Il dolore è una malattia: anche l’AOU di Modena aderisce alla giornata del sollievo (video)

L’attenzione alla terapia antalgica, al parto in analgesia e alle cure palliative

L’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena aderisce alla XXI Giornata Nazionale del Sollievo che si celebra Domenica 29 maggio con lo scopo di promuovere la terapia del dolore e mettere al centro dell’attenzione la persona sofferente, informando i cittadini sui loro diritti, formalizzati dalla Legge 38 del 2010, che tutela e garantisce l’accesso alla terapia del dolore e alle cure palliative. Su canali social dell’Azienda, verranno pubblicate interviste ai professionisti degli ospedali modenesi sul tema del dolore in ospedale e delle cure palliative e informazioni sul tema.

La Giornata Nazionale del Sollievo è stata istituita nel 2001 per “promuovere e testimoniare, attraverso idonea informazione e tramite iniziative di sensibilizzazione e solidarietà, la cultura del sollievo dalla sofferenza fisica e morale” contro il dolore inutile in tutte le sue forme. Il dolore può essere considerato una malattia che peggiora la vita della persona ammalata, con effetti negativi sul piano fisico, psicologico, relazionale.

La Regione Emilia – Romagna è da tempo in prima linea sul tema del dolore. Il tema è seguito trasversalmente nei due ospedali dell’AOU di Modena, in stretto rapporto con la rete territoriale di terapia del dolore dell’Azienda USL.

L’accesso all’ambulatorio di Terapia Antalgica avviene con l’impegnativa per una visita antalgica fatta dal Medico di medicina generale o dallo specialista ospedaliero.

Policlinico di Modena

L’Anestesia e Rianimazione I, diretta dal prof. Massimo Girardis e l’Anestesia e Rianimazione II, diretta dalla dottoressa Elisabetta Bertellini, si occupano sia del trattamento del dolore post-operatorio sia dei pazienti con dolore cronico oncologico e non oncologico.

Al Policlinico, la terapia del dolore è assicurata dall’Anestesia e Rianimazione I, tramite un Ambulatorio di Terapia del Dolore, di cui è referente la dottoressa Veronica Bonfreschi.

L’Ambulatorio di Terapia Antalgica valuta in media 1400 pazienti l’anno. Il 43% sono Visite Antalgiche ( I visite e visite di controllo), il 38% Attività infiltrativa ambulatoriale, il 14% Attività di consulenza per pazienti che afferiscono in modalità ambulatoriale, DH, oppure pazienti in carico presso le varie Unità Operative, il 5% Attività di consulenza telefonica per i pazienti in regime domiciliare.

L’Anestesia e Rianimazione I assicura anche l’assistenza alle procedure diagnostico-terapeutiche necessarie ai piccoli pazienti affetti patologie oncologiche che vengono effettuate sia in sala operatoria sotto sedazione che in Radiologia e Radioterapia, con grande sollievo bambini e delle loro famiglie. Assicura anche il servizio di Parto Analgesia gratuito per la gestione del dolore durante il travaglio di parto. Vengono effettuate mediamente 38 Parto Analgesie al mese. Le future mamme possono prendere visione del video informativo della durata di circa 20 minuti, al termine del quale qualora scelgano la procedura, procedono a scaricare e compilare la modulistica richiesta. Il video informativo è disponibile sul sito Internet del Policlinico, Struttura Complessa di Ostetricia – Attività di Parto Analgesia (https://www.aou.mo.it/ostetricia_parto_analgesia). È disponibile un numero di telefono per qualsiasi informazione in merito alla procedura.

Importante, poi è il tema delle cure palliative. Nell’ambito del Dipartimento di Oncologia ed Ematologia è attiva la Struttura di Cure Palliative-Hospice, di cui è responsabile la dottoressa Claudia Fiorani. L’obiettivo principale della Unità Operativa è il raggiungimento della miglior qualità di vita nei malati onco-ematologici nelle fasi avanzate di malattia. “In particolare – spiega la dottoressa Fiorani – ci occupiamo della gestione efficace del dolore, non solo fisico ma globale e del sollievo dei sintomi propri del fine vita (dispnea, nausea, cachessia, ansia, depressione). Il malato e la famiglia sono al centro dell’attenzione, rispettando continuamente i loro bisogni e preferenze”.

Ospedale Civile di Baggiovara

All’Ospedale Civile di Baggiovara, la terapia del dolore è assicurata dall’Anestesia e Rianimazione, diretta sempre dalla dottoressa Elisabetta Bertellini, tramite un ambulatorio di cui è referente il dottor Marco Degoli. In un anno vengono eseguite 600 prime visite antalgiche, 440 infiltrazioni per sciatica e mal di schiena, 320 infiltrazioni articolari a livello di anca e ginocchio.

Le cure palliative hanno una loro specifica sezione all’interno della Unità Operativa di Geriatria, diretta dal prof. Marco Bertolotti, che garantisce anche l’attività di consulenza nei confronti dei pazienti ricoverati. “La nostra UO è molto sensibile al tema delle Cure Palliative, in un contesto di “umanizzazione” delle cure – ha spiegato il prof. Marco Bertolotti – all’interno della nostra Struttura è presente un nucleo di Cure Palliative Geriatriche, composto da tre stanze singole, che accoglie pazienti da tutte le strutture aziendali”. L’anno scorso (2021) sono stati accolti 121 pazienti, 53 in più rispetto al 2020. “È un’attività che ci dà molte soddisfazioni, con un ritorno decisamente positivo da parte delle famiglie dei Pazienti accolti, e cerchiamo di darle un contenuto altamente multidisciplinare e multiprofessionale per quanto possibile. A questo si aggiunge l’attività di consulenza per pazienti ricoverati nelle unità di degenza, che, considerando il numero limitato di posti letto a nostra disposizione, fornisce un contributo importantissimo alla gestione del paziente nelle altre UO, e a diffondere la cultura sulle cure palliative all’interno dei nostri Ospedali”. Nel 2021 sono state erogate 111 consulenze (rispetto alle 85 dell’anno precedente).

La parola ai professionisti

“La Terapia del Dolore – il dottor Marco Degoli, che si occupa dell’Ambulatorio di Terapia del Dolore dell’Ospedale Civile – è chiamata anche Terapia Antalgica ed è una specializzazione medica che si occupa della valutazione e cura dei pazienti affetti da dolore. La visita antalgica richiede tempo ed attenzione ed è fondamentale per identificare la causa del dolore ed iniziare un trattamento personalizzato. In Terapia Antalgica vengono eseguiti trattamenti conservativi cioè non chirurgici. Tra questi spesso si eseguono infiltrazioni che consistono nella somministrazione di farmaci in alta concentrazione nella sede da cui nasce il dolore”.

“La visita antalgica – aggiunge la dottoressa Veronica Bonfreschi, che si occupa dell’Ambulatorio del Policlinico – si distingue in prima visita, cioè primo accesso del paziente, e visita di controllo in pazienti già presi in carico. La prima visita è un momento complesso di valutazione del paziente nella sua totalità, non solo per quanto riguarda il dolore e le sue caratteristiche specifiche ma anche per quanto riguarda eventuali comorbilità spesso associate, nonché gli aspetti psicologici e sociali correlati. Il paziente preso in carico viene rivalutato periodicamente, durante le visite di controllo, per garantire un’adeguata continuità delle cure”.

Lo specialista in Terapia Antalgica è un medico chirurgo specializzato in Anestesia con una formazione specifica nella cura delle persone affette da dolore. Gli Anestesisti che si specializzano in Terapia Antalgica, oltre ad avere esperienza specifica in questo ambito hanno svolto un Master in Terapia del dolore.

“Le finalità della Terapia Antalgica – proseguono Bonfreschi e Degoli – sono migliorare la qualità della vita delle persone affette da dolore e dei loro care giver, ridurre o eliminare il dolore, aumentare la mobilità dei pazienti”.

La Terapia Antalgica è un lavoro di squadra che vede l’anestesista collaborare con le altre strutture dell’Azienda, con i medici di medicina generale e con la Psicologia Ospedaliera.

“Lo scambio di informazione tra i medici – concludono Bonfreschi e Degoli – permette di ottimizzare la cura soprattutto nei casi più complessi. Spesso valutiamo pazienti inviati dai medici di famiglia. Altre volte i Neurochirurghi e gli Ortopedici inviano pazienti per valutare l’eventuale indicazione alle infiltrazioni. Questo permette, anche di selezionare con maggior cura i pazienti a cui proporre un eventuale intervento chirurgico. Infatti, quando il paziente ha beneficio in seguito all’esecuzione delle infiltrazioni per la sciatica o per i dolori all’anca e al ginocchio l’intervento chirurgico può essere procrastinato e, in alcuni casi, escluso”.

“Nel nostro ambulatorio – prosegue il dottor Degoli – ci occupiamo soprattutto di mal di schiena, sciatica, dolore all’anca e dolore al ginocchio”.

“Trattiamo prevalentemente il dolore oncologico, sia cronico sia procedurale, cioè quello legato ad alcune specifiche procedure radioterapiche – conclude la dottoressa Bonfreschi – ci occupiamo anche del dolore neuropatico, dolore cronico non-oncologico, dolore cronico post-operatorio cronico. A questo si aggiunge la gestione di patologie dolorose croniche nelle pazienti, durante la gravidanza”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.