Minacce, lesioni e maltrattamenti, marocchino violento perseguita la nipote: cosa fa la giustizia?

E’ indagato dalla Procura della Repubblica di Modena dopo le indagini preliminari un marocchino con l’accusa di molestie e minacce nei confronti della nipote. Ha 32 anni, vive a Castelfranco, e da tempo insulta, minaccia (anche di morte) spaventa la nipote di 21 anni, anche lei residente a Castelfranco Emilia. Lo zio la controlla nel vestiario, segue le sue amicizie, talvolta la pedina e l’aspetta sotto casa. Nonostante la donna abbia una sua vita privata, essendo sposata e madre di una bambina. Proprio la bambina è stata al centro di un episodio che l’altra sera l’ha portata ad un grande spavento temendo per l’incolumità della piccola. Per questo ha deciso di rivolgersi ai Carabinieri, per l’ennesima denuncia di fatti gravi (in passato la donna ha riferito di essere stata schiaffeggiata) sui quali si è fatto poco o nulla, tranne che aprire un fascicolo a carico dello zio violento. Qualche sera fa la donna era in centro a Castelfranco con la figlia in carrozzina quando è stata avvicinata dallo zio e secondo le dichiarazioni rilasciate ai Carabinieri lo stesso avrebbe cercato di investirla con la bicicletta, proferendo poi minacce del tipo “ti ammazzo”. La donna è poi riuscita a rinchiudersi in casa e a sfuggire alle ire dello zio, per poi recarsi dai Carabinieri ad esporre i fatti e a lamentare il timore che qualcosa, prima o poi, possa accadere, visto che le minacce, le offese e anche le botte si ripetono dal 2019. Vi abbiamo raccontato questa storia nella speranza che qualcosa possa cambiare nellì’ordinamento della nostra giustizia. Le minacce, le offese, le botte spesso si trasformano in qualcosa di più grave, ce lo insegna la cronaca di questi ultimi mesi, quando i femminicidi si sono moltiplicati e spesso andare a denunciare non basta più ad intimorire e a far desistere chi fa della violenza il proprio stile di vita e di comportamento.

carabinieri caserma

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