Ucraina: Unimore per una subitanea interruzione del conflitto armato

Unimore – Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia è parte sin dalla sua costituzione del Network delle Università per la Pace, promosso dalla CRUI – Conferenza dei Rettori delle Università Italiane.

Alla luce di questa adesione e sottoscrivendone pienamente il contenuto, la CRUI in merito al conflitto che si sta consumando in queste ore in Ucraina SCRIVE.

“Purtroppo in queste giornate soffiano terribili venti di guerra alle porte dell’Europa. Il nostro monito, il monito di Unimore, che aderisce al Network delle Università per la Pace, è che si fermi il conflitto e si continuino a cercare intese in un terreno di forti e costanti relazioni diplomatiche. <> ha di recente detto il Pontefice Francesco. Tutti noi sentiamo nostre queste parole e auspichiamo una subitanea interruzione del conflitto armato.

Ucraina: per un’azione diplomatica forte

La CRUI, profondamente preoccupata da quanto sta avvenendo in Ucraina, animata dalla convinzione che l’attenzione alla costruzione e al consolidamento della pace con mezzi pacifici sia vocazione costitutiva dell’Accademia, certa che un’azione diplomatica forte e immediata, condotta in buona fede da tutte le parti, sia l’unica strada per affrontare la complessità del conflitto in corso:

si associa all’appello del Segretario generale delle Nazioni Unite del 23 febbraio sul rispetto dei principi della Carta delle Nazioni Unite, sulla necessità di stabilire il cessate il fuoco e di intraprendere la via del dialogo e del negoziato;
ribadisce con fermezza l’importanza della pace e del dialogo quali valori insostituibili per la convivenza fra i popoli e condanna ogni atto di violenza e di prevaricazione dei diritti umani e delle libertà fondamentali;
esprime autentica solidarietà per le persone coinvolte e particolare vicinanza all’intera comunità accademica in Ucraina;
seguendo il corso degli eventi, valuta la possibilità di attivarsi per incoraggiare azioni concrete a beneficio e sostegno di colleghi e colleghe, nonché di studentesse e studenti, vittime della situazione, incluso il ritorno in Italia delle studentesse e degli studenti presenti nelle zone del conflitto.

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