Famiglie, politiche e servizi per sostenere la natalità

Incontro on line martedi dalle 18 alle 20

Nell’incontro promosso dal Centro famiglie in programma on line martedì 25 gennaio la presentazione dei risultati del Progetto Pilota a cui partecipano istituzioni e terzo settore

“Allarghiamo la famiglia? Dal desiderio alla realtà”: le domande che si pongono le famiglie rispetto a un possibile progetto genitoriale sono tante e complesse; maternità e paternità sono oggi più tutelate che in passato, ma non sufficientemente valorizzate.

Il nuovo incontro promosso dal Centro per le famiglie di Modena, in programma on line martedì 25 gennaio dalle 18 alle 20, è orientato al tema della scelta di avere un figlio con un focus sulle difficoltà economico sociali che possono influenzare tale decisione, come azioni di conciliazione tempi di cura e lavoro, assegni familiari, contratti lavorativi, servizi per l’infanzia. L’evento è organizzato in collaborazione con il Centro Servizi per il Volontariato che lo scorso anno ha promosso un progetto in rete sulla Natalità.

Dopo l’introduzione di Giuseppe Masellis del Csv Terre Estensi, interverrà la professoressa Silvia Demozzi associata di Pedagogia presso il dipartimento di Scienze dell’Educazione. Successivamente Caterina Liotti del Centro Documentazione Donna e Silvana Borsari direttrice sanitaria dell’Ausl di Modena illustreranno contenuti e dati del Progetto Pilota Natalità. Ricerca e sperimentazioni per promuovere politiche a favore della natalità, genitorialità e conciliazione.

Per partecipare occorre iscriversi o collegarsi al link (https://forms.gle/1nkC63Jgd4vxr9Ac6); per informazioni si può contattare il Centro per le Famiglie: tel. 059 8775846 (email: centroperlefamiglie@mediandoweb.it)

Promosso da Csv Terre Estensi e finanziato da Fondazione di Modena, il Progetto Pilota Natalità è un progetto di comunità nato con l’obiettivo di mettere allo stesso tavolo i rappresentanti delle Istituzioni, della Sanità, del mondo delle imprese, dei lavoratori autonomi, dei sindacati. Ne sono partner: Centro Documentazione Donna, UniMoRe-CAPP, Provincia di Modena, Comune di Modena, Associazione Buona Nascita, Azienda USL, Azienda Ospedaliera-Universitaria di Modena, Azienda Ospedaliera di Sassuolo. Inoltre, il progetto si è potuto avvalere del contributo scientifico e culturale di Silvia Vegetti Finzi membro del Comitato Nazionale di Bioetica e dell’Osservatorio Permanente infanzia e adolescenza.

Il progetto prende in esame il contesto degli ultimi anni caratterizzato dal problema della denatalità e degli effetti negativi che essa ha sul piano sociale, economico, culturale e intende intervenire sulla dimensione culturale per promuovere un cambiamento di visione capace di migliorare le pratiche di welfare pubblico e privato e le politiche a favore della natalità, genitorialità e conciliazione nella provincia di Modena. Per farlo ha innanzitutto realizzato un’analisi della situazione modenese e delle policies adottate dalle imprese per il sostegno alla natalità/genitorialità, curata da Unimore e Fondazione Biagi. Altri risultati raggiunti sono stati: creare una rete di organizzazioni del Terzo settore che operano su queste tematiche, ma in modo frammentato e poco conosciuto e metterle in relazioni con gli altri attori pubblici e privati che hanno aderito al progetto; geolocalizzare i servizi di welfare pubblico/privato sociale sui temi della natalità e genitorialità; porre le condizioni per intervenire sulla dimensione culturale e promuovere un cambiamento di visione capace di migliorare le pratiche/politiche di welfare pubblico e privato a favore della natalità, genitorialità e conciliazione; stilare il profilo di competenze di una figura professionale a supporto dei genitori e delle imprese

che decidono di applicare politiche di welfare aziendale.

Il progetto intende infatti contribuire all’ideazione di progetti di comunità a favore della natalità e della genitorialità anche tracciando il profilo di una nuova figura professionale che sia di supporto a imprese, lavoratori e lavoratrici per individuare i percorsi più idonei per favorire l’armonizzazione dei tempi di vita e di lavoro. Altra proposta a cui sta lavorando è quella di geolocalizzare i servizi che le associazioni offrono sui temi della genitorialità e armonizzazione dei tempi di vita e di lavoro,

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