Fabio Munzone: “Carichi di lavoro modificati, i rinvii non fanno bene, ma ci faremo trovare pronti dal 22”

Parla il preparatore atletico del Modena

Aver dovuto rimandare sempre il rientro in campo nelle prime due settimane ha complicato i piani di allenamenti anche dello staff atletico delle squadre. A confermalo è proprio il preparatore del Modena Fabio Munzone, il quale ha spiegato come sì alcuni carichi di lavoro siano stati modificati, ma anche come si sia cercato di mantenere il programma delle sedute il più classico possibile. “Abbiamo cercato di normalizzare il più possibile il lavoro di questo periodo. Abbiamo cercato di fare quello che avremmo fatto in una settimana normale. Non avendo la partita abbiamo leggermente modificato i carichi in alcuni giorni mantenendo una routine di lavoro simile a quella delle settimane ‘tipo’, questo perché più ci si abitua ad un certo ritmo di lavoro, più l’allenamento è efficace”.

Il rientro sarà un’incognita, per il Modena come per tutte le altre squadre. E il lavoro dei preparatori atletici canarini, in questo frangente, si sta concentrando soprattutto per il mese di febbraio, dove si giocherà in media una partita ogni 4 giorni. Al momento la squadra sta bene, dalla prossima settimana anche quei pochi che ora stanno lavorando parzialmente a livello individuale saranno nuovamente in gruppo, eccezion fatta per Marotta che ha accusato un piccolo problemino e per cui verranno fatti esami nei prossimi giorni. E proprio sul capitolo infortuni, che nella prima parte di stagione ha flagellato il Modena, Munzone si è voluto concentrare.

Munzone spiega che oramai il richiamo della preparazione estiva non si fa piu. “Non si fa più il famoso richiamo di un tempo, il lavoro è molto cambiato negli ultimi 15 anni. Nella pausa invernale si sistema qualche piccola cosa nei singoli giocatori e poi si torna a fare subito un ciclo di lavoro normale”.

Il Modena nell’andata è stato falcidiato dagli infortuni. Qual è la situazione? “Per alcuni casi abbiamo alcune spiegazioni, per altri ci sono spiegazioni più profonde su cui stiamo indagando proprio in questi giorni. In un paio di casi si tratta di giocatori che si sono trovati di fronte ad un impegno agonistico compresso (tante partite in poco tempo) ed era una di quelle cose che potevano succedere. Quando si lavora con atleti di alto profilo e si cerca la massima prestazione si va a volte al limite delle capacità, ma anche la conoscenza reciproca passa attraverso questi episodi. Non è una questione di metodo diverso, fa parte del gioco”.

Negli ultimi due anni si è posto anche il problema del rientro dei giocatori che hanno contratto il Covid: “Abbiamo riscontrato una minore capacità metabolica per i giocatori che rientrano dal Covid, non sono un ematologo o un immunologo, ma sicuramente il virus dà una minore capacità di recupero per il problema del trasporto dell’ossigeno. Chi è stato in isolamento, anche se asintomatico, faceva a casa alcuni lavori per non farsi trovare impreparato, ma abbiamo comunque gestito in maniera progressiva il rientro nei primi tre o quattro giorni”.

I rinvii delle prime partite dell’anno causeranno un intensificarsi degli impegni nel mese di febbraio, anche marzo era già molto denso di partite: “Sarà un periodo impegnativo dal punto di vista fisico e mentale, ci saranno pochissimi momenti per fare allenamento e tanto lavoro di recupero. Il lavoro che stiamo facendo ora è orientato a quello che potrà accadere nei mesi di febbraio e marzo che saranno molto intensi con tante infrasettimanali. Sono rientrati quasi tutti in gruppo tranne un paio che stanno facendo un lavoro di rientro e la prossima settimana dovrebbero essere tutti a disposizione, Marotta sarà l’ultimo a rientrare per un piccolo problemino. La cosa che manca in questo periodo è l’impegno agonistico, abbiamo dovuto ripiegare su amichevoli in famiglia che non sono confrontabili con un impegno vero.

Il Modena tornerà in campo il 22 gennaio (salvo altre disposizioni), un mese dopo l’ultima partita giocata. “Dal punto di vista fisico il Modena sarà una squadra che ha lavorato e si è rigenerata, anche perché siamo arrivati dopo le dodici vittorie molto provati, c’era molta pressione sia dal punto di vista fisico che mentale. Mi aspetto una squadra in buona condizione, c’è l’incognita dei 90 minuti, ma sarà così per tutti”.

Munzone parla del mister Tesser, con il quale ha già lavorato a Pordenone. “Una persona estremamente equilibrata e competete e mette a proprio agio le persone che lavorano con lui, ci conosciamo da tanti anni e per quello che ricordo io è sempre stato così. In rosa ci sono alcuni giocatori decisamente performanti, fuori dalla media per diverse caratteristiche. Per la quantità di lavoro svolto, il giocatore che mi ha impressionato di più è Gerli perché fa una quantità di metri in velocità veramente elevati ma come lui altri, anche per il ruolo che hanno, come Mosti e Azzi. Notevoli sono anche la prorompenza di Bonfanti, la capacità esplosiva di Minesso, la rapidità e la coordinazione di Giovannini. Diversi hanno qualità elevate, ma in generale tutti i giocatori dal punto di vista metabolico hanno qualità notevoli, Scarsella ad esempio fa volumi veramente elevati. Meglio averli con noi che come avversari”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.