Al Cattaneo Deledda si simula un processo per revenge porn

Sabato 21 maggio, dalle 9, gli studenti dibattono il caso davanti a un vero giudice. L’iniziativa nell’ambito del progetto per promuovere la cittadinanza di genere

Sono 86 gli studenti e le studentesse di quattro classi dell’istituto Cattaneo-Deledda che sabato 21 maggio, a partire dalle 9, saranno protagonisti di un processo simulato per revenge porn che sarà dibattuto davanti alla giudice Carolina Clò, Gip del Tribunale di Modena.

I ragazzi e le ragazze, che frequentano la quarta dell’indirizzo Servizi per la sanità e l’assistenza sociale, ricopriranno i ruoli di imputata, vittima, parte civile, avvocati, giudici popolari e testimoni di un caso, vero, di diffusione illecita di immagini o video sessualmente esplicite. Imputata è una ragazza accusata di aver diffuso immagini dell’ex fidanzato per vendetta, dopo il termine della relazione.

Ad accompagnare studenti e studentesse nella loro simulazione saranno gli avvocati Mirella Guicciardi ed Marco Augusto Pellegrini.

Alla messa in scena del processo, gli studenti sono arrivati dopo un percorso di approfondimento sui temi della legalità con incontri e laboratori tenuti dai professionisti della Cpo del Cup che hanno spiegato anche le regole che governano i ruoli di accusa e difesa, e le dinamiche del processo penale. I ragazzi hanno quindi cominciato a preparare il processo, teatralizzando un reale procedimento per revenge porn, già arrivato a sentenza, e riproponendo nella simulazione atti, dichiarazioni e testimonianze reali ma con la facoltà di trarre conclusioni diverse da quelle del giudice reale e, quindi, di redigere una propria sentenza.

Il processo simulato, giunto alla quinta edizione, conclude il percorso ideato e realizzato dalla Commissione per le pari opportunità (Cpo) del Comitato unitario permanente degli ordini e dei collegi professionali di Modena (Cup) nell’ambito del progetto “Educare alle differenze per promuovere la cittadinanza di genere”, promosso dal Comune di Modena e cofinanziato dalla Regione Emilia Romagna. Obiettivo del progetto è sviluppare in ragazzi e ragazze una maggiore consapevolezza delle conseguenze determinate dalle proprie azioni e la capacità di riconoscere e contrastare fenomeni di prevaricazione e corruzione.

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