42 anni fa la strage alla stazione / Mattarella: “‘Dovere dello Stato la ricerca della verità completa’

‘Repubblica grata a familiari per azione solidale e tenacia’

“L’ordigno che 42 anni or sono uccise a Bologna persone casualmente presenti quella mattina alla stazione ferroviaria, risuona ancora con violenza nel profondo della coscienza del Paese.

Fu un atto di uomini vili, di una disumanità enza uguali, tra i più terribili della storia repubblicana.

Un attacco terroristico che pretendeva di destabilizzare le istituzioni democratiche e seminare paura, colpendo comuni cittadini impegnati nella vita di tutti i giorni. Nel giorno dell’anniversario il pensiero si volge anzitutto ai familiari, costretti a patire il dolore più grande, che hanno saputo trasformare in impegno civile, per testimoniare all’intera società che le strategie del terrore mai prevarranno sui valori costituzionali della convivenza civile. L’azione solidale dei familiari merita la gratitudine della Repubblica. La loro tenacia ha sostenuto l’opera di magistrati e di servitori dello Stato che sono riusciti a fare luce su autori, disegni criminali, ignobili complicità. La matrice neofascista della strage è stata accertata in sede giudiziaria e passi ulteriori sono stati compiuti per svelare coperture e mandanti per ottemperare alla inderogabile ricerca di quella verità completa che la Repubblica riconosce come proprio dovere”. Lo afferma il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nell’anniversario della strage di Bologna del 2 agosto 1980.

“Siamo qui a ricordare a tutti noi che la lunga scia di sangue che ha attraversato Bologna e lasciato tante vittime e piaghe nel nostro popolo, era diretta a colpire la Bologna antifascista e democratica, diga contro il dilagare di tendenze eversive che volevano colpire la nostra democrazia. Tentativi tutti, Strage del 2 agosto, Italicus, 904, Ustica, Uno Bianca, fino al corpo di Marco Biagi, messi insieme da un infame impasto di fascismo, terrorismo, criminalità comune e istituzioni deviate che volevano minare nella profondità la nostra democrazia”. Così il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi alla cerimonia del 2 agosto.

L’esplosione alla stazione provocò 85 vittime e 200 feriti. Nuova inchiesta, Gelli mandante. Cavallini, ergastolo al quarto Nar. Il racconto di un pompiere. © ANSA

“In tutte queste situazioni – ha aggiunto il ministro nella commemorazione con i familiari delle vittime della Strage nel cortile di Palazzo D’Accursio, prima del corteo verso la stazione bolognese – la nostra amata Bologna ha tenuto. Partigiana e repubblicana, lo è sempre stata, ancora una volta ha insegnato al Paese che la nostra costituzione non è un pezzo di carta, ma il fondamento vero della nostra Repubblica e vita comune”.

“In tutte queste situazioni – ha aggiunto il ministro nella commemorazione con i familiari delle vittime della Strage nel cortile di Palazzo D’Accursio, prima del corteo verso la stazione bolognese – la nostra amata Bologna ha tenuto. Partigiana e repubblicana, lo è sempre stata, ancora una volta ha insegnato al Paese che la nostra costituzione non è un pezzo di carta, ma il fondamento vero della nostra Repubblica e vita comune”.

“Finalmente quest’anno c’è stato il processo ai mandanti, in primo grado ha dato una sentenza importante, che ha confermato quelle che per noi erano intuizioni. Adesso la Corte di assise ha confermato che la strage di Bologna è stata finanziata dalla loggia massonica P2, protetta dai vertici dei servizi segreti e eseguita da terroristi fascisti. Cominciamo ad avere sentenze è sempre più difficile confondere le acque con piste assurde”. Così il presidente dell’associazione dei familiari delle vittime della Strage del 2 agosto 1980, Paolo Bolognesi, nel suo intervento nel cortile del Comune nel giorno del 42/o anniversario.

Sbloccare la legge che tutela le vittime di terrorismo e stragi. Lo ha ribadito il presidente dell’associazione dei familiari delle vittime del 2 agosto 1980 Paolo Bolognesi. “Da 18 anni – ha detto – c’è una legge licenziata in parlamento nell’agosto del 2004. Diciotto anni per farla funzionare sono troppi. Finalmente avevamo una legge che stava concludendo l’iter con il favore governo del e tutti i partiti hanno firmato”. Ma “in tutto questo iter” ci sarebbero problemi con “i ministeri economici che sembrano fare i furbetti”. “Qual è un motivo primo per affossare una legge? Dire che costa troppo”, ha detto Bolognesi, secondo cui bisogna evitare che le vittime “debbano fare causa per ottenere quello che gli spetta”, ha aggiunto, criticando “l’ottusità di quei ministeri”. “Diciott’anni senza normativa sono troppi, per qualche parruccone che vuole una corretta interpretazione”.

“Da settembre Palazzo d’Accursio sarà la sede dell’Associazione familiari vittime del 2 agosto, perché era giusto dare una sede degna a questa associazione, abbiamo scelto uno spazio importante quello che che era riservato alla collezione Morandi, per ospitare l’archivio e accogliere le scuole e portare avanti l’attività didattica. Significa tenere vicino al cuore l’associozione, proteggere questa istituzione della città”. Lo ha ricordato il sindaco di Bologna Matteo Lepore, dal cortile d’onore di Palazzo d’Accursio, dove sono iniziate le commemorazioni del 42mo anniversario della strage alla stazione di Bologna. “Oggi è molto attuale proteggere chi si batte per verità e giustizia, sono troppo recenti i depistaggi, dobbiamo proteggere e promuovere la memoria, ecco perché da settembre sarete qui nella casa di tutti i cittadini”, ha concluso il sindaco, rivolgendosi ai tanti familiari delle vittime presenti nel cortile d’onore con le loro gerbere bianche appuntate al petto.

Nel suo messaggio in occasione dell’anniversario della strage, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha scritto che “l’ordigno che 42 anni or sono uccise a Bologna persone casualmente presenti quella mattina alla stazione ferroviaria, risuona ancora con violenza nel profondo
della coscienza del Paese. Fu un atto di uomini vili, di una disumanità senza uguali, tra i più terribili della storia repubblicana. Un attacco terroristico che pretendeva di destabilizzare le istituzioni democratiche e seminare paura, colpendo comuni cittadini impegnati nella vita di tutti i
giorni”. Il capo dello Stato ha ricordato i familiari delle vittime, “costretti a patire il dolore più grande, che hanno saputo trasformare in impegno civile, per testimoniare all’intera società che le strategie del terrore mai prevarranno sui valori costituzionali della convivenza civile”.

“La matrice neofascista della strage è stata accertata in sede giudiziaria e passi ulteriori sono stati compiuti per svelare coperture e mandanti
per ottemperare alla inderogabile ricerca di quella verità completa che la Repubblica riconosce come proprio dovere”, ha sottolineato Mattarella.

Anche la presidente del Senato, Elisabetta Casellati, ha ricordato che “commemorare significa rinnovare un comune sentimento di vicinanza ai familiari delle vittime ed a tutti coloro che continuano a portare le cicatrici visibili e invisibili di quel vile atto di inaccettabile crudeltà. Ma significa soprattutto non dimenticare la coesione identitaria e la forza morale di un popolo che, unito nei valori della legalità e della Costituzione, ha saputo respingere l’ondata del terrore e dell’eversione armata”. Il presidente della Camera Roberto Fico, da parte sua, ha sottolineato che “il dolore dei
familiari delle vittime è stato acuito da anni di ambiguità, depistaggi e colpevoli lacune di una giustizia negata”, e ha aggiunto che “la sentenza di primo grado che ha recentemente concluso il nuovo processo offre – ferma restando la necessità di attendere l’esito definitivo e il giudicato – un importante contributo verso una compiuta ricostruzione di quanto avvenne quel 2 agosto. Verso una verità giudiziaria e storica”.

Su Twitter, il ministro degli Esteri Luigi di Maio ha commentato: “42 anni dalla strage di Bologna. Vite innocenti tragicamente spezzate, anche giovanissime. Una preghiera per loro e l’impegno per una ricerca della verità e una lotta al terrorismo sempre più incisive”.

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