Corinaldo / Operazione Carabinieri, 4 persone in custodia cautelare per attività mafiosa

Dalle prime ore del mattino i Carabinieri dei Nuclei Investigativi dei Comandi Provinciali di Modena e Ancona stanno dando esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal GIP del Tribunale di Bologna, su richiesta della Procura della Repubblica – D.D.A. di Bologna, nei confronti di 4 persone (3 in carcere e 1 ai domiciliari), indagate, a vario titolo, in concorso tra loro, di lesioni personali, detenzione abusiva di armi e munizioni, ricettazione, detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e violenza privata, con l’aggravante di cui all’art. 416 bis.1 c.p. per reati connessi ad attività mafiose.

LA VICENDA
Uno dei componenti del gruppo di giovani ritenuto responsabile della strage alla discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo è ora destinatario, insieme ad altre tre persone (una delle quali è il padre di un altro indagato per la stessa vicenda), di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Bologna, su richiesta della Dda, a fronte delle ipotesi di reato, a vario titolo, di lesioni personali, detenzione abusiva di armi e munizioni, ricettazione, detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e violenza privata, il tutto con l’aggravante di reati connessi ad attività mafiose. Tra i destinatari delle misure cautelari (3 in carcere e uno ai domiciliari) c’è il ventenne di Castelfranco Emilia (Modena) Ugo Di Puorto, figlio di Sigismondo Di Puorto, quest’ultimo ritenuto reggente del clan dei Casalesi in provincia di Modena.

Ugo Di Puorto risulta appunto anche come figura centrare nel gruppo che avrebbe causato la strage alla Lanterna Azzurra. A portare alle nuove misure cautelari, nate appunto da uno stralcio del fascicolo su Corinaldo, le indagini dei carabinieri del nucleo investigativo di Ancona e Modena.
I militari hanno scoperto che alcuni soggetti coinvolti nell’inchiesta su Corinaldo erano in possesso di armi, successivamente i carabinieri di Modena hanno arrestato un uomo sempre legato al gruppo poiché trovato in possesso di 230 grammi di cocaina e due pistole rubate. In questo contesto è anche emerso che Ugo Di Puorto dopo aver avuto un diverbio per futili motivi con un altro giovane di Castelfranco Emilia lo aveva malmenato, per poi interpellare gli altri destinatari dei provvedimenti cautelari, a disposizione del clan, affinché gli procurassero un’arma da utilizzare per risolvere la controversia.

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