Festivalfilosofia / “giustizia” nelle piazze di nuovo piene. “Parola” è il tema del 2023 (video)

Un’edizione tornata in piena capienza con le piazze colme e livelli di pubblico pre-pandemia: grande affluenza e partecipazione per lezioni, spettacoli e mostre. “Parola” il tema scelto per la 23esima edizione, dal 15 al 17 settembre 2023

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Tutto esaurito per il festivalfilosofia 2022. Un festival da record: complessivamente, pur non avendo ancora dati completi, è evidente che si è quantomeno tornati ai livelli delle migliori edizioni pre-Covid, quando si sfioravano le 200.000 presenze: il pubblico – che ha sfidato la pioggia di sabato mattina – ha affollato le lezioni dei grandi habituées, ma ha riempito le platee anche per autrici e autori al debutto. Ottimi riscontri anche dal programma artistico, con spettacoli molto partecipati e mostre che hanno ottenuto notevole affluenza.

Molto soddisfatti gli organizzatori, come conferma il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli: “Ho sentito crescere l’energia del festival sin dai giorni precedenti come pane che pian piano lievita: un volta pronto è stato distribuito a tutti nel segno della “giustizia” e ha sfamato la voglia di confronto e discussione. Lo spirito del festival e la sua magia hanno centrato l’obiettivo ancora una volta: tanti giovani hanno riempito le piazze appassionandosi a temi difficili come quello dei diritti e inoltre si è consolidato il turismo internazionale. Ma soprattutto Modena, Carpi, Sassuolo, hanno ripreso il ritmo di città aperte, luoghi di contaminazione di eventi e parole: ora dobbiamo raccogliere ciò che abbiamo ascoltato e alzare lo sguardo verso il futuro per trasformare queste riflessioni in azioni “giuste”.

“L’edizione 2023 del festivalfilosofia, in programma dal 15 al 17 settembre, sarà dedicata a “parola”, per discutere la centralità del linguaggio, della lingua e della presa di parola in un’epoca – caratterizzata dal dominio della comunicazione – che paradossalmente sembra tuttavia indebolirla – spiega il direttore scientifico Daniele Francesconi – Si mostrerà il carattere istitutivo e performativo della parola nei suoi vari registri, stando sul crinale tra natura evoluzionistica e carattere culturale del parlare. Tra “logos” e fondamenti teologici, creazione di mondi istituzionali e fantastici, la parola si rivelerà essenziale alla vita e alla convivenza, con la responsabilità che ne consegue di farne buon uso”.

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