La ‘Notte degli archivi’, per leggere il mondo che cambia (video)

Venerdì 10 giugno, nove archivi modenesi, pubblici e privati, in rete per proporre iniziative, tra mostre e incontri, alla scoperta delle innumerevoli storie che custodiscono.


(da sx: Debora Dameri, Archivio storico comunale; Andrea Bortolamasi, assessore alla Cultura; Sara Uboldi, in rappresentanza dell’Archivio di Stato; Federica Collorafi, Archivio storico diocesano)


(La Notte degli archivi, i rappresentanti di tutti gli archivi partecipanti)

Sono innumerevoli le storie custodite negli archivi che, attraverso atti, documenti, fotografie, testamenti, contratti, video, raccolte di giornali e molto altro, descrivono la società e ne raccontano l’evoluzione.

E proprio “L’archivio per leggere il mondo che cambia” è il tema che unisce le iniziative proposte da nove archivi pubblici e privati modenesi, per la prima volta in rete tra loro, nella Notte degli archivi in programma venerdì 10 giugno, dal primo pomeriggio fino a tarda serata, nell’ambito della manifestazione nazionale “Archivissima 2022/Change”.

Il programma di “Archivi di Modena in rete”, riunisce l’Archivio Storico comunale, che ha coordinato l’iniziativa, l’Archivio di Stato, l’Archivio Storico diocesano di Modena e Nonantola, l’Archivio Storico di Bper Banca e l’Archivio dell’Anmig insieme agli archivi dell’Accademia nazionale di Scienze Lettere e Arti, della Fondazione Collegio San Carlo, dell’Istituto storico di Modena in collaborazione con Asp, e del Centro documentazione donna, ognuno dei quali racconta, dal proprio particolare punto di vista, il cambiamento della società modenese attraverso mostre e incontri.

L’iniziativa è stata presentata questa mattina, martedì 7 giugno, con una conferenza stampa alla quale sono intervenuti Andrea Bortolamasi, assessore alla Cultura del Comune di Modena; Debora Dameri, Archivio storico del Comune di Modena; Sara Uboldi, in rappresentanza dell’Archivio di Stato; Federica Collorafi, Archivio storico diocesano; i rappresentanti degli archivi che partecipano alla manifestazione.

Nel dettaglio, l’Archivio storico comunale propone la mostra di Gianni Martini “Io sono chi erano”. Attraverso le opere allestite nelle sale dove si conserva la memoria della comunità, l’artista punta a coinvolgere il visitatore proponendo l’archivio come fonte di emozioni. La mostra, che prosegue fino al 29 luglio, sarà aperta dalle 15 alle 21; alle 15.30 e alle 18 sono previste presentazioni con l’artista (www.comune.modena.it/archivio-storico).

L’Archivio di Stato propone il progetto “Archivi e salute. La scatola della memoria” realizzato da Vanda Menon e Sara Uboldi che usa i documenti archiviati come strumento per offrire stimoli a sostegno della memoria e misurare l’impatto sociale della cultura, in particolare negli anziani con demenza. Alle 17 è in programma una conferenza, l’archivio è aperto fino alle 19.30 (www.asmo.beniculturali.it/home).

“Dall’Accademia dei Dissonanti all’Accademia nazionale” è il titolo della mostra (aperta fino al 24 giugno) proposta dall’Accademia di scienze, lettere e arti che ricostruisce la sua storia secolare di luogo di studio e confronto fin dai tempi del Ducato estense. Venerdì 10 giugno è aperta dalle 15 alle 21; visite guidate alle 16.30 e alle 18.30 (www.accademiasla-mo.it).

Come è cambiato l’Archivio storico diocesano quando il governo di Napoleone si è insediato negli stati estensi è il tema della mostra “Cambiare registro! Organizzare l’archivio all’arrivo dei francesi”. La mostra è aperta dalle 15 alle 21; presentazioni alle 15 e alle 18 (www.archiviodiocesano.mo.it).

La Belle Époque dell’economia è raccontata nella mostra proposta da Bper Banca nella quale i documenti dell’Archivio storico della banca dialogano con i documenti di tre aziende del territorio per raccontare una storia nuova. La mostra, aperta fino al 26 giugno, è aperta dalle 14 alle 23; visite guidate alle 17, 19, 21 (www.lagalleriabper.it).

“Luci sul Novecento” è l’iniziativa proposta dalla Fondazione Collegio San Carlo: i grandi cambiamenti del secolo scorso, dal telefono all’elettricità, ma anche la scienza e il ruolo delle donne, vengono raccontati dalle voci dei protagonisti. Dalle 21 alle 23 (www.fondazionesancarlo.it).

Istituto storico di Modena e Asp raccontano con documenti, fotografie e oggetti di vita quotidiana, la grande novità dell’assistenza all’infanzia del Patronato per i figli del popolo, istituto laico nel panorama dell’assistenza religiosa di fine Ottocento. Aperta dalle 15 alle 21; visite guidate alle 18 e alle 19 (www.istitutostorico.com).

“Storie giovani e storie antiche” raccontate dai fascicoli personali dei mutilati delle guerre del Novecento è l’iniziativa dell’Archivio Anmig, aperta dalle 18.30 alle 21 (www.anmigmodena.it).

Il Centro documentazione donna propone la narrazione, sviluppata con parole e immagini documentarie, del grande cambiamento della società e dell’identità delle italiane con la conquista del diritto di voto a partire dalla Resistenza e dall’esperienza di Gabriella Degli Esposti. Il centro, con possibilità di visitare l’archivio, è aperto dalle 15 alle 20; l’incontro è alle 18.30 (www.cddonna.it).

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