Venerdi e domenica lirica al Comunale con Manon Lescaut

L’opera di Puccini a Modena in un nuovo allestimento partito dal Teatro del Giglio di Lucca

Va in scena venerdì 4 febbraio ore 20 e domenica 6 alle 15.30 per la stagione lirica al Teatro Comunale Pavarotti-Freni di Modena, Manon Lescaut, fra i massimi capolavori di Giacomo Puccini e del melodramma italiano alle soglie del Novecento. Lo spettacolo si presenta in un nuovo allestimento curato dal Teatro del Giglio di Lucca, dove ha debuttato lo scorso 28 gennaio, in coproduzione con i teatri lirici di Modena, Rimini, Ravenna, Pisa e Ferrara. Firma la regia Aldo Tarabella, con scene di Giuliano Spinelli, costumi di Rosanna Monti, luci di Marco Minghetti, montaggio video e proiezioni di Matteo Castiglioni e coreografie di Luigia Frattaroli. Nei ruoli principali si ascolteranno le voci di Monica Zanettin, soprano applaudito alla Fenice di Venezia, al Teatro dell’Opera di Roma, alla Monnaie di Bruxelles, all’Opera di Lipsia e alla Deutsche Oper di Berlino; di Marcello Rosiello, interprete attivo a La Fenice di Venezia, al Lirico di Cagliari e al Petruzzelli di Bari; di Alberto Mastromarino, di casa sui palcoscenici più prestigiosi del mondo, dalla Scala di Milano al Metropolitan di New York e di Paolo Lardizzone, tenore apprezzato in contesto internazionale.
La direzione musicale dello spettacolo è affidata a Marco Guidarini, alla guida dell’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini e del Coro Arché preparato da Lorenzo Biagi.

Nella vicenda dell’opera, che inizia a Parigi e finisce “in una landa sterminata ai confini di New Orleans”, la bella giovane Manon si dibatte incautamente fra l’agio e le ricchezze del vecchio banchiere Geronte di Ravoir e la passione per lo studente Des Grieux, fino ad essere scoperta e deportata insieme all’amante.

“Insieme allo scenografo abbiamo creato un allestimento che è divenuto un unico elemento poetico che potesse dialogare con la storia di Manon – racconta il regista -: un palazzo monumentale che, al pari dei sogni e delle ambizioni della protagonista dell’opera, subirà crolli e mutazioni, dal giocoso esterno del palazzo di posta del primo atto agli interni maestosi del salone di Geronte al desolante molo del porto, sino alla sua definitiva metamorfosi nell’ultimo atto. Ho pensato che questa storia potesse sopravvivere oltre il tempo, come se fosse stata incisa sulle mura del palazzo per poi essere raccontata in un altro tempo, agli inizi del Novecento, rendendola così ancor più vicina a noi, durante un inizio d’anno a Parigi…”

Giovedì 3 febbraio dalle 18 alle 19 (ingresso libero via Goldoni 1) si terrà la presentazione dell’opera al pubblico a cura di Alberto Paloscia per la serie Invito all’Opera in collaborazione con Associazione Amici dei Teatri Modenesi.

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