Medicina Interna e Area Critica, ecco dove si trattano le patologie acute e critiche

Nel reparto del Policlinico di Modena, guidato dal dottor Lucio Brugioni, è sempre presente personale medico e infermieristico per il monitoraggio continuo del paziente

Equipe multidisciplinare, collaborazione continua con gli altri reparti dell’ospedale e presenza costante del personale medico e infermieristico per il monitoraggio non-stop del paziente critico. Nel reparto di Medicina Interna ed Area Critica (MIAC) del Policlinico di Modena vengono trattati i pazienti con patologia acuta e in condizioni critiche o che presentino un quadro di imprevedibilità dell’evoluzione clinica. La Struttura Complessa è guidata dal dottor Lucio Brugioni e gestisce un organico di oltre 100 persone e 51 posti letto. “Il reparto si caratterizza per collaborare in maniera stretta con le altre strutture dell’ospedale e del territorio, in particolare cardiologia, rianimazione, pneumologia e gastroenterologia, rianimazione. Svolgiamo inoltre una attività di consulenza internistica a reparti quali: Ortopedia, ORL, Chirurgia Generale, Cardiologia.

Nell’area di intervento dedicata ai pazienti più critici e urgenti trattiamo le intossicazioni acute, le reazioni avverse da farmaci, le reazioni allergiche gravi e gli avvelenamenti da agenti chimici, funghi, etc. “Si tratta di un campo eterogeneo e complesso – spiega il dottor Brugioni – Dal punto di vista operativo è indispensabile il monitoraggio continuo dei parametri vitali con presenza costante del medico in reparto”.

Nella stessa area di intervento vengono trattati anche gravi squilibri metabolici e /o idroelettrolitici acuti, stati di shock da cause indeterminate e determinate. Anche questi quadri richiedono un costante monitoraggio clinico strumentale e l’adeguamento tempestivo della terapia, entrambi possibili solo grazie a personale infermieristico addestrato e alla presenza continua del medico.

Nello stesso reparto vengono trattati casi concordati col cardiologo di cardiopatia ischemica acuta (angina/ima n stemi) che non necessitano di procedure invasive ma che richiedono monitoraggio clinico-strumentale, l’adeguamento tempestivo della terapia e la sua ottimizzazione. “Nel caso dello scompenso cardiaco acuto e cronico riacutizzato – precisa il dottor Brugioni – è indispensabile una corretta diagnostica al dine di verificarne la causa ed è fondamentale seguire il paziente nel tempo per minimizzare i rischi di recidiva e per ottimizzare la terapia”.

Nei casi di embolia polmonare è necessaria una terapia specifica per risolvere il quadro acuto, una volta risolto il quale è fondamentale seguire il paziente nel tempo in collaborazione col centro delle coagulopatie.

“Per le emorragie digestive e acute – prosegue il primario -, l’impegno assistenziale si muove sia sul versante diagnostico, attraverso l’esame endoscopico in tempi rapidi, sia clinico-terapeutico, compensando le perdite e stabilizzando il circolo nei casi più gravi.

Quando si presenta invece un paziente con insufficienza respiratoria acuta, solitamente il quadro clinico necessita di ossigenoterapia anche con sistemi ad alti flussi ed in Ventilazione meccanica non invasiva che necessitano comunque di un monitoraggio non invasivo dei parametri vitali”.

Nel reparto vengono trasferiti anche pazienti dalla Rianimazione o da altri reparti altrettanto critici. In tal caso essi non necessitano più di ventilazione assistita di tipo invasivo, ma ancora di monitorizzazione dei parametri vitali.

Nell’area di intervento che tratta eventi patologici con rapida valutazione clinico-strumentale, si contano 25 posti letto. “Qui – continua il dottor Brugioni – trattiamo patologie come il dolore toracico o addominale acuto, casi di ischemia, ictus ed emorragia cerebrale, crisi ipertensive, aritmie cardiache minori, lipotimie e sincopi, sindromi gastroenteriche acute, neoplasie occulte, diabete scompensato o nelle fasi delle complicanze”. Anche questi Posti letto sono dotati di un sistema di monitoraggio dei parametri vitali.

Dal 21 febbraio 2020 è stato creato un reparto Covid che ha avuto fino a 52 posti letto in totale. “Ma contemporaneamente rimanevano le altre patologie”, precisa il dottor Brugioni. “Durante la prima ondata sembravano scomparse. Nella seconda e terza abbiamo avuto un numero consistente di pazienti non Covid molto gravi e siamo arrivati ad avere oltre 80 posti letto”

Lo stress psico-fisico per il personale Medico, Infermieristico, OSS è stato molto grande, l’impegno encomiabile.

La Struttura Complessa di MIAC:

Organico: 100 persone

Posti letto: 51, di cui 12 monitorati, 25 in degenza ordinaria, 4 dedicati alla ventilazione con alti flussi anche per pazienti Covid, 14

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