Patrimonio mondiale in festa 2021, i segreti di Piazza Grande (video)

Da sabato 2 a domenica 10 ottobre, visite guidate, itinerari, incontri, narrazioni e attività per bambini. Si partecipa su prenotazione e con il Green pass

Un percorso alla scoperta della lunghissima storia del Palazzo comunale, seguendone le tracce nelle facciate medievali, nei sottotetti, nelle carceri cittadine; una visita narrata al crepuscolo per “fare luce” sulle storie sacre e profane scolpite nella pietra della Cattedrale; la presentazione degli angeli ritrovati della pala di Dosso Dossi. Sono alcuni degli appuntamenti della quarta edizione di “Modena Patrimonio mondiale in festa”, la manifestazione che da sabato 2 a domenica 10 ottobre offrirà l’occasione per scoprire i segreti del sito Unesco di piazza Grande, con il Duomo e la Ghirlandina, attraverso opere straordinarie e luoghi nascosti, per lo più inaccessibili al pubblico. Una proposta di visite guidate, itinerari, incontri, narrazioni e attività per bambini e famiglie, arricchita anche da tre brevi video documentari, realizzati per l’occasione, che consentono di approfondire l’unicità del patrimonio Unesco e che saranno presentati durante i giorni della festa nella Sala del Fuoco di Palazzo Comunale e nella saletta dove è esposta la Campana della comunità; i video saranno anche visibili on line (sui siti www.unesco.modena.it e www.visitmodena.it).

“Modena patrimonio mondiale in festa” ha l’obiettivo di diffondere e condividere la conoscenza e la consapevolezza del complesso monumentale di piazza Grande, dichiarato nel 1997 Patrimonio mondiale dell’umanità. La manifestazione è stata presentata in Municipio, nella sala della Minor cella, dove un tempo si trovavano le prigioni nelle quali furono rinchiusi anche i Carbonari, mercoledì 29 settembre, dall’assessore alla Cultura Andrea Bortolamasi e dall’assessora alla Promozione della città e Turismo Ludovica Carla Ferrari, insieme a Serena Goldoni, Museo Civico-Coordinamento del sito Unesco, a Simona Roversi, direttrice dell’Ufficio diocesano Beni culturali ecclesiastici e a Claudio Rangoni Machiavelli, in rappresentanza della Fondazione Banco San Geminiano e San Prospero. Il programma è stato progettato dal Coordinamento del sito Unesco, in collaborazione con il Comune di Modena (servizio di Promozione della città e turismo) e il Museo Civico e con il contributo della Fondazione Banco San Geminiano e San Prospero.

Partecipare alle iniziative e alle visite guidate costa 3 euro, che consentiranno di raccogliere fondi da destinare alla campagna “Io sono Patrimonio dell’Umanità”, che mira ad accrescere ancora di più nei cittadini modenesi il senso di appartenenza nei confronti del Sito Unesco e a stimolare un sentimento di identità, tutela e valorizzazione verso ciò che rappresenta un motivo di orgoglio per la storia della città. I contributi raccolti nel corso dell’edizione 2020 hanno consentito di riportare a Palazzo Comunale la campana civica, realizzata nel 1310 da Guido da Modena. La campana, che è ora custodita, visibile a tutti, nella saletta che affaccia sul portico di piazza Grande è anche tra i protagonisti dell’edizione 2021 della festa.

Tutte le attività sono a numero chiuso nel rispetto delle normative anti Covid per garantire massima sicurezza a pubblico e operatori: per partecipare è necessario, quindi, prenotarsi sul sito di VisitModena (www.visitmodena.it/it/eventi/io-sono-patrimonio-dellumanita) o allo Iat, Ufficio informazione e accoglienza turistica di piazza Grande 14 (tel. 059 2032660, e-mail info@visitmodena.it), ed esibire il Green pass al momento della partecipazione all’evento.

IL PROGRAMMA

Visite guidate a Palazzo comunale e alla cattedrale, incontri sul patrimonio campanario e sul il restauro della pala di Dosso Dossi, narrazioni e una caccia al tesoro

“Palazzo comunale, è una lunga storia…” è una delle tre visite guidate proposte in più repliche, da sabato 2 a domenica 10 ottobre, nel corso della manifestazione “Patrimonio mondiale in festa”. La seconda, intitolata “Una foresta di simboli all’ombra della cattedrale”, porta alla scoperta dei codici miniati dell’Archivio diocesano nel Palazzo arcivescovile, mentre la terza, “Luce sulle storie sacre e profane della cattedrale”, racconta al crepuscolo le scene delle lastre scolpite del meraviglioso “libro di pietra” della Cattedrale.

La visita guidata a Palazzo comunale ripercorre i secoli di storia dell’edificio, dalla più antica ed esotica pietra di Modena alle costruzioni medievali all’orologio del Gavioli, si potrà effettuare sabato 2 ottobre alle 11 e alle 18; domenica 3 alle 11.30 e alle 17; martedì 5 alle 14; venerdì 8 alle 17.30 e alle 19; sabato 9 alle 11 e alle 18 e domenica 10 ottobre alle 11.30 e alle 17.

La visita guidata all’Archivio diocesano è in programma sabato 2 ottobre alle 16 e alle 18; mercoledì 6 e sabato 9 ottobre alle 17; mentre quella serale al “libro di pietra” del Duomo si farà mercoledì 6 ottobre alle 20.30 e sabato 9 alle 21. Tutte le visite sono su prenotazione e con Green pass.

Il programma della festa del sito Unesco ripropone anche l’itinerario “Il Duomo tra libero arbitrio, liberazione e salvezza” che, per tutta la settimana, consente una visita guidata ma in autonomia dell’apparato decorativo della cattedrale, seguendo il tema della libertà, grazie a una brochure gratuita da ritirare presso i Musei del Duomo. E, per tutta la settimana, è possibile salire sulla Ghirlandina: la torre civica è aperta dal martedì al venerdì dalle 9.30 alle 13 e dalle 14.30 alle 17.30; il sabato e la domenica con orario continuato dalle 9.30 alle 17.30; la visita si prenota sul sito visitmodena.it.

La “Campana della comunità”, realizzata da Guido da Modena nel 1310 e recentemente ritornata nella sede originaria del Palazzo comunale, sarà al centro di un percorso guidato con evento musicale a cura dell’associazione Campanari di Modena. L’itinerario parte dalla Preda ringadora sabato 2 e domenica 3 ottobre, alle 15, alle 16, alle 17 e alle 19. Giovedì 7 ottobre alle 17 a Palazzo dei Musei, si svolge invece l’incontro “Il patrimonio campanario, bene prezioso da tutelare e valorizzare”.

La mattinata di sabato 9 ottobre è occasione di approfondimento su studi e ricerche riguardanti le opere d’arte presenti nel Sito. Presso la Sala Ex Oratorio di Palazzo dei Musei, l’incontro “Nascita di un itinerario invisibile”, a cura di Sonja Testi, ripercorre la storia degli interventi delle maestranze campionesi sulla Cattedrale, descrivendo un itinerario ideale; mentre Simona Roversi dell’Ufficio diocesano Beni culturali presenta il restauro della Pala di Dosso Dossi, con il restauratore Daniele Bizzarri e Mirella Cavalli della Soprintendenza, raccontando le fasi di indagine e l’intervento conservativo che hanno svelato interessanti aspetti inediti dell’opera, oggi tornata in Duomo.

Dedicati a bambini e famiglie, con ritrovo presso Preda ringadora in Piazza grande, la narrazione di Marco Bertarini “Segreti e segreti di palazzo” su prenotazione e “La mia piazza non ha segreti”, una caccia al tesoro in collaborazione con il gruppo scout Agesci Modena 3, senza obbligo di prenotazione.

Tutti gli appuntamenti sono su prenotazione e con esibizione del Green pass all’ingresso. Prenotazioni: online www.visitmodena.it o presso Iat di Piazza Grande, 14. Informazioni: www.unesco.modena.it

I VIDEODOCUMENTARI

Alla scoperta dei segreti e dei luoghi nascosti del sito Unesco: la Campana di Guido da Modena, la storia del Palazzo comunale e il restauro della pala di Dosso Dossi

I segreti di piazza Grande e, in particolare, della Campana della comunità, del Palazzo comunale e della Pala di Dosso Dossi custodita in Duomo, vengono raccontati nei tre videodocumentari, realizzati per l’occasione, che saranno proiettati per tutta la settimana della festa del patrimonio Unesco nella Sala del Fuoco di Palazzo comunale e nella saletta della Campana della comunità che affaccia sul portico della piazza.

Risale al 1310 la Campana della comunità protagonista di uno dei tre videodocumentari: realizzata da Guido da Modena, era collocata sulla sommità di quella che allora era la torre del Comune, oggi Torre Mozza, e suonava per segnalare ai cittadini la convocazione del Consiglio comunale. La campana, che è ancora in grado di suonare, dalla fine dell’Ottocento appartiene alla raccolta di antichi strumenti musicali del Museo civico ed è tornata da poche settimane a Palazzo comunale, dopo essere stata custodita per circa vent’anni nella sede di Quartiere di piazzale Redecocca, grazie alla campagna di partecipazione “Io sono patrimonio dell’Umanità”.

Il secondo video è dedicato alla storia, lunga e ricca di segreti, del Palazzo comunale che riunisce otto edifici costruiti in epoche diverse. Il documentario ripercorre la storia del Palatium Vetus, eretto nel 1194, seguendone le tracce all’interno della costruzione attuale. Nascoste dal porticato costruito tra il Seicento e l’Ottocento, si ritrovano ancora le trifore che si aprivano nella facciata del Palazzo della Regione, o dei Notai, costruito nel 1216, mentre risale al Rinascimento l’utilizzo della Sala del Fuoco come aula del Consiglio. Passando di sala in sala, si scoprono segreti ben nascosti come tele che si fingono arazzi o le carceri dove erano imprigionati i carbonari, riconoscibili anche dalla doppia grata che affaccia sul ballatoio con due feritoie allargate per consentire alle guardie di far passare la scodella del pasto senza entrare in contatto con il prigioniero. Ma sono molte altre le anime, drammatiche, festose e solenni, del Palazzo che vengono svelate nel video.

Il terzo documentario è dedicato alle scoperte portate alla luce dal restauro della Pala di Dosso Dossi dedicata alla Madonna con Gesù bambino e conservata in Duomo. Il 5 gennaio 1518 i preti della Mensa comune del Duomo commissionarono una grande pala per la loro cappella dedicata a San Sebastiano e San Rocco a Giovanni Francesco Luteri, conosciuto come Dosso Dossi, allora pittore di corte del duca Alfonso I d’Este. Il grande dipinto raffigura in alto la Vergine con Gesù bambino e i santi Lorenzo e Rocco mentre in basso si riconoscono Giovanni Battista, san Sebastiano Martire e Giobbe. La pala, ritenuta dagli studiosi tra i capolavori di Dosso Dossi, da diversi anni mostrava problemi conservativi ed è stata quindi sottoposta a un restauro che ha riportato alla luce, nella parte alta del dipinto, le figure di due cherubini e di un bellissimo angioletto rimaste coperte per secoli.

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