All’ex campo sportivo Botti due palazzine residenziali


Ok al permesso di costruire convenzionato per l’area di via Cesare Costa. Previsti edifici in A4, verde, percorsi pedonali e parcheggi pubblici

All’ex campo sportivo “Botti” in via Cesare Costa verranno realizzate due palazzine residenziali per complessivi 22 alloggi, con aree verdi condominiali attrezzate con zone giochi, ma anche percorsi pedonali su strada, verde e parcheggi pubblici.

Il Consiglio comunale di Modena, nella seduta di giovedì 29 dicembre, ha infatti dato il via libera al relativo permesso di costruire convenzionato su richiesta della società Socedil srl, proprietaria dell’area con il voto a favore della maggioranza (Pd, Sinistra per Modena, Europa verde-verdi, Modena civica). Contrario il Movimento 5 stelle, astenuti Lega Modena, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Alternativa popolare, Gruppo indipendente per Modena.

“Nel 2007, con la Giunta Pighi – ha spiegato l’assessora all’Urbanistica Anna Maria Vandelli presentando la delibera – è stato fatto un piano per la ricollocazione di alcuni campi da calcio in luoghi più idonei. Solo alcuni degli interventi previsti sono stati fatti perché poi è subentrata la crisi: tra questi il campo Baroni che era in via Nonantolana ed è stato ricollocato in via Santa Caterina e, appunto, il campo Botti di via Cesare Costa, realizzato a Sant’Anna accanto alle scuole Anna Frank. Il percorso individuato per la ricollocazione dei campi da calcio – ha spiegato – prevedeva la vendita dell’area in dismissione da parte del Comune a privati con progetti di riconversione in residenziale dell’area che si impegnavano, con gli introiti derivanti dalla vendita degli alloggi, a realizzare le nuove infrastrutture sportive in altra sede. Nel caso dell’ex campo Botti – ha proseguito – il primo soggetto privato che aveva acquisito l’area è andato fallito, altrimenti quello spazio sarebbe già edificato da tempo, mentre l’area è rimasta finora abbandonata: ora è subentrato un nuovo privato pronto a effettuare l’intervento che, innanzitutto, rappresenta un’occasione di riqualificazione della zona, dove dopo la dismissione dell’impianto sono emersi problemi di sicurezza segnalati da più parti. Con l’intervento – ha aggiunto – si realizzeranno due palazzine con verde condominiale che affaccia sul lato della scuola lì presente, riportando decoro e maggiore sicurezza all’intera area”.

Il progetto consiste in una ‘ristrutturazione urbanistica’ attuabile mediante permesso di costruire convenzionato in quanto prevede la fusione di due lotti in due aree con disciplina simile ma con indici differenti e la rimodulazione delle capacità edificatorie ammesse per la riqualificazione dell’intera area.

Tra le opere di urbanizzazione primaria strettamente connesse all’intervento, per un valore complessivo stimato in 117 mila euro, è prevista la realizzazione di nove parcheggi, di cui uno per disabili e due con colonnine per la ricarica elettrica di autovetture, che saranno ceduti gratuitamente al Comune (per complessivi 577 metri quadrati) oltre alla monetizzazione di due ulteriori parcheggi. Su via Costa verranno realizzati percorsi pedonali, sarà sistemata la pubblica illuminazione e ripiantumato del verde (20 alberi ad alto fusto e 170 arbusti di essenze varie) a compensazione delle alberature che verranno rimosse per poter garantire l’accesso al lotto. La superficie permeabile sarà pari a oltre il 40 per cento del lotto.

Sull’area saranno appunto realizzati 22 alloggi al posto dei 28 previsti dagli strumenti urbanistici, le autorimesse pertinenziali saranno 26, 18 i posti auto e 65 i parcheggi per biciclette, di cui 28 in deposito e 37 sotto tettoia esterna. Gli edifici saranno realizzati in classe energetica A4 e dotati di impianto fotovoltaico.

Aprendo il dibattito, Giovanni Bertoldi (Lega Modena) ha affermato che il problema “non sono le palazzine ma la loro collocazione: quella era l’unica area verde di una certa dimensione in quella zona ed è un peccato che venga sacrificata a delle costruzioni che si sarebbero potute realizzare in aree vicine e dismesse”.

Anche Elisa Rossini (Fratelli d’Italia) ha espresso perplessità per l’ubicazione del progetto: “Togliamo un’area verde che si sarebbe potuta rendere funzionale alle attività scolastiche. Per quanto siamo favorevoli all’iniziativa privata – ha aggiunto – ci chiediamo se in questo caso non si potesse fare qualcosa di diverso”.

Per Lucia Connola (Pd) si tratta, invece, “di un progetto di qualità che va nella direzione della città compatta, basata sui servizi di prossimità. Non solo si costruisce una residenza ecosostenibile, ma grazie alla convenzione saranno realizzati servizi a favore di tutti come parcheggi, colonnine di ricarica e un’area verde con parco giochi”.

Secondo Giovanni Silingardi (Movimento 5 stelle) rimane problematica la decisione presa nel 2007 dal Consiglio di alienare i campi da calcio. “Deriva da lì il fatto che oggi si costruisce su un prato dove i bambini giocavano. Anche se nel progetto si prevedono aree verdi, quello spazio era un prato e non lo sarà più”.

Anche Paola Aime (Verdi) ha affermato che “paghiamo oggi una scelta che non condivido. Ma dobbiamo stare alla realtà: quell’area è di un privato che ha dei diritti che vanno rispettati e il progetto proposto è accettabile. Dobbiamo guardare avanti, pur restando critici sulla decisione che ha originato la vicenda”.

Nella replica, l’assessora ha sottolineato che “oggi siamo chiamati a esprimerci su un progetto relativo a un’area privata, sulla sua qualità, sulle opere di urbanizzazione collegate e sul beneficio che ne può derivare per la comunità. Non comprendo – ha aggiunto – come si possa votare contro a questo atto per scelte relative al passato: il progetto va giudicato per quello che è e non contrastando dismissioni già avvenute e non più in discussione”.

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