Così il volley muore: i club chiedono di aumentare la capienza nei palazzetti (video da sky)

La pandemia ha colpito duro e sale il grido d’allarme sullo stato dei conti delle società, ma anche sulla necessità di riservare allo sport maggiore attenzione

La pallavolo di Serie A maschile si schiera compatta a favore della riapertura al pubblico dei palazzetti e contro le norme approvate dal Governo sulla limitazione della capienza. Oggi tutte le squadre di Superlega, A2 e A3 affiliate alla Lega Pallavolo Serie A hanno pubblicato sui propri canali un appello dagli stessi contenuti, accompagnato dallo slogan ad effetto “Così il volley muore“. L’obiettivo è sensibilizzare le autorità, ma anche il pubblico, sulle conseguenze – economiche e sociali – di ulteriori restrizioni all’ingresso degli spettatori. Regista della campagna social condivisa da tutti i club (anche Bologna) e accompagnata da una petizione online indirizzata al ministro della salute Roberto Speranza è la Presidente di Modena Volley Catia Pedrini, che oggi è intervenuta in diretta su Sky Sport 24 (video allegato)

“Chiediamo solo – recita il testo dell’appello – che ci sia consentito di tornare nei palazzetti con Green Pass e mascherina. Chiediamo solo che non si perdano migliaia di posti di lavoro nello sport. Chiediamo solo che non si depauperi l’enorme ricchezza umana e sociale dello sport di base. Le Olimpiadi sono state la testimonianza dell’immenso valore dello sport, di tutti gli sport: si diano segnali incontrovertibili di pari dignità. Il calcio muove il PIL, il volley e gli altri sport forse no, ma siamo certi che desertificare queste discipline sia la strada giusta per l’agognata ripartenza? Così il volley muore“.

ECCO IL TESTO DELL’APPELLO CONGIUNTO DEI CLUB
I Club della Lega Pallavolo Serie A esprimono totale disaccordo e contrarietà di fronte alla prospettata riapertura degli impianti limitata al 35% della capienza.

Tutti i club, sin dalle prime avvisaglie della pandemia, hanno messo al primo posto la tutela della salute. Dei loro atleti. Del loro staff. Del loro pubblico, talmente ben educato e corretto da farlo sembrare un pubblico teatrale.

Oggi, con il procedere della campagna vaccinale e con l’introduzione del green pass, non si comprende perché non si possa tornare ad una partecipazione “normale”, in assoluta sicurezza, all’interno dei Palazzetti.

Se il vaccino protegge in misura inferiore al 100%, si aggiunga l’obbligo di indossare la mascherina per aumentare ulteriormente la sicurezza.

Il rischio zero non esiste e non esisterà mai: il SARS COV-2 è ormai endemico. Io cittadino/a vorrei fare una domanda al CTS ed al Ministro Speranza: “Se ho il vaccino e uso la mascherina, perché non dovrei sentirmi sicuro in un palasport insieme a tutti gli altri?”.

È bene si sappia che un taglio degli incassi (tra biglietteria ed abbonamenti) pari al 65% implica, di fatto, la fine della pallavolo in Italia, così come l’abbiamo conosciuta.

Le ricadute, economiche e sociali, di un simile epilogo non possono sfuggire a chi ha l’onore e l’onere di governare la cosa pubblica. I club di Serie A non hanno scopo di lucro, ci consideriamo da sempre al servizio della passione dei nostri tifosi, della gente.

Chiediamo solo ci sia consentito di tornare a farlo.
Chiediamo solo che non si perdano migliaia di posti di lavoro nello sport.
Chiediamo solo che non si depauperi l’enorme ricchezza umana e sociale dello sport di base.
Chiediamo solo che, mentre le Olimpiadi ci hanno offerto continuamente testimonianze dell’immenso valore dello sport, di tutti gli sport, si diano segnali incontrovertibili di pari dignità.

Il calcio muove il PIL, il volley e gli altri sport forse no, ma siamo certi che desertificare queste discipline sia la strada giusta per l’agognata ripartenza?

COSÌ IL VOLLEY MUORE

IL COMUNICATO DI MODENA VOLLEY

Modena Volley esprime totale disaccordo e contrarietà di fronte alla prospettata riapertura degli impianti limitata al 35% della capienza.

Come club, sin dalle prime avvisaglie della pandemia, abbiamo messo al primo posto la tutela della salute. Dei nostri atleti. Del nostro staff. Del nostro pubblico, talmente ben educato e corretto da farlo sembrare un pubblico teatrale.

Oggi, con il procedere della campagna vaccinale e con l’introduzione del green pass, non si comprende perché non si possa tornare ad una partecipazione “normale”, in assoluta sicurezza, all’interno dei Palazzetti.

Se il vaccino protegge in misura inferiore al 100% si aggiunga l’obbligo di indossare la mascherina per aumentare ulteriormente la sicurezza.

Il rischio zero non esiste e non esisterà mai: il SARS COVID2 è ormai endemico. Io cittadino/a vorrei fare una domanda al CTS ed al Ministro Speranza: “Se ho il vaccino e uso la mascherina, perché non dovrei sentirmi sicuro in un palasport insieme a tutti gli altri tifosi?”.

È bene si sappia che un taglio degli incassi (tra biglietteria ed abbonamenti) pari al 65% implica, di fatto, la fine della pallavolo, a Modena e altrove, così come l’abbiamo conosciuta.

Le ricadute, economiche e sociali, di un simile epilogo non possono sfuggire a chi ha l’onore e l’onere di governare la cosa pubblica.

Modena Volley non ha scopo di lucro ed amiamo definirci impresa sociale; ci consideriamo da sempre al servizio della passione dei nostri tifosi, della gente.

Chiediamo solo ci sia consentito di tornare a farlo.

Chiediamo solo che non si perdano migliaia di posti di lavoro nello sport.

Chiediamo solo che non si depauperi l’enorme ricchezza umana e sociale dello sport di base.

Chiediamo solo che, mentre le Olimpiadi ci hanno offerto continuamente testimonianze dell’immenso valore dello sport, di tutti gli sport, si diano segnali incontrovertibili di pari dignità.

Il calcio muove il pil, il volley e gli altri sport forse no, ma siamo certi che desertificare queste discipline sia la strada giusta per l’agognata ripartenza?

Così il volley muore.

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