prodotto un numero elevato di pratiche: 35.688 permessi di soggiorno rilasciati e 637 negati o revocati. Uno su sei, insomma. Da segnalare i quasi 28mila passaporti rilasciati. Lunga la lista delle operazioni della Squadra Mobile diretta dal dottor Mario Paternoster, tutti casi già riferiti nella cronaca giorno per giorno culminati con il grande rave della Bruciata a fine ottobre.Commenta il questore Burdese: «Questi dati indicano un risultato che ci rende più forti per affrontare i 2023 e ci chiariscono le idee su quelli che sono gli obiettivi che ci diamo. Alcune situazioni le abbiamo già affrontate, siamo già a metà del guado ma c’è sicuramente ancora molto da fare in alcuni settori. In alcuni quartieri ci muoviamo in attuazione alle direttive del Dipartimento che crede sempre di più una polizia predittiva cioè analizza marcando il nostro territorio. Le nostre competenze sono una risposta per cercare non solo di contrastare ma di prevenire il crimine. Su questi presupposti alle prossime sedute del Comitato per la sicurezza partiremo dai fenomeni di violenza di genere, il fenomeno baby gang, i furti in abitazione, nei negozi e per strada e dall’attenzione che dobbiamo sempre tenere alta sulle aggregazioni giovanili moleste e talvolta violente». Nel frattempo proseguono gli incontri con gli studenti nelle scuole modenesi.

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