Siccità: E-R, picchi di 36 gradi e agricoltura a rischio

Caldo record, acqua quasi del tutto assente nei terreni e agricoltura particolarmente in sofferenza, primi stop per la produzione idroelettrica.

È il quadro della grave siccità in Emilia-Romagna, dove a destare le maggiori preoccupazioni è anche la risalita del cuneo salino, ora a 21 chilometri, e cioè l’avanzamento dell’acqua di mare nel delta di acqua dolce.

Con rischi a cascata per l’uso irriguo dell’acqua – per la derivazione del Canale Emiliano Romagnolo – e per la tenuta degli habitat e della biodiversità. Misure emergenziali per l’acquedotto di Ferrara, rilascio di acqua dalla diga del Brugneto e deroga al deflusso ecologico sul fiume Trebbia. A giugno le precipitazioni sono del 62% in meno mentre rispetto alla media insistono temperature più alte di tre gradi. Picchi di 36 gradi in questi giorni, con attese piogge sporadiche.

Oggi pomeriggio in Regione cabina di regia urgente per l’emergenza.
Già questa sera il presidente dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini firmerà il decreto per la dichiarazione dello stato d’emergenza regionale per la siccità, necessario per la richiesta dello stato d’emergenza nazionale.

Decisione che è stata condivisa dalla cabina di regia sulla crisi idrica che si è svolta questo pomeriggio in Regione alla presenza dei gestori del servizio idrico integrato e dell’Agenzia interregionale per il fiume Po.

Al momento, non verranno adottate misure straordinarie in Emilia-Romagna per affrontare la sofferenza del Grande Fiume e le conseguenze. “La situazione è molto complessa, ma in questo momento nella nostra regione non abbiamo ancora un livello di allarme tale da mettere in discussione l’idropotabile – ha sottolineato l’assessore regionale all’Ambiente e alla Protezione civile Irene Priolo – la cabina di regia e lo stato di emergenza nazionale servono per scongiurare quegli interventi che possono poi mettere in difficoltà la popolazione”.
Ma già domani tutti i comuni dell’Emilia-Romagna sono invitati a emettere ordinanze per il risparmio idrico, sensibilizzando i cittadini sul tema: “Abbiamo incaricato Atersir (agenzia territoriale dell’Emilia-Romagna per i servizi idrici e rifiuti) di scrivere un’ordinanza tipo per tutti i comuni affinché possano da domani adottare una propria ordinanza per la riduzione del consumo di acqua per gli usi non indispensabili. E’ cosa buona e giusta – sottolinea Priolo -: non è il momento di lavare l’auto, ma di risparmiare per avere l’acqua da bere. Tutti dobbiamo fare la nostra parte”. Oggi a destare maggiori preoccupazioni anche dal punto di vista idropotabile sono Ferrara, Ravenna e in parte Piacenza e Parma.

(FOTO ANSA)

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